Lo scrittore bulgaro Georgi Gospodinov si aggiudica il Premio Jean Monnet di Letteratura Europea 2025, uno dei più prestigiosi riconoscimenti dedicati alla narrativa continentale. La giuria, riunita a Parigi, ha assegnato il premio al suo romanzo Le jardinier et la mort, pubblicato in Francia da Gallimard nella traduzione di Marie Vrinat-Nikolov. In Italia l’opera è uscita nello stesso anno per Voland con il titolo Il giardiniere e la morte.
Con questo riconoscimento, Gospodinov conferma il proprio ruolo di protagonista della letteratura europea contemporanea, grazie a un’opera che intreccia memoria personale, storia collettiva e riflessione esistenziale. Lo scrittore bulgaro succede al francese Pascal Quignard, premiato nell’edizione precedente per Trésor caché.
La cerimonia di consegna del premio si terrà il 21 novembre a Cognac, nell’ambito della trentanovesima edizione del Festival delle Letterature Europee. Dopo la premiazione è previsto un incontro pubblico con l’autore, moderato dal membro della giuria Gérard Meudal.
Al centro del romanzo premiato c’è il rapporto tra un figlio e suo padre negli ultimi mesi della vita di quest’ultimo. Il protagonista è un giardiniere che ha attraversato alcune delle vicende più drammatiche del Novecento, dalla Seconda guerra mondiale agli anni del comunismo fino alle trasformazioni seguite al crollo del blocco sovietico. Mentre la malattia avanza, il lavoro quotidiano nel giardino diventa un gesto di resistenza e un modo per continuare a coltivare la vita di fronte all’inevitabilità della morte.
Più che un racconto sul lutto, Il giardiniere e la morte si presenta come una meditazione sul significato dell’esistenza e sulla capacità degli affetti di sopravvivere al tempo. Attraverso ricordi, immagini e riflessioni, Gospodinov costruisce una narrazione intima che trasforma l’esperienza personale in una riflessione universale.
Nel motivare la scelta della giuria, il presidente Gérard de Cortanze ha sottolineato come il romanzo riesca a fare della morte uno strumento per celebrare la vita. Secondo de Cortanze, l’opera rappresenta “un libro di luce” capace di opporsi al vuoto e all’oscurità della perdita, valorizzando temi come la resilienza, la trasmissione della memoria e la serenità del silenzio.
La vittoria del Premio Jean Monnet arriva in una fase di grande riconoscimento internazionale per l’autore bulgaro. Nato nel 1968 a Jambol, Gospodinov si è affermato come una delle voci più originali della narrativa europea grazie a una scrittura che combina sperimentazione formale, ironia e profonda sensibilità storica. Il suo esordio, Romanzo naturale, lo ha fatto conoscere ben oltre i confini della Bulgaria, mentre opere come Fisica della malinconia hanno consolidato la sua reputazione presso critica e lettori.
La consacrazione internazionale è arrivata con Cronorifugio, romanzo che ha ottenuto il Premio Strega Europeo nel 2021 e soprattutto l’International Booker Prize nel 2023, riconoscimento che per la prima volta ha premiato un autore bulgaro. In quella storia, Gospodinov affrontava il tema della memoria collettiva e della nostalgia attraverso una distopia originale e inquietante, capace di interrogare il rapporto tra passato e presente.
Con Il giardiniere e la morte, lo scrittore sembra compiere un movimento più intimo e personale, senza rinunciare alla sua capacità di trasformare l’esperienza individuale in una riflessione di portata universale. Il Premio Jean Monnet conferma così il valore di un autore che continua a raccontare l’Europa attraverso le sue fragilità, le sue memorie e le sue domande più profonde.
