Freakybea: fresco di pubblicazione questo “Mondi”

Esce proprio oggi per Orangle Records questo disco che a tutti gli effetti segna ufficialmente l’esordio sulla lunga distanza (sfacciatamente personale) di Freakybea, artista eclettica di lungo corso che abbiamo conosciuto in lungo e in largo, tra talent televisivi, Sanremo Giovani e qualche realese in rete ad anticipare questo che oggi si presenta anche in vinile: “Mondi”, un titolo che apre scenari non ascrivibili a confini sicuri. Quanti mondi possibili dentro questa parola? Basti toccare con mano la forma ed il suono di queste 7 tracce che trovano la produzione firmata dai Fausto Marrucci.

Non la manda a dire Freakybea sin dalle prime battute: “Sarà normale sentirsi vuoti… in fondo questo mondo non ti ha dato giustizia”. E penso che sia il cuore pulsante, come un leitmotiv di questo disco. Riconoscersi giusti dentro un mondo che in fondo, nella sua unica forma, non è adatto a chi siamo veramente… e la cosa è normale in fondo. Non siamo noi nel lato sbagliato della storia. In fondo, penso anche io, non esiste proprio un lato sbagliato. Ma tanti mondi possibili…

Questo disco va spulciato per bene nei mille dettagli di suono e di scritture vocali come dentro l’eclettica eccentricità di “mai più di così”, o il pop d’autore di immensa personalità come dentro “Sono Tornata” o “Settembre” – brano vertice di questa produzione. E restando sul primo dei due, si fa potente, precisa e dalla dinamica curata la voce di Freakybea quando “urla” restando composta ma senza per niente affievolire l’urgenza e la rabbia. Mi piace tanto anche la morbidezza che significa anche intensità nelle chiuse caldissime di “Questa canzone”, altro brano che in fondo, musicalmente, non si discosta affatto dal cliché del pop italiano come anche il nuovo singolo “Sottovoce”, momento forse leggerissimo, colorato che tanto mi rimanda ai tormentoni italiani del main stream… e poi “Chiamami strega”, manifesto di questa voce che in fondo ci ricorda quel ramo ai bordi delle espressività di Mariella Nava, al modo spirituale (sentito) nei confronti dell’arte tout court che ritrovo dentro Aida Satta Flores… e il suono preciso, quadrato, futuristico ma neanche troppo che ripesco dalle scritture nuove di Angela Baraldi.

Il disco si chiude con la title track e qui la produzione ha dato il meglio di se che tanto mi viene da chiedermi: perché non fare un disco tutto così?!?! La leggerezza, il futuro, il gioco… tantissimo gioco… mi sembra di rivedere Alberto Camerini nei tempi di massimo splendore. È un bel disco quello di Freakybea, sarà ancora più bello lasciarlo girare sul giradischi. Non merita di certo il cestone inconsistente degli streaming digitali. La cura che mostra nella scrittura, nella produzione e nell’immagine, significa che seminerà cose ancora migliori in futuro…

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