{"id":6149,"date":"2026-10-05T16:12:21","date_gmt":"2026-10-05T14:12:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europeanaffairs.it\/bookreporter\/?p=6149"},"modified":"2026-10-05T16:12:21","modified_gmt":"2026-10-05T14:12:21","slug":"giovanni-grasso-la-tecnologia-ci-fa-risparmiare-tempo-ma-le-giornate-sembrano-sempre-piu-corte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europeanaffairs.it\/bookreporter\/2026\/10\/05\/giovanni-grasso-la-tecnologia-ci-fa-risparmiare-tempo-ma-le-giornate-sembrano-sempre-piu-corte\/","title":{"rendered":"Giovanni Grasso: \u00abLa tecnologia ci fa risparmiare tempo, ma le giornate sembrano sempre pi\u00f9 corte\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"p1 wp-block-paragraph\"><strong>Lo scrittore e consigliere del Presidente della Repubblica ospite del video podcast \u201cLei non sa chi sono io\u201d. Dal nuovo romanzo \u201cFinch\u00e9 durer\u00e0 la terra\u201d al giornalismo nell\u2019era dei social, passando per il rapporto con la scrittura e Sergio Mattarella. E una parola che racconta il suo modo di guardare alla vita: saudade.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">La tecnologia prometteva di restituirci tempo. Ha eliminato code, accorciato distanze, trasformato operazioni che richiedevano ore in gesti da pochi secondi. Eppure la sensazione dominante \u00e8 opposta: le giornate sembrano diventate pi\u00f9 brevi. \u00c8 da questo paradosso che Giovanni Grasso, giornalista, scrittore e consigliere del Presidente della Repubblica per la stampa e la comunicazione, parte per raccontare il rapporto tra lavoro, informazione e scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">Ospite di <strong>\u201cLei non sa chi sono io\u201d<\/strong>, il video podcast di Kleos condotto da Roberta De Marco, Grasso ha presentato il suo nuovo romanzo, <em>Finch\u00e9 durer\u00e0 la terra<\/em>, ma la conversazione si \u00e8 allargata rapidamente alle trasformazioni che hanno investito la societ\u00e0 e il mestiere del giornalista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">\u00abCon tutta questa tecnologia dovremmo avere molto tempo libero, invece sembra di non averne pi\u00f9\u00bb, osserva. Un problema che, secondo Grasso, riguarda meno Internet in s\u00e9 e molto di pi\u00f9 il modo in cui abbiamo finito per vivere il tempo. Oggi si pu\u00f2 andare da Roma a Milano in tre ore, evitare una fila in banca e ordinare il pranzo dallo smartphone. Il guadagno ottenuto attraverso la tecnologia, per\u00f2, sembra essere immediatamente assorbito da nuove attivit\u00e0 e da una richiesta continua di velocit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">Il fenomeno \u00e8 visibile anche nei prodotti culturali e nell\u2019informazione. Articoli e servizi si accorciano, cos\u00ec come la durata delle fiction. Grasso ricorda con ironia una generazione per la quale poteva essere persino \u00abun po\u2019 snob\u00bb scegliere un film di tre ore e mezza. Oggi l\u2019attenzione viene contesa minuto per minuto e i formati si adattano a un pubblico abituato alla rapidit\u00e0 dello schermo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il lavoro che sottrae tempo e alimenta la scrittura<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">La giornata di Grasso resta inevitabilmente di ventiquattro ore. \u00abBisogna anche dormire nella vita\u00bb, scherza. Il suo incarico al Quirinale impone per\u00f2 una disponibilit\u00e0 costante: essere \u00absempre a tiro di un computer\u00bb, anche durante i fine settimana e nei giorni festivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">Da questa condizione nasce uno dei paradossi pi\u00f9 personali emersi nell\u2019intervista. \u00abTalvolta ho detto che forse se non avessi questo tipo di lavoro, non scriverei\u00bb. La necessit\u00e0 di rimanere spesso a casa finisce infatti per creare uno spazio inatteso. Dopo una fiction o un po\u2019 di musica arriva la scrittura, quasi come una forma di riconquista del tempo sottratto dagli impegni professionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">\u00c8 in questo equilibrio che si colloca anche <em>Finch\u00e9 durer\u00e0 la terra<\/em>, il nuovo romanzo ambientato in Umbria, regione che Grasso considera una delle sue \u00abquattro patrie\u00bb. Il titolo richiama la promessa di Dio a No\u00e8 dopo il diluvio, ma diventa anche un riferimento diretto al presente e alla crisi climatica. \u00abSe continuiamo con questo riscaldamento globale, Dio non ci mander\u00e0 diluvio, ma ce lo manderemo da soli\u00bb, osserva lo scrittore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">La narrativa permette inoltre qualche libert\u00e0 che il lavoro istituzionale e quello giornalistico non concedono. Nei suoi personaggi Grasso ammette di inserire talvolta \u00abdelle piccole vendette che conosco solo io\u00bb, trasferendo sulle figure meno simpatiche caratteristiche appartenute a persone realmente incontrate: un bidello, un colonnello, qualcuno rimasto nella memoria e poi trasformato dalla finzione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il giornalismo nella corsa alla velocit\u00e0<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">Il tempo \u00e8 anche una delle chiavi per comprendere la trasformazione del giornalismo. Il cronista di un quotidiano poteva un tempo lavorare per gran parte della giornata sul proprio articolo. La rete ha cancellato quella scansione. \u00abOggi bisogna uscire subito\u00bb, spiega Grasso. Le redazioni devono confrontarsi con social network, agenzie e una competizione continua che coinvolge gli stessi siti delle testate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">Ma la velocit\u00e0 non \u00e8 l\u2019unico problema. Grasso individua una questione pi\u00f9 profonda nella progressiva sovrapposizione tra informazione e politica. \u00abOggi ho l\u2019impressione che molti giornalisti si sostituiscano ai politici\u00bb. Il rischio \u00e8 perdere agli occhi del pubblico quella posizione di osservatore che costituisce una parte essenziale della credibilit\u00e0 della professione. Il lettore, sostiene, finisce cos\u00ec per non riconoscere pi\u00f9 il giornalista \u00abcome un arbitro, ma come un giocatore in campo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">Una trasformazione che riguarda anche la vita quotidiana delle redazioni. Grasso torna agli anni degli esordi al settimanale <em>La Discussione<\/em>, ricordando figure come padre David Maria Turoldo, Leopoldo Elia e Roberto Ruffilli. Portavano personalmente i dattiloscritti in redazione e quell\u2019occasione diventava un momento di confronto con i giovani giornalisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">La posta elettronica ha reso tutto pi\u00f9 rapido ed efficiente, ma qualcosa si \u00e8 perso: \u00abDa quando sono arrivate le email le redazioni dei giornali si sono un po\u2019 impoverite umanamente\u00bb. Per chi oggi vuole intraprendere questa professione, il consiglio \u00e8 quindi essenziale e privo di retorica: \u00abFallo solo se \u00e8 veramente una passione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dalla Sicilia ritrovata nei libri all\u2019Umbria<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">Il racconto attraversa anche la geografia personale dello scrittore. Nato a Roma da genitori siciliani, Grasso ricorda le settimane trascorse da bambino dalla nonna a Catania quasi come \u00abuna specie di deportazione\u00bb. Un rapporto con l\u2019isola che sarebbe cambiato con gli anni, fino alla riscoperta della Sicilia adulta attraverso la letteratura e, in particolare, i libri di Andrea Camilleri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">Nel corso dell\u2019intervista trova spazio anche il rapporto con Sergio Mattarella, nato molto prima dell\u2019attuale incarico al Quirinale. Il primo contatto risale infatti a un\u2019intervista realizzata da Grasso nei suoi primi anni di attivit\u00e0 giornalistica, punto d\u2019origine di un legame destinato ad attraversare una parte importante della sua carriera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">Alla domanda su quali aggettivi sceglierebbe per definirsi, Grasso ne indica due: \u00abinquieto e ironico\u00bb. Poi sceglie una parola che appartiene a un\u2019altra lingua e che difficilmente trova una traduzione precisa in italiano: <strong>saudade<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\">Per Grasso \u00e8 \u00abuna via di mezzo tra nostalgia, malinconia e un desiderio di qualcosa di pi\u00f9\u00bb. Una malinconia che non paralizza, ma spinge ad agire e creare. L\u2019esempio scelto \u00e8 Dante, costretto lontano da Firenze e proprio per questo mosso dalla mancanza della propria citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"p4 wp-block-paragraph\">La saudade diventa cos\u00ec qualcosa di diverso dal semplice rimpianto. \u00c8 una tensione verso ci\u00f2 che manca, capace di trasformarsi in movimento. \u00abTi porta a fare delle cose\u00bb, spiega Grasso. Forse \u00e8 anche una risposta al paradosso da cui era partita la conversazione: in un\u2019epoca che corre per risparmiare ogni minuto, scrivere resta uno dei modi possibili per riprendersi il proprio tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scrittore e consigliere del Presidente della Repubblica ospite del video podcast \u201cLei non sa chi sono io\u201d. Dal nuovo romanzo \u201cFinch\u00e9 durer\u00e0 la terra\u201d al giornalismo nell\u2019era dei social, passando per il rapporto con la scrittura e Sergio Mattarella. 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