Eccolo LOSTE, un ritorno, una rinascita in qualche modo. Un disco a rompere un silenzio e a riprendere la storia da dove è stata archiviata (in parte…). Era il tempo delle PornoRiviste, era il tempo del Collettivo01, era il tempo che l’Italia degli anni ’90 e poco più ancora chiedeva alla musica resistenza e disobbedienza. E i centri sociali e le soluzioni in maggiore con le voci maleducate, le liriche politicamente poco corrette… “Postumi” è un disco nuovo, prima opera personale di Stefano “LOSTE” Morandini, suono punk, rock, soluzioni in maggiori, voci corali negli incisi e chitarre che cercano dissenso e non la mandano a dire. E le allegorie sono il centro di tutto… leggerezza che coccola una intelligente critica sociale.
PUNK: partiamo da qui. Per che cosa significa?
Il punk per me è un’attitudine che vuole esprimere con immagini forti e contrastanti, con rotture e con eccessi, un senso di disagio.
E in che modo quel tempo di rotture ed eccessi ha seminato il disco di oggi per LOSTE?
Il disco è di per sé un contrasto unico, a partire dal fatto che si stacca dai canoni del punk (e mi fa sempre ridere parlare di canoni per un genere come questo). Per ora sono contrastanti anche le interpretazioni e i feedback. C’è chi lo sta amando alla follia, chi non lo capisce, chi lo odia. E’ bello così!
E di quel punk anni ’90 oggi cosa sopravvive?
In questo disco e in generale intendo… Beh sicuramente sopravvive un certo retaggio linguistico, stilistico che sta alla base della struttura. Se vogliamo, anche la semplicità di alcuni concetti sono quelli propri di quel tipo di punk. Al giorno d’oggi si fanno grandi giri di parole, cit su cit per descrivere le cose che invece potrebbero essere spiegate con più immediatezza.
Aiutaci a capire: in “Elevato tasso” parli di misture afro-punk”: cioè?
I ritornelli mischiano un tempo tipicamente punk a dei controtempi di percussioni africane, come a richiamare la Savana (e il Tasso del Male)
Elettronica… ecco un punto interessante. Prima il punk non aveva elettronica. Ora? È uno snaturarlo che i puristi denunceranno o una emancipazione? Oppure sono inutili osservazioni…
Premesso che ognuno è libero di vivere e scrivere la propria musica come vuole, delle volte noi cadiamo tanto nella catalogazione di genere e abbiamo sempre bisogno di inquadrare le cose dentro qualcos’altro. Personalmente quando ho scritto e quando io e Aki (mio produttore) abbiamo arrangiato il disco abbiamo voluto uscire da questi “binari” inserendo degli elementi che potessero caratterizzare meglio le canzoni e dar loro certi immaginari, certe profondità che con i soli basso, chitarra e batteria non potevamo dare. Massimo rispetto per i puristi ci mancherebbe, ma credo che anche la musica si debba evolvere ad un certo punto, soprattutto se l’evoluzione serve a “spiegare” meglio, anche dal punto di vista compositivo, le canzoni…
Secondo te la provocazione è un punto centrale del punk? Di questo disco?
Serve a suocere attenzioni e coscienze? Sì, sono fermamente convinto che provocare sia uno dei dogmi del punk. Poi si può discutere come e per quale motivo provocare. Io, a differenza di tanti che affrontano temi un po’ “scontati” nonché la neo-cultura woke e il derivante obbligatorio politically correct, ho preferito concentrarmi su dei temi più personali ma non per questo meno importanti. Nel disco ho denunciato gli abbandoni, la falsa carità, ho denunciato l’indifferenza delle persone nei confronti di chi sta male (Fisicamente o mentalmente), le false dicerie, la cultura del perfezionismo dei social, portando tutto su musiche delle volte anche troppo allegre (es: su Le Bionde Fanno Male o su Elevato Tasso) proprio per accentuare questi contrasti che caratterizzano il mondo di oggi.
E perché una cover di Ligabue?
Anche questa è una semi-provocazione. Negli ultimi anni si associano artisti come Ligabue, 883, Litfiba, Vasco alle loro “tribute band” pensando che alla fine sia musica di merda. Ma nessuno si accorge che se oggi ascoltiamo rock, punk, pop in Italia è (anche) grazie a chi tra gli anni ’80 e gli anni ’90 ha avuto le palle di essere pioniere di questi generi. E allora, mi chiedo, perché no? E comunque è una canzone che pure mi è sempre piaciuta sin da piccolo, e avendola riscoperta durante i miei Postumi l’ho trovata molto punk , attuale e vicina alle mie tematiche nonostante avesse i suoi annetti…
