Numeri da grande capitale degli eventi e gestione “chirurgica” dei flussi: Siena si prende un posto tra i primi tre Capodanni d’Italia, con un concertone che ha richiamato pubblico da tutta la Toscana e da molte regioni, in un clima di festa ordinato e ben presidiato. Siena ha chiuso il 2025 e inaugurato il 2026 con una serata che, per impatto e partecipazione, merita un posto tra i primi tre Capodanni d’Italia.
Il cuore della festa è stato il concertone di Irama in Piazza del Campo, capace di trascinare una piazza gremita e di trasformare la “conchiglia” in un’arena pop elegante e potentissima.
Il dato che racconta tutto è l’affluenza: oltre 30mila persone tra Piazza del Campo e centro storico, con presenze arrivate “da ogni parte d’Italia, isole comprese”, a conferma di una destinazione che non vive più il Capodanno come semplice appuntamento locale. E quando una città d’arte regge numeri di questa portata, il successo non è solo artistico: è soprattutto organizzativo.
La conduzione della serata è stata affidata a Samira Lui, che ha gestito palco e tempi televisivi con ritmo, contribuendo a dare continuità allo spettacolo fino al conto alla rovescia. Dopo la mezzanotte, la festa è proseguita con la musica di Radio 105 e i dj Comollo e Loki, tenendo la piazza viva ancora a lungo, con un pubblico trasversale e intergenerazionale.
Sul fronte sicurezza, Siena ha scelto la strada della prevenzione concreta: accessi regolamentati a Piazza del Campo (dalle 18, con ingressi consentiti solo da Costarella dei Barbieri, via Rinaldini e via Duprè), e vicoli limitrofi usati come sole uscite. Nella stessa logica si inseriscono i divieti su botti e materiale pirotecnico nel centro storico (fascia 17:00–6:00) e lo stop a vetro e metallo per bevande in determinate fasce orarie, misure che aiutano a ridurre rischi e criticità nelle ore di massima concentrazione.
Il bilancio finale è quello di una macchina che ha lavorato “dietro le quinte” con precisione, grazie al coordinamento e alla presenza di forze dell’ordine e staff, mentre il Campo tornava rapidamente al suo volto abituale. È questa la differenza tra una piazza piena e un grande evento: a Siena la festa è stata grande, ma soprattutto ben governata.
