Michele Brambilla torna agli anni Ottanta con “L3”, mentre Leonardo Duranti firma con “La giustizia del commissario Falchi” un esordio costruito intorno a una catena di omicidi nella provincia spezzina. Due storie diverse accomunate da indagini, segreti e un passato che continua a riaffiorare.
Due province italiane, due misteri e altrettante indagini nelle quali la ricerca della verità finisce per portare alla luce molto più di un semplice crimine. Arrivano in libreria “La signora Gisa è improvvisamente scomparsa” di Michele Brambilla, pubblicato da Baldini+Castoldi, e “La giustizia del commissario Falchi” di Leonardo Duranti, edito da Solferino. Due romanzi che si muovono tra giallo e noir, trasformando i territori nei quali sono ambientati in parte integrante della narrazione.
Una scomparsa nella Brianza del 1981
È l’estate del 1981 quando Gisa Lampugnani scompare dalla sua villa di Montevecchia, nel cuore della Brianza. Non ci sono segni di effrazione e soprattutto non c’è un corpo. Restano soltanto silenzi, omissioni e una serie di contraddizioni che rendono difficile stabilire persino da dove cominciare.
Nel romanzo di Michele Brambilla, il primo sospettato è Artemio Mombelli, marito della donna. Il suo comportamento attira immediatamente l’attenzione: appare troppo freddo e forse troppo rapido nel denunciare la scomparsa. Ma quella che inizialmente potrebbe sembrare un’indagine destinata a concentrarsi sull’ambiente familiare comincia presto a complicarsi.
Quando l’inchiesta ufficiale sembra non riuscire più a procedere, entrano in scena due giovani cronisti, decisi a seguire piste alternative. Emergono testimonianze poco chiare, automobili avvistate durante la notte, possibili depistaggi e indiscrezioni provenienti dal carcere. Ogni nuovo elemento sembra avvicinare alla soluzione per poi aprire un’altra domanda.
Brambilla costruisce così un’indagine nella quale il lavoro giornalistico diventa uno degli strumenti per attraversare una rete sempre più intricata di relazioni e segreti. Sullo sfondo affiorano denaro nascosto, identità da decifrare e persino le ombre dell’estremismo politico.
La domanda iniziale – che cosa è successo alla signora Gisa? – finisce quindi per moltiplicarsi. La donna è fuggita? Dietro la sua sparizione si nasconde una truffa? Oppure qualcuno è riuscito a realizzare un delitto senza lasciare tracce?
A fare da scenario è una Lombardia che conserva ancora le inquietudini di un periodo complesso della storia italiana. Da una parte la provincia brianzola, apparentemente ordinata e rassicurante; dall’altra la Milano più oscura degli anni Ottanta. Un ambiente nel quale ciò che viene mostrato non necessariamente coincide con ciò che è realmente accaduto.
Il commissario Falchi e il lato oscuro della Spezia
Con “La giustizia del commissario Falchi”, Leonardo Duranti sceglie invece La Spezia per costruire un noir dominato da una serie di omicidi e da un protagonista segnato da una ferita personale ancora aperta.
Tutto comincia con il ritrovamento del corpo di un ristoratore. Accanto alla vittima c’è un messaggio enigmatico, mentre l’arma utilizzata aggiunge un ulteriore elemento all’indagine: si tratta di una pistola che in passato era stata in dotazione esclusivamente alle forze dell’ordine.
Poi la stessa arma torna a sparare.
Arriva un secondo omicidio, accompagnato da una firma simile e da un nuovo enigma. Quindi un’altra vittima. Diventa evidente che qualcuno sta costruendo una sequenza precisa, trasformando gli assassinii in una sorta di rebus destinato agli investigatori.
A occuparsi del caso è Carlo Falchi, commissario di polizia ed ex pugile, da poco trasferito da Milano alla Spezia. Il cambio di città è anche un tentativo di ricominciare dopo il brutale omicidio della moglie Anita, una perdita dalla quale Falchi non è riuscito davvero a liberarsi.
Al suo fianco c’è l’ispettrice Sara Ferri, mentre sopra di loro si muove la figura di un superiore dai contorni ambigui.
Le indagini conducono progressivamente verso un elegante circolo nautico. Dietro l’apparente rispettabilità di quell’ambiente cominciano ad affiorare debiti, segreti e rapporti pericolosi. Le vittime sembrano essere unite da un filo che qualcuno vuole rendere visibile, ma comprenderne il significato significa anche avvicinarsi a una realtà sempre più rischiosa.
Per Falchi, però, il caso assume presto una dimensione personale. Il passato dal quale aveva cercato di allontanarsi torna infatti a presentarsi sotto forma di vendetta, costringendolo a combattere contemporaneamente su due fronti: trovare il responsabile della catena di omicidi e proteggere la propria vita.
Due province dove l’apparenza inganna
Pur partendo da strutture narrative differenti, i romanzi di Brambilla e Duranti condividono un elemento centrale: il territorio non rappresenta soltanto lo sfondo dell’indagine.
In “La signora Gisa è improvvisamente scomparsa” la Brianza e la Milano degli anni Ottanta accompagnano un mistero fatto soprattutto di omissioni, identità e verità difficili da afferrare. Nel romanzo di Duranti è invece La Spezia, con il contrasto tra la bellezza del mare e il lato oscuro della corruzione e dell’ingiustizia, a determinare l’atmosfera del racconto.
Da Montevecchia al Golfo dei Poeti, sono due Italie apparentemente tranquille nelle quali il delitto apre crepe profonde. E dietro quelle crepe emergono segreti, interessi e vicende personali che rendono sempre più sottile il confine tra giustizia e vendetta, tra ciò che appare vero e ciò che qualcuno ha interesse a nascondere.
