Mandalamarra: quel graffio libero

Dalle origini folk poi si fa un giro lungo e lontano che porta altrove. Suoni che richiamano il rock, il reggae, la world, ovviamente immancabile il colore irlandese… ma anche i balcani, il mediterraneo e la forma pop che impone regole restrittive tra ritornello e strofa. Dalla Tuscia torna a suonare la magia dei Mandalamarra che ora più di ieri si proietta all’estero con un nuovo disco ma soprattutto con il tuor di concerti. Fresco di pubblicazione questo secondo lavoro di inediti dal titolo “Graffio libero” sempre edito dalla label toscana RadiciMusic Records: un manifesto pacifista e denso di umanità per un tempo che di umanità sembra avere davvero poco.

Un graffio… libero da cosa? Un graffio fa male… fa male la libertà? Partiamo da qui…
Graffi di pace e di libertà non fanno mai male anzi, essi sono indispensabili in questo tempo odierno per capire da dove veniamo e sopratutto dove andremo. Nessuna pelle può lacerarsi se ogni graffio viene dritto dal cuore per accarezzare l’anima.

Mi muovo in punta di piedi perché so bene quanto sia dettagliato e vasto il mondo del folk in tutte le sue declinazioni. Ma ho come l’impressione, anche leggendo la vostra presentazione, che in questo secondo giro il folk è in un secondo piano rispetto a tanti altri generi che invece avete adottato per la scrittura e per il suono… dal rock al reggae alla musica world… o sbaglio?
In questo secondo disco per quanto concerne le scritture e le sonorità si è unito il nostro inconfondibile sound con altri differenti generi musicali. Sicuramente il rock ha il suo peso specifico in questo nuovo lavoro ma restiamo sinceri nel dire che il legame fraterno con il folk è e rimane intatto, primordiale. Ci sono anche alcuni brani dove sono stati inseriti nuovi strumenti e nuove collaborazioni ma non anticipiamo troppo.

E tutto questo in che modo collima con la copertina di questo disco? Di primo acchito mi verrebbe di leggerla come un cielo che vien fuori da una tempesta e ritrova il sereno…
Più che un cielo, un graffio libero dentro e fuori noi stessi, già un graffio non troppo distante, pronto a sfiorare con amore la vita.

Sul tema del pacifismo e del disarmo: temi purtroppo tanto attuali. Ovviamente questo disco sembra attingere agli eventi degli ultimi anni… ma ci sono ispirazioni che prendono, in generale, dalla vita di tutti i giorni?
Non è solo dipeso dai conflitti odierni che affliggono il mondo. La questione è molto più ampia e personale scavando tra le profondità di ogni cuore. Forse è giunto il momento di fermarsi a riflettere e di porsi qualche domanda. Che l’umana coscienza nel proprio quotidiano capisca una volta per tutte che solo l’amore ci salverà. L’odio porta solo ad altro odio.

E qui cade a fagiolo quel “quarto tempo” che tanto cantate… secondo voi la musica oggi può ricordarci quanto “una birra in compagnia” sia più importante del “vincere” sul prossimo?
La musica è il mezzo sacro che può farci ricordare quanto abbia importanza sul campo, il rispetto di ogni avversario (agonisticamente parlando). Si può vincere si può perdere ma bisogna in entrambi i casi farlo, sempre con rispetto altrui. E noi cantiamo ciò.

Un tour che tocca tanti paesi esteri… l’Italia come “fanalino di coda” del vostro pellegrinaggio. Come mai?
Siamo solo all’inizio di questo fantastico viaggio ma possiamo anticipare che sarà un tour in giro per il mondo. Siamo felici per le date confermate all’estero e rimaniamo positivi come non mai di abbracciare chi ci segue, anche in Italia.

 

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