Il 9 agosto a Belmonte Calabro e il 12 agosto a Soverato la giornalista e scrittrice presenta il suo nuovo romanzo civile. Al centro, le fragilità familiari, l’isolamento degli adolescenti e quella difficoltà di ascoltare che può trasformare il silenzio in una ferita.
Ci sono silenzi che proteggono e altri che nascondono. Quelli che attraversano una famiglia, si insinuano nelle relazioni tra genitori e figli e finiscono per rendere invisibile un disagio sono al centro di Dove nascono i silenzi, il nuovo romanzo civile di Claudia Conte, giornalista, scrittrice e Portavoce nazionale di Uguali per i Figli ETS.
Il libro arriva in Calabria con due incontri pubblici che affiancheranno alla presentazione letteraria un confronto sui temi affrontati dalla storia: disagio giovanile, fragilità familiari, responsabilità educativa degli adulti e necessità di ricostruire una cultura dell’ascolto.
La prima tappa è in programma domenica 9 agosto alle 19 al Lido Amami di Belmonte Calabro, nell’ambito della rassegna promossa dall’associazione Arte e Bellezza. Ad aprire la serata saranno il sindaco Roberto Veltri e Filippo Verre, presidente dell’associazione.
Interverrà Luca Caruso, diplomatico e Console associato di Scienze Diplomatiche. A dialogare con Claudia Conte saranno Maria Francesca Pulice, esperta di comunicazione e docente di Letteratura italiana, e Augusta Regasto, docente e formatrice impegnata sui temi dell’orientamento, dell’inclusione, dell’educazione alle relazioni e della parità di genere. Gli intermezzi musicali saranno affidati a Ruben Perugino.
Il secondo appuntamento si terrà mercoledì 12 agosto, sempre alle 19, al Teatro del Mare sul Lungomare Antonino Calabretta di Soverato. L’iniziativa è promossa dal Comune di Soverato in collaborazione con Uguali per i Figli ETS.
Dopo i saluti del sindaco Daniele Vacca e del vicesindaco Emanuele Amoruso, interverrà Mauro Sica, segretario generale di Uguali per i Figli ETS. A condurre il dialogo con l’autrice sarà la giornalista Oldani Mesoraca.
Quando il disagio cresce dentro casa
Il punto di partenza di Dove nascono i silenzi è una famiglia che, vista dall’esterno, potrebbe apparire come tante altre. È entrando nella sua quotidianità che emergono progressivamente incomprensioni, forme di controllo, distanze affettive e ferite difficili da riconoscere.
Claudia Conte costruisce così una storia nella quale la dimensione privata diventa terreno di una riflessione più ampia. Quanto sappiamo davvero ascoltare bambini e adolescenti? Siamo capaci di distinguere una fase difficile da un disagio più profondo? E quanto incidono gli adulti, con le loro aspettative e le loro assenze, sulla capacità dei più giovani di raccontare ciò che stanno vivendo?
Il silenzio evocato dal titolo assume in questa prospettiva un significato preciso. È lo spazio nel quale possono crescere isolamento e sofferenza quando mancano le parole per esprimerli o qualcuno disposto a riconoscerli.
Il romanzo sposta quindi l’attenzione dal singolo ragazzo all’ambiente che lo circonda. Famiglia e scuola diventano parti di una stessa responsabilità educativa, insieme alle istituzioni e alla comunità. Prevenire il disagio significa allora saper cogliere segnali che possono essere deboli, contraddittori e facilmente sottovalutati.
Un romanzo con una vocazione civile
Pubblicato nel 2026, Dove nascono i silenzi è stato realizzato con il coordinamento scientifico-editoriale di Francesca Grisot, la consulenza del CREAaps – Centro Ricerche EtnoAntropologiche APS e la collaborazione dell’Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile.
La prefazione è firmata dal giornalista Maurizio Belpietro, che pone l’accento sulla dimensione civile dell’opera e sulla capacità della vicenda narrata di superare i confini della storia familiare per chiamare in causa una responsabilità collettiva.
Una prospettiva che si lega direttamente all’attività di Claudia Conte come Portavoce nazionale di Uguali per i Figli ETS, associazione impegnata nella tutela dei minori, nella promozione della responsabilità genitoriale e nelle iniziative dedicate alla prevenzione e al benessere delle nuove generazioni.
Le presentazioni di Belmonte Calabro e Soverato diventano così parte del percorso stesso del libro. La pagina scritta apre uno spazio pubblico nel quale lettori, famiglie, educatori e istituzioni possono discutere di ciò che spesso resta confinato all’interno delle mura domestiche.
È forse questo il terreno sul quale Dove nascono i silenzi cerca soprattutto di intervenire: trasformare una storia in una domanda rivolta agli adulti. Perché ascoltare un ragazzo non significa soltanto aspettare che trovi le parole giuste. Significa imparare a riconoscere anche ciò che ancora non riesce a dire.
