Nel cuore del Monte Soratte, a pochi chilometri da Roma, un luogo simbolo della storia italiana ed europea torna a vivere attraverso la memoria. Il Bunker Soratte, complesso sotterraneo nato come infrastruttura strategica tra il 1937 e il 1943 e poi trasformato in quartier generale tedesco e successivamente in rifugio antiatomico durante la Guerra Fredda, è oggi uno dei principali punti di riferimento per la divulgazione storica nel nostro Paese .
È in questo contesto che si inserisce il Bombing Day, appuntamento ormai consolidato capace di trasformare la storia in esperienza diretta, coinvolgendo il pubblico in un percorso immersivo fatto di rievocazioni, visite guidate e momenti istituzionali. Un evento che negli anni ha saputo crescere fino a diventare un vero e proprio laboratorio di memoria attiva, in cui passato e presente si incontrano per raccontare non solo un episodio della Seconda Guerra Mondiale, ma anche l’evoluzione del modo in cui oggi interpretiamo e trasmettiamo la storia.
Dietro questa macchina complessa c’è un lavoro lungo, articolato e spesso invisibile, che unisce ricerca storica, organizzazione logistica, collaborazione con le istituzioni e coinvolgimento delle associazioni di rievocazione. In questa intervista entriamo proprio nel “dietro le quinte” del Bombing Day: dalla nascita dell’evento alla sua evoluzione, fino alle sfide organizzative e al ruolo fondamentale di chi contribuisce a restituire autenticità e rigore al racconto storico.
Abbiamo incontrato Riccardo Cecchini, presidente Associazione Bunker Soratte con il quale abbiamo approfondito il Bombing Day 2026.
Come nasce l’idea del “Bombing Day” e come si è evoluta nel corso degli anni?
L’idea del Bombing Day nasce sedici anni fa, nel 2010, dalla volontà di ricordare il bombardamento del Monte Soratte del 12 maggio 1944, quando gli Alleati colpirono il quartier generale tedesco del maresciallo Albert Kesselring. L’obiettivo iniziale era quello di fissare nella memoria collettiva un evento storico significativo che, pur nella sua drammaticità, non causò vittime civili e provocò perdite limitate anche tra i militari, in gran parte protetti all’interno delle gallerie. I pochi caduti si trovavano all’esterno, impegnati nelle postazioni contraeree o in aree esposte della montagna.
Da questa ricorrenza ha preso forma il progetto. Il lavoro dietro le quinte è stato, fin dall’inizio, imponente. Quando abbiamo avviato l’iniziativa, nel 2010, il sito era completamente dismesso, in stato di abbandono e ancora da bonificare: un luogo pericoloso, pieno di detriti e rifiuti. Con impegno e determinazione abbiamo intrapreso un percorso di recupero, restituendo voce a uno spazio carico di storia.
Oggi il Bunker Soratte è diventato una sorta di macchina del tempo: un luogo che ogni anno si arricchisce di nuovi allestimenti, pensati per raccontare in modo sempre più chiaro e coinvolgente le vicende che lo hanno attraversato. Non solo la storia del sito, ma anche, più in generale, quella dell’Italia e del mondo, con particolare riferimento alla Seconda Guerra Mondiale e alla Guerra Fredda.
Qual è stato il lavoro dietro le quinte per organizzare un evento così complesso all’interno di un sito storico come il Bunker Soratte?
Il lavoro di organizzazione si sviluppa lungo tutto l’arco dell’anno ed è particolarmente articolato. Una delle componenti più delicate riguarda il coordinamento dei sorvoli aerei, che richiede un dialogo costante con le Forze Armate, in particolare con Aeronautica ed Esercito, e una gestione puntuale delle autorizzazioni.
Accanto a questo, c’è un’importante attività logistica: oltre a coinvolgere rievocatori e collaboratori che animano gli spazi esterni, è necessario garantire loro supporto in termini di allestimenti, vitto e alloggio. I numeri sono significativi: quest’anno prevediamo di arrivare, nella giornata di domenica, a circa 170-180 rievocatori, il che rende la preparazione ancora più complessa e strutturata.
