Silent Search of Spring: il nuovo respiro degli ELLE

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Gli ELLE svelano a Roma il loro ultimo album in una presentazione raccolta e profondamente emotiva

Roma 31 marzo 2026

Articolo e Foto di Grazia Menna

 

C’è un momento preciso, sospeso tra il silenzio dello studio e il primo vibrare di una corda, in cui si percepisce che un progetto musicale ha compiuto un salto verso la maturità. La sera del 28 marzo scorso, tra le pareti avvolgenti dello Studio Miriam di Roma, questo momento si è materializzato durante la presentazione di Silent search of spring, il terzo attesissimo lavoro degli ELLE, ad una sala gremita di persone, alcune rimaste in piedi, radunate in cerchio intorno agli strumenti che avrebbero preso vita di lì a poco, nelle sapienti mani dei 4 componenti la band: Marco Calderano –   composizioni, chitarra -, Miriam Fornari – synth e voce -, Danilo Ramon Giannini – voce e testi -, Giovanni Lafavia alla batteria.

Entrare nell’universo sonoro di questa band significa accettare un invito a un viaggio introspettivo che profuma di terra umida, di radici che si muovono nel buio e di una luce primaverile che, pur tardando, è già presente nel desiderio di chi la cerca.

Pubblicato il 20 marzo scorso dalla Urtovox Rec, proprio in coincidenza con l’equinozio, il disco non è solo una raccolta di otto tracce, ma rappresenta una vera e propria rinascita artistica che trae linfa vitale da una citazione di Albert Camus: l’idea che nel cuore dell’inverno possa risiedere un’estate invincibile, qui declinata in una ricerca silenziosa e necessaria della propria primavera interiore.

L’evoluzione musicale del gruppo è palpabile fin dai primi ascolti ed è figlia di un cambiamento strutturale importante. Se gli ELLE erano nati come trio durante le restrizioni della pandemia del 2020, questo nuovo capitolo vede la formazione allargarsi a quartetto con l’ingresso di Lafavia, come detto alla batteria. Questa nuova architettura sonora permette alla band di superare i lavori acustici degli esordi, arricchendo la trama con synths e una sezione ritmica che non sovrasta mai, ma sostiene con eleganza. Al centro di questa impalcatura si staglia il dialogo continuo e mai così equilibrato tra le voci di Danilo Ramon Giannini, che fa anche il padrone di casa illustrando e raccontando al pubblico le emozioni dietro ai vari brani,  e Miriam Fornari; quest’ultima conquista finalmente un posto in prima linea, intrecciando la sua vocalità a quella di Danilo in un abbraccio che è diventato la cifra stilistica del progetto.

Ciò che colpisce durante l’ascolto in studio è la straordinaria morbidezza della proposta sonora, una sorta di “avant-folk” che sposa le dinamiche del post-rock senza mai perdere la propria anima intima. Si avverte un gusto quasi paesaggistico nei ricami acustici di Marco Calderano, che in brani come la title track richiama la delicatezza dei primi Kings of Convenience, per poi scivolare con naturalezza verso code sature di feedback e distorsioni che sembrano omaggiare la scena di Chicago e i primi Sonic Youth. Questa fluidità permette al disco di essere un organismo vivente, capace di passare dalla quiete riflessiva a esplosioni sonore cariche di vita.

Il contenuto lirico è il filo d’Arianna che guida l’ascoltatore attraverso le pieghe dell’esperienza umana. Si parte dal burrone esistenziale di Ravine, una suite che affronta l’abominio della guerra e l’avidità umana, citando le atmosfere di “Interstellar” di Nolan per raccontare la solitudine di chi cerca speranza sull’orlo di un precipizio. Si passa poi alla resistenza silenziosa di Pillows, dove i sogni diventano la sostanza di cui siamo fatti, l’unico baluardo di libertà contro l’oblio. La ricerca della verità si fa invece più spigolosa in Truth, un brano che esplora le frustrazioni del primo amore e la tempesta che agita il confine tra speranza e delusione.

Ma è nella capacità di superare le barriere che gli ELLE trovano la loro forza comunicativa. In Babylon, il cuore diventa l’unico interprete di un linguaggio universale che va oltre le parole e le madri lingue, trasformando la confusione in un atto d’amore supremo. Questa tensione verso l’altro si ritrova anche nel superamento dell’horror vacui descritto in Another Water, dove il dolore e il gelo dello stomaco vengono sconfitti attraverso la ricerca di nuove fonti a cui dissetarsi, sciogliendo la neve del disagio con parole mai usate prima. L’amore assume poi i tratti di una danza liberatoria in Freedom Symphony, ispirata alle suggestioni di “Scent of a Woman”, dove il suono diventa luce notturna e visione.

Il cuore pulsante dell’opera resta però la focus track Silent search of spring, un brano che è al tempo stesso metafora naturalistica e racconto di crescita individuale. Qui si descrive il percorso che va dalla nascita all’indipendenza dell’adolescenza, probabilmente attraverso gli occhi di un padre che osserva un figlio farsi strada. Il corpo umano si trasforma in albero: le braccia diventano rami, la pelle corteccia, mentre le ginocchia e il tronco si fortificano per sorreggere l’individuo nel mondo. È una ricerca silenziosa proprio perché intima, un processo di guarigione in cui la natura insegna come superare le proprie malattie interiori.

Il disco si chiude con l’azzardo rock di Meeting of skins, un’istantanea di vita vissuta e sentimenti forti dove le pelli si incontrano con troppa potenza, ricordandoci che, nonostante le paure, siamo “solo esseri umani”. In definitiva, questo nuovo lavoro degli ELLE è una testimonianza di come la musica possa farsi rifugio e strumento di indagine.

La morbidezza degli arrangiamenti e la profondità dei testi non sono semplici scelte estetiche, ma il risultato di una scrittura a più mani che ha saputo trasformare la solitudine della pandemia in una bella opera corale. Silent search of spring è un invito a non temere l’inverno, perché la primavera non è solo una stagione, ma un atto di volontà silenzioso e inarrestabile

Ed il pubblico ha recepito tutta la portata di questo nuovo lavoro musicale, tributando lunghi e ripetuti applausi a tutto il gruppo che, davanti a tanto affetto, ha regalato un bis eseguendo Pillows

Questo Silent search of spring  è un disco che, oltre a confermare l’identità del gruppo,  lo rende una delle realtà più interessanti e profonde del panorama indipendente attuale e che alza l’asticella della aspettative del pubblico per i nuovi lavori.

Si ringrazia l’Ufficio Stampa nella persona di Paolo Tocco, per l’opportunità fornita di assistere e scattare alla presentazione presso lo Studio Miriam

In copertina la cover dell’Album

 

ELLE

Marco Calderano: Guitars

Danilo Ramon Giannini: Voice & Lyrics

Miriam Fornari: Synths & Voice

Giovanni Lafavia: Drums

Cover/Artwork: Iacopo Callisti

Label: Urtovox Records

Ufficio Stampa: Paolo Tocco

 

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