Roma, comune paralizzato, appalti bloccati e servizi inesistenti

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Dopo due anni di amministrazione sono tante le criticità che ancora non sono state risolte a causa anche del blocco degli appalti voluto dalla Sindaco Raggi. Era stato annunciato il piano Marshal per la capitale ma di fatto ancora nulla si è mosso, anzi dell’impegno finanziario annunciato non si ha nessuna certezza.

Dei 17 milioni di euro annunciati per il ripristino della viabilità cittadina dal governo capitolino non si trova traccia, sembra invece che ce ne siano a disposizione solo 5 che si aggiungerebbero alla spesa corrente sullo stesso capitolo.

Ma il problema non è solo quello delle buche, notoriamente il più contestato, a questa e in verità a tutte le giunte capitoline negli anni, ma anche tanti altri capitoli restano appesi.

Bando rimozioni. Dal 2015 i carroattrezzi comunali sono fermi, senza il nuovo bando le società hanno dovuto licenziare autisti e operatori in attesa che il comune avviasse la procedura di gara per il nuovo contratto. Obiettivo dell’amministrazione su carta 40.000 rimozioni annue con trena carri e e10 furgoni per il blocco ruote in  sosta vietata e intralcio al pubblico servizio. Doveva essere lanciato in tempo per la primavera ma ancora non è stato fatto.

Trasporto pubblico ATAC e mezzi AMA. Mezzi ormai al limite del ciclo di funzionamento per tutte e due le società capitoline che dovrebbero essere sostituiti con mezzi nuovi ed eco-sostenibili.

Per la società del trasporto pubblico romano l’investimento per l’acquisto di nuovi mezzi dovrebbe essere di circa 89 milioni che si aggiungerebbero ai 16 milioni previsti per la manutenzione nel piano di rilancio presentato dal comune e che è stato molto criticato dai revisori dei conti.

Anche l’AMA dovrebbe ammodernare il suo parco auto per il quale nel frattempo è stata fatta una gara per il noleggio “sfortunatamente “ andata deserta. Lanciato un bando gara per l’acquisto di 60 camion per un valore di base d’asta di 23,6 milioni che si spera sia aggiudicata entro l’anno, considerando i tempi della pubblica amministrazione per la valutazione e l’aggiudicazione delle gare.

Sicurezza. Il piano sicurezza del comune prevedeva l’installazione di telecamere nelle strade per la prevenzione di furti e atti violenti che sarebbero stati acquistati e installato con finanziamenti comunali e regionali, ma anche in questo caso molti municipi non hanno fatto domanda per mancanza di personale qualificato .

Stesso discorso per la cura del verde, per la rimozione delle carcasse delle auto incendiate dai piromani, dagli incendiari dei cassonetti, dalla pulizia dei muri dai writers, insomma un campidoglio bloccato che spera forse in un nuovo finanziamento del governo centrale per risanare le casse ormai allo stremo che contano 3,5 miliardi di debito, mentre è stato annunciato un piano di investimenti per 556 milioni di euro nel triennio 2018-2020, anche se nei due anni di governo appena passati opere importanti non sono state fatte.

 

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