A tutto ciò si aggiunge la parte legata alla comunicazione e alla promozione, che include marketing, pubblicità e relazioni istituzionali, con un costante confronto con il Comune e gli enti locali. Si tratta quindi di un vero lavoro di squadra che coinvolge diverse competenze, ma che richiede anche un forte coordinamento centrale. In questo caso, la responsabilità organizzativa ricade principalmente su di me, il che significa dover gestire e armonizzare quotidianamente molteplici esigenze e aspetti operativi.
Qual è stato il lavoro dietro le quinte per organizzare un evento così complesso all’interno di un sito storico come il Bunker Soratte?
La principale complessità riguarda la gestione contemporanea di più attività all’interno di un sito storico aperto al pubblico. Da un lato, è necessario accogliere all’esterno rievocatori, allestimenti ed espositori, insieme a circa 2.000 persone previste sul piazzale; dall’altro, bisogna garantire il regolare svolgimento delle visite guidate all’interno del bunker, comprese quelle effettuate con il trenino.
Questo richiede uno sforzo organizzativo significativo, soprattutto in termini di personale, che deve essere adeguatamente formato e preparato per gestire i flussi, assicurare la sicurezza e offrire un’esperienza di qualità a tutti i visitatori.
Quanto è importante il contributo delle associazioni di rievocazione storica per garantire autenticità e rigore?
Il contributo delle associazioni di rievocazione storica è fondamentale, perché il Bombing Day è, prima di tutto, un evento di rievocazione. Il loro ruolo è essenziale per aiutare i visitatori a comprendere gli schieramenti e le forze contrapposte dell’epoca, ma anche le diverse sfumature storiche spesso meno note. Sul piazzale, infatti, non sono rappresentati solo gli Alleati e le truppe tedesche, ma anche il Regio Esercito e altre componenti, inclusi i civili, offrendo così una visione più completa e articolata del contesto.
Attraverso uniformi, equipaggiamenti, tende, postazioni radio e altri allestimenti, queste associazioni permettono di ricostruire in modo concreto e immersivo la realtà della guerra di allora. Si tratta di un lavoro prezioso, perché consente al pubblico di comprendere non solo gli aspetti militari, ma anche la dimensione quotidiana del conflitto.
Il confronto con i conflitti contemporanei rende ancora più evidente questa differenza: se oggi la guerra è sempre più caratterizzata dalla tecnologia e dalla distanza, durante la Seconda Guerra Mondiale il combattimento si basava spesso sul contatto diretto e sulla ricerca visiva del nemico. In questo senso, il contributo delle associazioni è determinante per restituire autenticità e rigore storico all’evento, motivo per cui vengono accolte con grande attenzione e supportate con tutta l’assistenza logistica necessaria.
In questo contesto, l’edizione 2026 del Bombing Day, in programma il 9 e 10 maggio, si preannuncia particolarmente ricca e articolata. Cuore della manifestazione saranno le rievocazioni storiche, con figuranti, ricostruzioni e attività dimostrative capaci di restituire in modo vivido il contesto della Seconda Guerra Mondiale, affiancate da visite guidate continuative all’interno delle gallerie del bunker, accessibili anche in caso di maltempo.
Tra i momenti più attesi spiccano l’inaugurazione del simulacro del velivolo F-100 Super Sabre, concesso dall’Aeronautica Militare, e i sorvoli di velivoli storici, che offriranno al pubblico un’esperienza spettacolare e immersiva. Centrale anche la partecipazione delle Forze Armate e dei corpi istituzionali – Esercito, Aeronautica, Carabinieri e Croce Rossa – protagonisti di attività dimostrative, esposizioni e momenti divulgativi, accompagnati dalla Fanfara dei Bersaglieri e dalla Banda dei Granatieri di Sardegna, che scandiranno i passaggi più significativi dell’evento.
A completare il programma, nella serata di sabato, il Bombing Fest animerà il centro storico di Sant’Oreste con musica dal vivo, intrattenimento e stand enogastronomici, creando un ponte tra memoria storica e vita del territorio. Due giornate che si confermano così non solo come un’occasione di approfondimento culturale, ma anche come un’esperienza collettiva capace di unire divulgazione, partecipazione e identità.
Come raggiungere il Bunker Soratte e prenotare
Associazione Bunker Soratte APS
📍 Viale Europa – Monte Soratte, Sant’Oreste (RM)
📞 Tel. +39 380 3838102
📧 Prenotazioni: prenotazioni@bunkersoratte.it
🌐 Sito web: www.bunkersoratte.it
