Il Monk è diventato per una sera il tempio perfetto per la band britaanica dei The Underground Youth, ospitando la serata romana del loro tour.
Il concerto
Luci al minimo e un’atmosfera fumosa hanno accolto il gruppo del frontman Craig Dyer per un concerto caratterizzato dalla malinconia post-punk che è ormai il marchio di fabbrica del gruppo.
La presenza scenica di Craig Dyer è stata, come al solito, magnetica: una figura scura che sembra emergere da un film espressionista degli anni ’20.
Una ritmica sempre impeccabile guidata da Olya Dyer alla batteria, che, come consueto, ha suonato rigorosamente in piedi.
A completare le sonorità caratteristiche della band le chitarre di Leonard Kaage ed il basso di Samira Zahidi.
Il tour ha in programma altre due tappe italiane a Milano e Bologna.
Il concerto è stato aperto dalla band italo-polacca dei Minatov.




































