Che sia una band di culto ormai è cosa certa da anni, da generazioni… tornano i Frigidaire Tango, tornano con un disco dal sapore che conosciamo, con trame che spaziano anche dentro quel gusto ruvido di un post-punk anni ’80… di loro abbiamo dovuto per forza incamerare quel certo colore scuro con cui dipingere la notte in provincia di quando il suono dell’underground italiano chiedeva tanto… ecco dunque “Modern Vintage Wave”, dieci registrazioni realizzate nell’ultima decade e mai pubblicate prima. E noi ovviamente non ci facciamo scappare l’occasione di “fermare” il tempo che corre…

Se vi dicessi che tanto spesso ritrovo quell’acidità pop dei R.E.M. tornando ad ascoltarvi? E ovviamente cito la band di Stipe quando suonavano negli anni ’80… guarda caso…
Il riferimento può starci, ma è assolutamente involontario, quando i R.E.M. sbocciarono noi eravamo
nella nostra fase più Dark, e i riferimenti erano altri …però in effetti riascoltando brani come “Life is a Little trip” e “Bloody Glory” la similitudine è evidente.
Brani registrati nel precedente decennio… che significa? Brani mai pubblicati o neanche mai suonati prima?
…direi anche precedente ventennio…durante il quale ci siamo saltuariamente riuniti per qualche registrazione, anche se il grosso del lavoro è stato fatto tutto in post produzione. Quindi sì, brani mai pubblicati e mai suonati dal vivo.
E se da nostalgici vi chiedessi di mettere a paragone anche solo l’Italia nel tempo di queste canzoni (senza dover per forza tornare ai vostri esordi) e il tempo che viviamo oggi? Musicalmente parlando che cosa vi verrebbe da dire?
Dopo il 2000 — anno che io considero l’ultimo in cui il rock ha ancora ricoperto un ruolo da protagonista — si è avviata una lenta ma inesorabile svolta verso le sonorità della musica nera, incarnata soprattutto dall’hip hop e dal risorto Reggae . Questi generi hanno subito un’evoluzione che li ha resi sempre più interessanti (Dub, Drum’n’Bass, Trip Hop, Trap) e la tecnologia ha giocato un ruolo fondamentale in questo percorso, contribuendo a marginalizzare la forma classica del rock. Oggi la contaminazione elettronica è diventata quasi imprescindibile per lo sviluppo della musica contemporanea. Quando abbiamo registrato i brani per questo disco eravamo già dentro a questo cambiamento: avevamo una selezione di circa 30 pezzi, molto diversi tra loro per genere, e abbiamo scelto deliberatamente quelli che guardavano al passato.”
Oggi di quel manifesto di “dissidenza” post-punk che cosa ne resta? E leggendo ancora il nome di Giorgio Canali penso sempre a quanto rumore di fondo esista nel tempo che viviamo, rumore che copre qualsiasi urlo di rivoluzione… che ne pensate?
Il post- punk ha lasciato in eredità l’attitudine alla ricerca di nuove sonorità e una sensibilità critica nei testi. Molto però è stato metabolizzato: dal nichilismo estetico si è passati a forme più ibride e spesso meno esplicitamente politiche. Sul ‘rumore di fondo’ concordo: l’ipercomunicazione rende difficile mantenere il focus su messaggi duraturi. Per restare incisivi oggi servono chiarezza, forme nuove di narrazione e scelte estetiche che rompano lo scompiglio mediatico, non solo volume, ma originalità e contesto.”
La moderna new-wave oggi che cos’è? Che cosa è diventata?
Tutti i generi, una volta compiuta la loro parabola artistica che li rende moderni nel loro presente, diventano storia, e fanno parte inesorabilmente del passato. Quindi, se fai riferimento al titolo del disco, dovremmo parlare più di Vintage che di Modern. In realtà la New Wave non è mai stata un genere, ma la continua evoluzione dello stesso.
E quindi il futuro? Nel senso: l’elettronica, i live, nuove scritture?
Il futuro è tutto da scrivere, abbiamo sempre pianificato poco, di sicuro so che abbiamo altre venti tracce pronte, molto più contaminate e sperimentali rispetto alle dieci scelte per l’album. Per quanto riguarda i Live stiamo valutando format e line up, diciamo che al momento di concreto c’è solo l’intenzione….che per noi è già molto!
