C’è un’elettricità particolare che corre tra le mura della Sala Santa Cecilia quando la “Cantantessa” sale sul palco. Nella prima delle sue due attesissime date romane all’Auditorium Parco della Musica, Carmen Consoli ha regalato al pubblico capitolino molto più di un semplice concerto: un viaggio antropologico e sentimentale nel cuore della sua Sicilia e della sua carriera.
Il tour “Amuri Luci”, che accompagna l’omonimo album pubblicato lo scorso autunno, si è rivelato una scommessa vinta sulla purezza della lingua e dell’identità. In una Capitale avvolta dall’atmosfera delle feste, la Consoli ha scelto di parlare di radici, di terra e di impegno, confermandosi un’artista che non teme la complessità.
Lo spettacolo è stato strutturato come un’esperienza teatrale divisa in due momenti distinti e complementari:
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Il primo atto: L’anima Sicula. Apertura totale sul nuovo progetto. Le sonorità mediterranee di brani come “Unni t’ha fattu ‘a stati” e la potenza civile de “La terra di Hamdis” hanno trasportato l’Auditorium in un altrove sospeso. Cantando in dialetto, Carmen non ha escluso nessuno, ma ha usato la lingua della sua terra come un ponte universale, arricchito da visual evocativi e proiezioni che richiamano le onde del mare e la forza della natura.
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Il secondo atto: Le pietre miliari. Dopo un cambio d’abito che ha segnato il passaggio a una dimensione più intima, la Consoli ha riabbracciato i suoi classici. In versione acustica e semi-acustica, capolavori come “L’ultimo bacio”, “Parole di burro” e “In bianco e nero” hanno fatto vibrare la sala, con il pubblico che ha accompagnato quasi in un sussurro la voce graffiante e vellutata dell’artista.
Sul palco, Carmen Consoli ha dimostrato una padronanza scenica assoluta. Accompagnata da una band d’eccellenza che sa passare con eleganza dal folk rock al pop d’autore, ha intervallato i brani con riflessioni sulla libertà, sulla resistenza culturale e sull’importanza di non dimenticare le proprie origini in un mondo sempre più omologato.
Il concerto del 29 dicembre ha confermato il legame indissolubile tra la cantautrice catanese e la città di Roma. Con il sold out registrato per entrambe le serate (la seconda prevista per domani, 30 dicembre), il tour “Amuri Luci” si attesta come uno degli eventi musicali più significativi di questa fine 2025.
Per chi era presente, è stata una serata di “Amuri” (amore) e di “Luci” (luce), esattamente come promesso dal titolo: un calore che scalda il cuore dell’inverno romano.
La Scaletta
- Amuri luci
- Unni t’ha fattu ‘a stati
- La terra di Hamdis
- Mamma tedesca
- 3 oru 3 oru
- Bonsai #3
- Galateia
- Parr cu tia
- Comu veni veni
- Qual sete voi?
- Nimici di l’arma mia
- Questa notte una lucciola illumina la mia finestra
- AAA Cercasi
- Ottobre
- Qualcosa di me che non ti aspetti
- Autunno dolciastro
- Imparare dagli alberi a camminare
- Sintonia imperfetta
- Lo stonato
- Sulla mia pelle
- L’ultimo bacio
- Parole di burro
- In bianco e nero
- Bonsai #2
- Orfeo
- Amore di plastica
- Blunotte
- ‘A finestra














































