Roma si prepara a vivere una delle serate più simboliche e partecipate del suo calendario culturale. Il 2 febbraio 2026, nello storico Teatro Brancaccio, tornano i Rainbow Awards, che con la loro quarta edizione segnano un passaggio decisivo nel percorso di crescita del premio: l’approdo su uno dei palcoscenici teatrali più prestigiosi della Capitale. Un traguardo che è insieme artistico, civile e politico, riassunto nel claim scelto per quest’anno: We make history.
Nati come progetto dal basso, i Rainbow Awards sono diventati in pochi anni un appuntamento di riferimento per raccontare e valorizzare l’impegno a favore dei diritti LGBTQIA+, premiando personalità e realtà che hanno saputo incidere nel dibattito pubblico, culturale e sociale. Un’evoluzione resa possibile anche dal patrocinio e contributo di Roma Capitale e dal patrocinio della Città Metropolitana di Roma Capitale, che confermano il riconoscimento istituzionale dell’iniziativa.
A spiegare il senso profondo di questo passaggio è Adriano Bartolucci Proietti, presidente di GAYCS e fondatore dei Rainbow Awards: l’arrivo al Teatro Brancaccio non è solo un cambio di sede, ma il segno di una piena maturità. Portare le storie e le battaglie LGBTQIA+ al centro della scena culturale significa renderle visibili, autorevoli e trasversali, parlando a un pubblico sempre più ampio.
Un parterre d’eccezione
Il parco premiati dell’edizione 2026 racconta, meglio di qualsiasi slogan, l’ampiezza e la pluralità del progetto. Dal Premio alla Carriera a Luciana Littizzetto al Premio Personaggio Televisivo a Francesca Fagnani, passando per la musica con Big Mama e il teatro con Brokeback Mountain, i Rainbow Awards intrecciano linguaggi e generazioni diverse.
Ampio spazio anche alla politica e all’impegno civile, con il Premio Politica Internazionale al sindaco di Budapest Gergely Karácsony e il Premio Politica italiana a Maria Elena Boschi, che riceverà anche un riconoscimento simbolico per i dieci anni dalla legge sulle Unioni Civili. Tra gli ospiti politici attesi in sala figurano Elly Schlein e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, chiamato come sempre a fare gli onori di casa.
Direzione artistica e conduzione
A guidare la direzione artistica e creativa dell’edizione 2026 è Dimitri Cocciuti, mentre a condurre la serata saranno Chiara Francini e Alessio Marzilli, garanzia di ritmo, ironia e profondità narrativa.
Il Rainbow Carpet e il racconto social
Come ogni grande evento che si rispetti, la serata sarà preceduta dal Rainbow Carpet, raccontato in diretta live social dalla drag queen Silvana Della Magliana e da Alex Croitor, con trasmissione su Gay.it e sui canali ufficiali dei Rainbow Awards. Le interviste dal backstage saranno curate da Renato Scattarella, in un racconto che intreccia informazione e intrattenimento.
Partner e visione
Media partner ufficiale è Gay.it, mentre tra i main sponsor figurano Coming Out, McFit e IAD2, affiancati da AiCS nazionale e RID 96.8 FM. Un ecosistema di alleanze che riflette lo spirito dei Rainbow Awards: costruire ponti tra cultura, diritti, sport, spettacolo e associazionismo.
Con We make history, i Rainbow Awards 2026 non celebrano solo risultati raggiunti, ma affermano una visione: portare le storie LGBTQIA+ al centro della scena pubblica significa contribuire a scrivere, oggi, la storia culturale e civile del Paese.
