Inevitabile il rimando a Feudalesimo e Libertà. E la loro costola sonora ormai si è affermata da tempo: sono i Bardomagno guidati dalla mano di Valerio Storch (Nanowar Of Steel). Esce “Valvassori del BardFolk”, esce anche in vinile: sicuramente l’ironia e lo sfottò a questa nostra assurda società è il centro ma non sono così “normali” nel tirare dardi infuocati… tanto spesso è l’esaltazione della stortura in modi eccessivi a veicolare messaggi velenosi alla pubblica piazza. Nel disco anche le featuring di Valerio Lundini e di Lorenzo Baglioni. Di citazioni letterarie, musicali e di stili a tema, questo come gli altri due dischi della loro carriera (ancora giovane) restituiscono una fotografia geniale e cruda di quello che stiamo vivendo ogni giorno… e che ogni giorno peggiora temo…
Direi che più passa il tempo e più la cronaca attuale ci riporta e forme digitali del medioevo. Non se ne scappa… vero?
Messere, non abbiamo capito la domanda. Se state menzionando il medioevo con un’accezione negativa, lamentandovi dei terribili ed odiosi tempi odierni, vi scaglieremo contro l’ira nostra, di Barbero, di Cardini e di ogni altro medievista italiano. Se invece state dicendo che sta maturando in questi ultimi anni una consapevolezza ed una curiosità maggiore rispetto al medioevo, beh non possiamo che esserne contenti: è un’epoca storica meravigliosa.
Mi incuriosisce il cameo di Valerio Lundini? Come nasce? Ha una ragione perché è così in secondo piano e breve?
L’idea era quella di rappresentare uno dei primi stand up comedian della storia Rolando Il Petomane, vissuto in Inghilterra nel XII secolo, la cui esilarante gag comica era “un salto, un fischio e un peto”. Pensate che era talmente bravo nel suo mestiere che il re Enrico II lo rese nobile e gli intesto nel 1159 il feudo di Hemingstone! Per poter far interpretare questo personaggio, ci sarebbe piaciuto coinvolgere una figura di spicco e nota nel mondo comico / stand – up Italiano, ed abbiamo pensato che Valerio fosse un buon match. Gli abbiamo chiesto se fosse intenzionato a farlo, e si è prestato senza indugiare. Non saremo mai abbastanza grati per il lavoro fatto. L’intervento è breve perchè il brano è strutturato proprio in questo modo, con una voce narrante che racconta la storia ed il comico che si esibisce nelle sue gag. In fondo, la gag sopracitata non deve essere stata poi cosi lunga 😀
E pensando al brano in cui troviamo la seconda feat. del disco, Lorenzo Baglioni, mi chiedo: come scegliete quale direzione dare al brano? Nello specifico avete scomodato Venditti… non accade sempre ma fate spesso sfacciato riferimento a qualcosa di famoso. Come scegliete cosa?
Non c’è un processo fisso: l’idea del brano era quella di fare una “Notte Prima Degli Esami” dedicata proprio a chi studia la storia, perchè volevamo che quella sofferenza fosse opportunamente rappresentata. Da questo concetto di base ho sviluppato il brano, rifacendomi ovviamente allo stile di Venditti, ma in veste più feudale. In parallelo mia moglie, che lavora come insegnante di scuola media, mi ha introdotto al fantastico mondo di Lorenzo Baglioni: ho scoperto che in realtà lo conoscevo già, quando vidi le sue canzoni divulgative con i “Supplenti Italiani” sulle leggi di Keplero, ma per qualche motivo ne avevo totalmente perso traccia. Al che ho collegato le due cose, e gli ho scritto proponendogli di collaborare sul brano. Devo essere onesto: non mi sarei mai aspettato che mi rispondesse di si, ed invece cosi è stato. Anche qui, non sarò mai grato abbastanza al contributo che Lorenzo ha dato al brano: si è calato totalmente nella parte, fornendoci una interpretazione incredibile sia musicalmente che attorialmente nel videoclip.
In qualche misura possiamo dire che “Clero Mania Dance” è un manifesto contro l’omologazione della Chiesa? Forse mi sono spento tanto oltre…
Non l’abbiamo pensata in quell’ottica: in realtà il nostro obiettivo era quello di fare un pò di chiarezza tra le differenze che ci sono tra i vari ordini: monastici, mendicanti ecc, che sono nati proprio in età tardoandica / medievale. Da qui è nato questo brano che credo non abbia fatto altro che aggiungere ulteriore confusione alla cosa 😀
E se penso a quante folli storture avete “sposato” come cifra stilistica di critica, mi sarei attesto che “Lotta Al Patriarcato” fosse invece “Lotta per il Patriarcato”… un po’ come accadeva per “Magister Barbero” e per il suo splendido video… o forse l’ho letta male io?
Mi dispiace doverlo dire, ma non avete capito nulla del senso del testo. Il brano si riferisce al patriarcato di Costantinopoli, inteso più in generale come l’Impero Romano D’Oriente. Nel brano quindi interpretiamo la lotta AL patriarcato proprio come la lotta all’impero romano d’oriente, riferendoci ad alcuni avvenimenti storici, come ad esempio la quarta crociata, in cui delle truppe Veneziane hanno deviato verso Bisanzio e l’hanno saccheggiata. L’evento fu talmente grave che alcuni storici ritengono che sia stata quella, prima ancora dell’invasione turca, la vera fine dell’impero romano d’oriente. Tornando al brano, noi abbiamo parlato di queste tematiche storiche coniugandole con gli slogan femministi odierni legati alla lotta al Patriarcato di oggi, ed inserendole in un contesto più ampio di dissing dell’impero d’Oriente dal punto di vista occidentale.
Esser nobili come accadde per “Roland The Farter” mi sembra davvero l’emblema di questa società. E qui richiamo anche alla memoria la parte di Benigni dentro il film di Woopdy Allen “To Rome with Love”… vero?
Devo esser sincero, ho visto “To Rome with Love”, ma non mi ricordo la parte di Benigni che state menzionando. Però, possiamo assicurarvi che tutte le parti liriche del disco sono state registrate dentro una doccia!
