Un ritorno che sa di storia e di appartenenza quello de Gli Avvoltoi, che nel 2025 festeggiano 40 anni di attività con la ristampa del loro primo album, “Il nostro è solo un mondo beat”, disponibile ora in formato vinile e in digitale sul Bandcamp ufficiale della band. Originariamente pubblicato nel 1988 da Contempo Records, “Il nostro è solo un mondo beat” torna oggi sul mercato in una versione speciale curata da Ostia Records, con l’aggiunta di due bonus track: “Ora sai perché” e “Un uomo rispettabile”. Un’operazione non soltanto celebrativa, ma di riscoperta di un disco che ha segnato una svolta nella scena indipendente italiana. Quando la moda del garage punk dettava legge, Gli Avvoltoi scelsero la strada meno battuta: un recupero visionario del beat anni Sessanta, mischiato a rock, folk e psichedelia. Il risultato? Un album capace di influenzare una generazione di band a venire, diventando una pietra miliare per tutti gli amanti del suono vintage rivisitato con carattere e autenticità. Il progetto nasce a Bologna nel 1985, da un’idea di Moreno Spirogi e Claudio Spirogi, inizialmente sotto il nome di Mister Mat & The Baby’s Mind. Solo un anno dopo il passaggio definitivo a Gli Avvoltoi e la pubblicazione del primo singolo, “Questa notte”. Nel 1988 l’esordio con l’album di cui oggi si celebra la nuova edizione. Dal 1985 a oggi, la storia della band si snoda tra cambi di formazione, sperimentazioni sonore, progetti paralleli, collaborazioni illustri e live celebrativi. Senza mai perdere di vista quell’attitudine “popolare ma colta” che ha reso Gli Avvoltoi un gruppo di culto. La formazione attuale vede ancora Moreno Spirogi alla voce, affiancato da Nicola Bagnoli alle tastiere, Sandro Piu alla chitarra, Antonio “Trebbo” Nucci al basso e Alessandro Paci alla batteria. Per gli appassionati del suono analogico e per chi vuole scoprire o riscoprire il fascino di un disco imprescindibile, la ristampa di “Il nostro è solo un mondo beat” rappresenta un’occasione preziosa: un ponte tra passato e presente, tra beat e psichedelia, tra memoria e futuro.

Quarant’anni di storia, tra evoluzioni e ritorni, ma anche una coerenza sonora e stilistica rara: cosa significa oggi, per voi, ripubblicare “Il nostro è solo un mondo beat”?
Diciamo che “Il nostro è solo un mondo beat” è il disco d’esordio, quello che in fin dei conti ha aperto la strada e ci ha portato dove siamo. Per noi ha una valenza storica, anche perché non era mai stato ristampato in vinile, è l’inizio di una bellissima storia, una storia, come dicevi nella domanda, sempre in evoluzione ma con basi ben solide.
Nel 1988 questo disco era una piccola rivoluzione: il beat come scelta coraggiosa controcorrente, in un’Italia che parlava punk e garage. Avete la consapevolezza di esser stati uno spartiacque?
In quel periodo ci fu una grande riscoperta di un certo tipo di sound, come un fiume in piena arrivarono le prime ristampe e con loro gruppi che riportarono alla luce sonorità fortemente influenzate dai sixties. Anche in Italia il movimento prese piede e si sviluppò in maniera importante con bands che nel giro di poco tempo riuscirono a ritagliarsi uno spazio importante anche all’estero. Fra tutti questi gruppi che cantavano in inglese, gli Avvoltoi sono stati fra i primi a riproporre il cantato in italiano. Già dal primo singolo “Questa notte” si creò immediatamente un forte interesse, tanto che la Contempo Records ci mise sotto contratto e senza perdere troppo tempo vide la luce l’album “Il nostro è solo un mondo beat”. Il disco destò molto interesse, sia da parte della critica che del pubblico. Un prodotto fresco e disinvolto, una vera novità per quel periodo, anche se erano chiari i riferimenti a sonorità che arrivano da vent’anni prima. Era un periodo molto fertile in generale, onestamente non so se il disco abbia influenzato o meno, ma i risultati furono eccellenti.
La nuova edizione in vinile aggiunge due bonus track, “Ora sai perché” e “Un uomo rispettabile”. Perchè proprio questi due brani ad arricchire la tracklist?
In realtà non sono brani che dovevano fare parte del disco originale, sono però brani rappresentativi di quel periodo.
Cosa dobbiamo ancora aspettarci da voi per le celebrazioni del quarantennale? Cosa c’è in cantiere per i prossimi mesi?
Innanzitutto stiamo organizzando il concerto per i nostri quarant’anni, ci saranno molti ospiti e amici, le cose sono ancora in via di definizione, poi, cosa a cui puntiamo molto è l’album nuovo. Ci stiamo lavorando, diciamo che sarà pronto per l’anno nuovo. Poi, naturalmente, le date che stiamo portando avanti di presentazione della ristampa.
E se vi chiedessi a bruciapelo: la prima cosa che non c’è più e che per davvero rimpiangete?
Scontato dire l’età, anche se siamo ancora dei terribili cazzoni.
