Un appello urgente, carico di preoccupazione e determinazione, arriva dalle associazioni ambientaliste CURAA, L’AltritaliaAmbiente, Roma Radici e da diversi movimenti cittadini impegnati nella tutela del verde urbano. L’allarme riguarda l’ultimo platano rimasto in Via Barletta, un esemplare di circa sessant’anni che ospita un nido attivo di cornacchia grigia. La scoperta, avvenuta nella mattinata, ha comportato la sospensione temporanea delle operazioni di abbattimento previste nell’ambito degli interventi di riqualificazione dell’area.
Secondo quanto riferito dai volontari, la presenza del nido non solo è documentata, ma rilevante dal punto di vista normativo. Con una sentenza del 1° agosto 2025, infatti, la Corte di Giustizia Europea ha stabilito il divieto tassativo di distruzione o danneggiamento di nidi e uova, rafforzando ulteriormente il quadro di tutela dell’avifauna durante il periodo riproduttivo. Una tutela che, come ricordano le associazioni, si somma alle norme nazionali e comunali, oltre a quanto sancito dall’Articolo 9 della Costituzione, che impone la protezione del paesaggio e del patrimonio naturale.
Il contesto in cui si inserisce l’appello è stato definito “desolante” dai volontari e dai residenti. Via Barletta, fino a poche settimane fa costeggiata da una fila di platani storici, appare ora gravemente impoverita: tronchi recisi, residui di vegetazione rimossa e un colpo d’occhio che ha suscitato indignazione e richiesta di chiarimenti da parte della cittadinanza. Le associazioni spiegano che già dal 16 marzo erano stati segnalati, tramite video geolocalizzati e allegati a esposti formali, diversi nidi presenti sugli alberi successivamente abbattuti. Proprio per questo, i volontari di CURAA e della LIPU presidiano la zona dalle prime ore del mattino, verificando la presenza di ulteriori nidi nelle cavità del tronco superstite, anche di specie più difficilmente individuabili come le cince.
“Vogliamo accertarci che non vengano violate normative fondamentali sulla nidificazione e sulla tutela della biodiversità”, ha dichiarato Jacopa Stinchelli, presidente di CURAA, sottolineando come la sospensione dei lavori sia un atto dovuto in attesa dell’intervento di ornitologi certificati e degli organi di controllo competenti. Intanto, una nuova diffida è stata protocollata presso la Polizia Municipale, affinché venga garantito il rispetto delle leggi e venga chiarita la legittimità delle operazioni di taglio.
Oltre alla questione dei nidi, le associazioni pongono l’accento sulle condizioni di salute del platano, descritto come pienamente vitale e oggetto di una perizia agronomica che ne confermerebbe la stabilità. Da qui nasce la richiesta formale di una variante progettuale che consenta di preservare l’albero, evitando un abbattimento ritenuto ingiustificato e in contrasto con gli indirizzi del Codice del Verde Capitolino del 2021.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio clima di mobilitazione cittadina per la difesa del patrimonio arboreo di Roma. Soltanto ieri si è svolta una marcia pacifica organizzata da associazioni e residenti, da Piazza Carpegna lungo via Gregorio VII, durante la quale sono state lette poesie di Alda Merini, Wislawa Szymborska e componimenti giapponesi e cinesi dedicati alla natura, in un ideale omaggio agli alberi come fondamento del mondo vivente. Un momento culturale e simbolico che ha ribadito la centralità della cura ambientale nella vita della città, proprio nei giorni che coincidono con l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, figura che più di ogni altra incarna il principio di rispetto per il creato.
“Fino all’ultimo platano”, affermano con forza i promotori, richiamando l’amministrazione capitolina a un impegno concreto per la tutela della biodiversità e per il rispetto delle norme che garantiscono la conservazione del paesaggio. Le associazioni chiedono un intervento immediato delle autorità competenti affinché venga salvaguardato l’ultimo grande albero di Via Barletta, non solo come simbolo di una battaglia civile, ma come doveroso atto di applicazione dell’Articolo 9 della Costituzione e di tutela della natura in ambito urbano.
