Andrea Satta continua il suo tour portando in scena i diversi progetti che cura con passione da anni: occasioni speciali per esplorare il suo universo artistico e umano, dove si incontrano le identità di autore, cantante, ciclista e pediatra, da sempre impegnato su temi fondamentali come la memoria, l’ambiente, i diritti delle donne e la tutela dell’infanzia.
Dopo la tappa romana al Teatro di Villa Lazzaroni, La Fisarmonica Verde, sotto la regia di Ulderico Pesce, commuove e conquista il pubblico, composto in prevalenza da giovani, presenti allo spettacolo tenutosi presso il Teatro Comunale di Valmontone.
La Fisarmonica Verde è un viaggio nella memoria: Andrea Satta intreccia i ricordi familiari per narrare una delle pagine più oscure della storia, rendendo omaggio a tutte le vittime di persecuzioni e stermini. Sul palco rivivono le difficoltà della Sardegna degli anni Trenta, storie di amore e vendetta, l’epopea misconosciuta degli Internati Militari Italiani (IMI), definiti “schiavi di Hitler” e privati persino dei diritti basilari di prigioniero di guerra in quanto traditori di un governo alleato e la Roma del dopoguerra. Attraverso oggetti simbolici: “un cappotto russo”, “una fisarmonica verde smeraldo” e un “documento testimonianza” prende formail “viaggio verso il padre” e la dolorosa storia che custodisce. Con delicatezza e intensità, lo spettacolo si muove tra silenzi e racconti, evocando non solo il dolore ma anche la forza di chi non ha scelto la guerra di cui si è trovato vittima e ha trovato il modo di tornare a casa, trasformando la sopravvivenza in resistenza morale. Una storia vera, la storia di un uomo normale, uno che partì in guerra perché si doveva partire, tornò anche se era difficile tornare e ingoiò momenti di tragedia assoluta, sputando straordinario coraggio.
Premiato con il Premio dello Spettatore a Teatri di Vita di Bologna, “La Fisarmonica Verde” è un ponte tra generazioni, un invito a riflettere sul valore della memoria e sulla necessità di preservare le storie di chi, senza clamore, ha vissuto l’orrore per riaffermare la dignità e la libertà dell’uomo.
Andrea Satta, oltre a essere cantante, scrittore, autore, ogni giorno fa il pediatra nella periferia romana. Questo mondo di cose concrete, bellissime, a volte difficili, gli consente di mantenere un rapporto con la vita reale che ne caratterizza l’opera e la fantasia. Con i Têtes vince tre Targhe Tenco Interpreti (2002, 2007 e 2015), pubblica nove album in studio, compie migliaia di performance che vannod ai festival di strada al palco di Sanremo (con l’attore Paolo Rossi nel 2007),realizza collaborazioni artistiche con nomi prestigiosi come Francesco Di Giacomo, Daniele Silvestri, Joan Baez, così come progetti artistici tra i più affascinanti e visionari (uno su tutti, il Palco a Pedali).
Come autore di libri scrive I riciclisti (Ediciclo, 2009), Ci sarà una volta (Infinito, 2011), Officina Millegiri (Sinnos, 2016), Mamma quante storie! (Treccani, 2016), libro ispirato alla Giornata delle Favole che Andrea organizza da anni nel suo ambulatorio, Pise e Pata-dialoghi tra bambini sulle cose del mondo (Rrose Sélavy), La fisarmonica verde (Mondadori Ragazzi).
Il1° dicembre 2023 pubblica “Niente di nuovo tranne te” (Etichetta: Santeria / Distribuzione: Audioglobe),il suo primo disco solista.
La scrittura evocativa e delicatamente incisiva di Satta è sostenuta da un tessuto musicale contemporaneo fatto di salite e discese emotive, metafora di vita e di pedali .Le dodici canzoni sono influenzate sia dagli amori per gli chansonnier francesi e i grandi autori italiani che da un sound apolide grazie alla produzione artistica del polistrumentista Giorgio Maria Condemi (Motta, Spiritual Front, Giovanni Truppi). Con il cuore e le parole piantate nel mondo di oggi e nei sentimenti di sempre, trasformando questi racconti di quotidianità in piccole gemme musicali. Tanti gli ospiti d’eccezione presenti nel disco, da Giovanni Truppi in “Abbi pazienza” a Daniele Silvestri nel brano “Maddalena” a Paolo Benvegnù su “Suonano le sirene”, senza dimenticare ovviamente i Têtes de Bois, fratelli più che sodali artistici, presenti “in “Io amo te” prezioso contributo in questo primo viaggio da solo di Andrea Satta. L’illustrazione della copertina dell’album è opera di Alice Pasquini, in arte Alicè, artista contemporanea le cui opere sono esposte sulle superfici urbane, nelle gallerie e nei musei di centinaia di città in tutto il mondo











