ELLE: esce oggi il nuovo disco “Silent Search of Spring”

Esce per Urtovox “Silent search of spring” il terzo disco del quartetto romano ELLE, immersione alt folk di grandi emozioni

Avevamo raccolto la notizia dell’uscita del primo singolo “Babylon” e subito avevamo capito che il ricamo di ELLE era dedito ai piccolissimi dettagli, ai silenzi e alle contemplazioni…e quindi come promesso eccoci ad indagare da vicino il disco che esce proprio oggi: “Silent Search of Spring”, terzo lavoro di inediti in studio per il quartetto romano composto da Marco Calderano alle chitarre, Danilo Ramon Giannini alla voce e ai testi che incontra la voce di Miriam Fornari anche impegnata nei synth e infine, new entry da questo disco la batteria di Giovanni Lafavia. Da poco libero in rete anche il secondo video, la title track di questo disco, una grana cinematografica e un potere visionario davvero interessante e un brano che a pieno manifesta la potenza contemplativa di un disco che anche si concede momenti di “rock” di maggiore dinamica… pur sempre resta sul margine di una vista che attende e accarezza la sua personale primavera che arriva.

Live di Presentazione – Sabato 28 marzo 2026
ELLE @ STUDIO MIRIAM (Roma)
H.20,00 – ingresso 10 Euro

Come promesso eccoci ad indagare da vicino il disco. “Babylon” in qualche modo prometteva un alt-folk acustico ed intimista, un po’ com’è sempre stata la firma di Elle. Esiste però una rivoluzione? E forse possiamo rintracciarla nella scrittura che cerca variazioni assai poco classiche? E penso ad un brano come “Ravine”…
“Ravine” è una canzone che richiama una vecchia forma di scrittura sperimentata in Sailing roads di Volume II. L’intento sta nel narrare una storia senza stilemi “pop”, questa è la vera rivoluzione in effetti. Non sottostare alle leggi del mercato che ti obblighino a scrivere sempre la “stessa” canzone. Il pezzo è un susseguirsi di parti ed atmosfere con un testo tagliente su una situazione attuale come quella delle inutili guerre a cui assistiamo. L’unico lirismo che ci siamo concessi è nella coda, un omaggio alle musiche di Hans Zimmer. Quei quattro accordi finali rievocano le atmosfere di Interstellar anche se la scelta delle due melodie intrecciate portano altrove e la marcia di sottofondo fa pensare ad un addio. Un modo silenzioso per separarsi da tutto quello detto in precedenza.

“Non credere che io sia qui per spiegarti quanto le cose siano strane”
Solo il pensiero dell’uomo vivo, vitale, “un pensiero che corre”, potrebbe salvare
“Le persone in piedi sul loro burrone.. soli ed alla ricerca di speranza”.

Bello il video della title track. Una seconda release davvero suggestiva. L’attesa di qualcosa sopita nei sentieri di una stagione ancora fredda… ci si incontra volendo… ci si cerca… in che modo dobbiamo leggerla?
“Silent search of spring”, la title track del disco ha un video pensato da Danilo e girato e montato assieme a noi da Riccardo Sarti.
Il messaggio è quello di due mondi che si incontrano. Non a caso l’ultima immagine del video di Babylon è la prima del video di “Silent search of spring”. Una ricerca tra due esseri umani, un uomo intrappolato nella razionalità meccanica tanto criticata in Babylon ed una donna immersa nella natura, nella primavera. La primavera che come la lingua italiana insegna ha moltissimi significati. Qui sicuramente quello di rinascita. È la ricerca continua di un contatto, un dialogo tra due mondi che alla fine riesce. Siamo fatti inesorabilmente di razionalità e sentimenti. Corpo e mente.

Dentro “Meeting of Skins” trovo che ci siano ingredienti appena velati di grunge che un poco “rompono” le abitudini di ascolto fino ad ora assai intime… ad eccezione forse del ritornello “pop” di “Truth”… secondo voi? Ha senso?
“Meeting of skins” è il pezzo più rock del disco, ma nonostante questo l’inesorabile intreccio di voci lo fa volare alto e lo trasforma continuamente. È una sorta di struttura Rock che si decompone nella coda in 5/4 che ricorda un pò code care a gruppi come Tortoise o anche Shipping news e June of 44. Anche “Truth” ha la pretesa, direi riuscita, di farsi “cantare”. Il ritornello che ritorna ciclicamente e che chiude il brano è il vero messaggio. È l’eterna lotta a colpi di metafore taglienti:

“..smettila di dire che il nostro vetro lucente è infrangibile..”,
“..mi sento come una tempesta.. tra la verità e la speranza..”

…del complicato se non complicatissimo rapporto tra un uomo ed una donna presi dalla frenesia del “primo amore” che spesso si porta dietro frustrazione e delusioni per pretese spesso disattese.

Il dualismo di voce di Elle… cosa sta a significare?
Elle nasce dalla scoperta della bellezza delle voce di Danilo intrecciata a quella di Miriam. É l’identità del gruppo direi.

E questa primavera? Questa ricerca perché silenziosa? La rinascita, la primavera… quanto rumore farà?
Pensarla silenziosa e in punta di piedi ci è piaciuta come metafora. Un movimento interno che non fa rumore, ma porta al cambiamento.

Il prossimo 28 Marzo il live di presentazione: che cosa dobbiamo attenderci?
Spero un bellissimo concerto, una festa per regalare a questo disco l’ascolto live che si merita. Quindi il 28 marzo, sabato, tutti a Studio Miriam a Roma!

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