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Motueka: dal Belgio all’Italia suonano modi di rock alternativo

Una mistura in bilico tra Belgio e Italia. Una mistura in bilico tra metal e rock alternativo di quelli veraci. Ci sono mille sfumature e nel singolo “Chained Monkey” anche belle e internazionali sfumature di pop… come anche una chiusa in italiano che un poco disorienta e un poco restituiscono un agio e una padronanza alla voce (che di origine è Abruzzese) che fanno suonare questo nuovo disco dei Motueka in modi che forse non avevamo previsto. Il nuovo disco è “Pareidolia” e il tour italiano per ora è solo rimandato… scopriamo perché…

“Pareidolia”… dentro stimoli ambigui, rintracciare forme a noi familiari. Come approdate a concetti simili?
Il concetto di pareidolia ci ha colpiti perché descrive perfettamente il modo in cui viviamo la musica e, più in generale, la realtà. Partiamo spesso da stimoli ambigui, da sensazioni non completamente definite, lasciando che siano le emozioni, le esperienze personali e l’ascolto a dare forma a ciò che emerge. Nel disco non volevamo raccontare storie chiuse o messaggi univoci, ma creare spazi sonori in cui ognuno potesse riconoscere qualcosa di proprio, esattamente come accade quando la mente trova figure familiari nel caos.

Il noise dei Motueka cerca sfumature pop ma anche metal. Due opposti interessanti. E ci trovo comunque fortissimi agganci a un certo classicismo. Sbaglio?
Non sbagli. Ci interessa muoverci tra estremi diversi senza rinnegare le nostre radici. Il noise è la nostra base espressiva, ma non disdegniamo strutture più accessibili, melodie pop o momenti più duri e metallici. Allo stesso tempo, siamo cresciuti con un certo classicismo alternative e rock anni ’90 che inevitabilmente riaffiora. Non lo vediamo come un limite, ma come un linguaggio comune da cui partire per spingerci altrove, contaminando e deformando ciò che ci è familiare.

A proposito di “fuori pista”: uscite dal seminato del disco con un brano strumentale come “The Remedy”. Perché queste parentesi?
“The Remedy” nasce come un momento di sospensione. Non è una rottura netta, ma una pausa necessaria all’interno del flusso del disco. Lo strumentale ci permette di togliere il peso delle parole e lasciare che siano solo i suoni a parlare, creando uno spazio di riflessione, quasi di respiro, prima di ripartire. È un passaggio che aiuta anche l’ascoltatore a riorientarsi emotivamente.

La chiusa in italiano appare più tagliente, con una linea vocale più immersa nelle dinamiche. Sembra quasi il vostro habitat naturale. Che ne pensate?
Cantare in italiano è stato un gesto istintivo, non strategico. Quel brano richiedeva una forma di espressione più diretta, più viscerale, e la nostra lingua madre ci permetteva di entrare meglio nelle dinamiche del pezzo. È vero, forse lì il nostro suono appare più a fuoco, più “a casa”, ma non lo viviamo come una scelta definitiva. È semplicemente una delle possibilità espressive che Pareidolia ci ha messo davanti.

Vorrei sottolineare “Orbital”, con quei suoni ciclici e ricorsivi davvero affascinanti. Phaser? O cos’altro?
In “Orbital” la componente ciclica e ricorsiva è centrale fin dall’idea iniziale del brano. Nella nostra ricerca quasi maniacale di suoni ed effettistica abbiamo deciso di partire da un modulatore Moog e da un theremin, strumenti che evocano immediatamente una dimensione spaziale e sospesa. Non volevamo un semplice effetto decorativo: il movimento del suono doveva suggerire un’orbita continua, qualcosa che gira, ritorna e si trasforma lentamente. Il Moog ci ha permesso di lavorare sulle modulazioni in modo organico, mentre il theremin ha aggiunto quella componente instabile e “umana” che rende il suono meno prevedibile, quasi fluttuante. A questi elementi abbiamo poi affiancato phaser, delay e filtraggi progressivi, stratificando le parti fino a creare una sensazione ipnotica e circolare. In Orbital l’effettistica non è solo un colore, ma diventa parte integrante della scrittura stessa del brano, contribuendo a costruire una vera e propria visione dello spazio, più emotiva che descrittiva.

Il tour toccherà anche tappe in Italia, viste le origini del cantante? Cosa dobbiamo attenderci e dove?
Sì, certamente. L’Italia è una tappa fondamentale per noi, sia per le origini del cantante sia per il recente ingresso nel roster dell’etichetta I Dischi del Minollo, che ha rafforzato ulteriormente il nostro legame con il Paese. Eravamo pronti a tornare live in Italia già in primavera, ma un problema di salute di uno dei membri della band ci ha costretti a fermarci temporaneamente. È stata una scelta necessaria, anche se difficile. Stiamo però già lavorando per riprogrammare le date in autunno, indicativamente a ottobre, e l’Italia sarà sicuramente una delle prime tappe del nostro ritorno live. Dal vivo porteremo un set intenso e molto fisico, dove i brani di Pareidoliaprenderanno una forma ancora più istintiva e diretta. Nel frattempo, se ascoltando il disco ci saranno festival o locali interessati, ci farebbe davvero piacere anticipare qualche data italiana anche prima dell’autunno.

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