Venere in Musica : Vinicio Capossela apre la rassegna al Tempio di Venere e Roma

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Nel cuore del Parco Archeologico del Colosseo, un rito collettivo tra naufragi, visioni e invocazioni

Roma 19 giungo 2025

Articolo e foto di Grazia Menna

A Vinicio Capossela l’onore di aprire la quarta edizione della rassegna ‘Venere in Musica‘ di Roma.  Il cantautore ha presentato al pubblico, che ha gremito oltre la capienza utile lo spazio antistante il palco, il suo lavoro discografico: Sirene. Richiami, emergenze e affioramenti

La manifestazione,  che per il quarto anno consecutivo è ospitata nello splendido spazio antistante il Tempio di Venere e Roma, nell’ambito di un discorso culturale multietnico, quest’anno annovera un connubio culturale con Petra, da sempre gioiello architettonico ed archeologico della Giordania.

Il cantautore ha optato per un approccio estremamente intimo, in piena sintonia con la natura del progetto; si è trattato di un repertorio essenziale, scandito dalla sua voce, affiancata da chitarre, violino, violoncello e theremin, il tutto supportato da un gruppo di musicisti di spessore: Daniela Savoldi, Asso Stefana, Raffaele Tiseo e Vincenzo Vasi. L’esibizione ha assunto le sembianze di una supplica collettiva, librandosi tra l’ancestrale e il contemporaneo, con momenti di profonda emozione, condivisi con l’intera platea.

L’opera Sirene. Richiami, emergenze e affioramenti, invita gli spettatori a una meditazione intellettuale sulla doppia natura del richiamo, inteso sia come pericolo quanto come speranza, da sempre incarnata dalle figure mitologiche delle sirene. Lo stesso Capossela descrive le sirene quali segnali di allarme: “tra guerre, riarmi, prevaricazioni e ingiustizie sociali”, che il canto ha il dovere di ascoltare, interpretare e infine palesare. Il concerto si è articolato attorno a tre assi tematici: Mito, Emergenze e Frontiere, conferendo alla tappa romana una connotazione particolarmente legata al Mito, in un dialogo sonoro con l’archeologia del sito.

In queste composizioni, le “sirene” sono state reinterpretate come “ciò che accade oggi: gli allarmi, i bombardamenti, le stragi degli indifesi”. Durante la performance, la componente pacifista è stata esplicitamente posta al centro dell’attenzione: ogni brano, ogni intervallo, ha rievocato storie di migranti “scomparsi tra le onde” e di conflitti che devastano intere comunità.

Il Tempio di Venere e Roma si è rivelato lo scenario ideale per la concezione del progetto: le rovine, le ombre dei marmi e l’acustica eterea, sospesa tra pietra e aria antica, hanno contribuito a rendere il concerto un’esperienza profondamente avvolgente. La sequenza dei brani, priva di enfasi o sfarzo, ha cercato una risonanza emotiva autentica.

Questa la scaletta dei brani eseguiti:

  • Bardamù
  • Crociata dei bambini
  • Non trattare
  • SS dei naufragati
  • Cattiva educazione
  • Ariosto
  • L’aedo
  • Dimmi Teresia
  • Le Pleiadi
  • Dall’altra parte della sera
  • Le belle Dame
  • Fuggite amanti amor
  • (Lord Jim)
  • Lanterne rosse
  • Marajà
  • Acqua Chiara alla Fontana
  • Pryntill
  • Le sirene
  • (Camera a sud)
  • Ovunque proteggi

Prossimo appuntamento, sul palco di ‘Venere in Musica’ con Malika Ayane

Per chi vogli approfondire l’offerta culturale che la Rassegna ‘Venere in Musica’ propone per quest’anno : https://colosseo.it/evento/venere-in-musica-2025/

Si ringrazia la GDG Pres per aver consentito questo racconto per immagini

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