Live Concert "Cerotti" - Lupo

“Cerotti” – Lupo trasforma il palco dell’Alcazar in una stanza dell’anima

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Il debutto live si fa racconto generazionale condiviso

Roma 24 aprile 2026

Articolo e foto di Grazia Menna

La sera del 24 aprile, il palco dell’Alcazar si è trasformato nel teatro del debutto live di Lupo, impegnato a presentare il suo primo album Cerotti, pubblicato da Sins Records con il supporto del Ministero della Cultura e della Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) all’interno del progetto “Per Chi Crea”. Il disco arriva dopo Scarabocchi e porta avanti la collaborazione artistica con Giovannelly (Alessandro Giovannelli), autore delle musiche insieme a Lupo, che firma invece tutti i testi.

Ad aprire il live ci ha pensato Spine, giovane artista  che mescola attitudine punk anni Settanta e narrazione del disagio contemporaneo. Il suo set, accolto con entusiasmo, ha scaldato il pubblico prima di lasciare spazio al protagonista della serata.

La sala, gremita di giovani, era attraversata da una tensione elettrica palpabile: quella che nasce quando un’esperienza personale riesce a diventare racconto condiviso.

La scenografia era tutt’altro che convenzionale: sul palco ha preso forma in una stanza di un adolescente, con il suo caos e le sue aspirazioni sospese. Un ambiente simbolico perfetto per raccontare un progetto che ruota attorno all’idea di una cura incompleta, fatta di piccoli rimedi emotivi più che di soluzioni definitive.

Dal punto di vista sonoro, la band — composta da Tommaso Salvucci, Pablo Tardi e Alessandro Giovannelly — ha costruito un impasto ricco, che intreccia pop-rock dei primi Duemila con influenze funk, urban ed elettroniche. La scaletta ha seguito la logica dell’album, in cui ogni brano rappresenta una risposta a una fragilità specifica. Con 23, il senso di inadeguatezza generazionale è emerso con forza, restituendo l’immagine di chi osserva gli altri correre più veloce senza trovare il proprio ritmo.

Canzoni come Noia hanno raccontato una generazione intrappolata tra comfort e immobilismo, ma dal vivo quella staticità si è trasformata in movimento, grazie a groove energici e coinvolgenti. Nei momenti  introspettivi, quali quelli forniti da Mvr D Schiaffi, Lupo ha affrontato temi come l’autosabotaggio e le contraddizioni emotive, mantenendo però una leggerezza che rendeva il racconto accessibile.

La critica sociale è emersa con decisione in SaleSale, brano che denuncia la mercificazione diffusa, contrapponendo a essa un’idea di autenticità non negoziabile. A fare da contrappunto, l’atmosfera sospesa di Interludio ha regalato un momento più intimo e rarefatto, quasi fuori dal tempo.

Il racconto è proseguito con Dilivi e con X100, ma il culmine emotivo è arrivato con 20, cantata all’unisono da tutto il locale: un ritratto sincero dell’incertezza dei vent’anni, sospesi tra desiderio di cambiamento e paura. In quel momento, artista e pubblico si sono fusi completamente.

Il finale ha assunto i contorni di una vera catarsi: durante Supersonico, Lupo è comparso con ali dorate, simbolo di evasione e libertà, per poi lasciarsi trasportare dalla folla. Un gesto che ha incarnato perfettamente il senso del progetto: trovare connessione attraverso la vulnerabilità.

Oltre ai brani di Cerotti, non sono mancati pezzi del passato come Bloccami, Lividi ed Educato, accolti con partecipazione.

Più che un semplice concerto, quello all’Alcazar è stato un esperimento collettivo riuscito: uno spazio intimo trasformato in luogo condiviso, dove le fragilità individuali si sono intrecciate fino a diventare forza comune.

Lupo, un nome ed un artista sul quale tenere desta l’attenzione!

si ringrazia la GDG Press, nella persona di Roberta Mittocola,  per aver consentito si adi assistere al concerto, quanto di raccontarlo per immagini

La scaletta della serata 

Setlist di Spine:

  • Cani da guardia
  • Ma che bello é
  • Distimia
  • Come no

Setlist di Lupo

  • 23
  • Noia
  • Salesale
  • Mvr d schiaffi
  • Bloccami
  • Lividi
  • Interludio
  • Cicatrici
  • Educato
  • X100
  • 20
  • Ilfiore
  • Buio
  • Supersonico

CREDITI

Testi: Lupo De Matteo, Synth e drums: Pablo Tardi, Synth e Bass: Tommaso Salvucci, Guitars: Alessandro Giovannelly, Edizioni/Label: Sins Records ,Distribuzione: iMusician, Management: Sins Records

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