Ugl Telecomunicazioni in prima linea nella crisi del settore

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In questi giorni e molto evidente cosa sta succedendo al settore delle telecomunicazioni, un mercato ormai in mano ad aziende straniere e che per volontà dell’autorità garante della concorrenza Europea ha dovuto accogliere un nuovo operatore, francese, che ha dato i colo di grazie alle tariffe già molto favorevoli ai consumatori.

Il sindacato Ugl si e trovato in questi mesi a discutere su tanti tavoli di contrattazione aperti dai vari operatori ormai determinati a portare avanti pesanti ristrutturazioni aziendali con forti impatti sui lavoratori .

Su questa linea del fronte il primo interlocutore del sindacato e Daniele Barranca responsabile del settore nell Ugl.

RRM -Quali sono gli aspetti più critici delle ristrutturazioni aziendali che gli operatori stanno annunciando?

DB- Sicuramente gli aspetti più critici delle ristrutturazioni aziendali sono il senso di precarietà che tali azioni generano nei lavoratori e nelle loro famiglie. Elemento da non trascurare e su cui tutti noi dobbiamo interrogarci.

RRM -Quali impatti dal punto di vista occupazionale e sociale nel territorio regionale vi aspettate?

DB- Gli impatti sul territorio sono di facile intuizione, se le Aziende abbandonano la nostra Regione in favore di altre più virtuose o addirittura per l’Estero, avremmo nel brevissimo tempo un depauperamento del nostro territorio e del nostro tessuto economico/sociale

RRM – Cosa può fare il governo in merito alle azioni da mettere in campo per rilanciare il settore delle Tlc?

DB- Parafrasando Kennedy non dobbiamo sempre chiederci cosa possono fare le istituzioni per risolvere il problema. E’ ora che i consumatori prendano coscienza del fatto che il prezzo basso è quasi sempre sentore che il margine di guadagno aziendale viene “compensato” da un costo del lavoro più basso e dal precariato. Auspico che il Governo intervenga, cosi come ha fatto sul tema dei pastori sardi, per bloccare la guerra al ribasso delle tariffe.

Sulla stessa linea anche Luigi la Pera compinente della segreteria nazione del sindacato  “L’estrema competitività del settore, che poi è una caratteristica tipica del sistema mercatista, produce l’effetto di inseguire continuamente la massima efficienza organizzativa. Ecco, la parola efficientamento contiene in sé numerosi aspetti che possono anche rivelarsi un’arma a doppio taglio. Se efficientare può essere legittimo e necessario da un certo punto di vista non lo è più quando la sostenibilità sociale non viene considerata.

Il settore sta vivendo un periodo molto complesso ed il pericolo di gestioni azzardate dei problemi organizzativi è dietro l’angolo.”

Ma cosa ci si deve aspettare dalle parti coinvolte ?

“Noi ci aspettiamo che prevalga il senso di responsabilità e che tutte le parti trovino accordi sostenibili sia da un punto di vista economico che sociale.Negli ultimi anni alcuni passi avanti sono stati fatti per tutelare il settore, soprattutto alcune realtà particolarmente esposte alle dinamiche di mercato come i call center, ma ancora non è sufficiente come dimostrano alcune crisi locali molto serie.”

Quanto ci dice Luigi la Pera disegna un quadro particolarmente fragile del settore.

“Credo che il rilancio del settore delle tlc rientri in un quadro più generale di gestione dell’economia in cui lo Stato deve riacquisire una centralità all’interno delle dinamiche economiche e finanziarie. Lo Stato non deve essere un semplice soggetto amministratore, le volontà dei poteri mercatisti non vanno verso la giustizia sociale ma, come dimostrano i dati della distribuzione della ricchezza a livello planetario, verso una redistribuzione del reddito dal basso verso l’alto.”

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