Orizzonti di parole, alla Camera i finalisti del premio letterario di Bookreporter

Cinquantacinque anni dopo l’apertura della prima Sala Stampa parlamentare italiana, la Camera dei Deputati ha ospitato la presentazione dei dieci finalisti di “Orizzonti di parole”, il concorso letterario promosso da Bookreporter Magazine e dedicato al racconto breve. Un segnale significativo: la narrativa contemporanea entra in uno dei luoghi simbolo della vita democratica del Paese, confermando il legame tra cultura, partecipazione civile e costruzione della memoria collettiva.

L’incontro si è svolto il 16 giugno alla presenza dell’onorevole Nicola Carè, deputato eletto nella Circoscrizione Estero – Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, del presidente della giuria Alessandro Conte, direttore di Bookreporter Magazine, della blogger e autrice Silvia Cavalsassi e del giornalista e scrittore Cesare Protettì. L’evento ha rappresentato il primo atto pubblico della fase finale del premio, che culminerà con la proclamazione dei vincitori a ottobre 2026 a Udine.

La prima edizione del concorso ha raccolto cinquanta opere provenienti da contesti geografici e culturali differenti. Un dato rilevante per un’iniziativa nata con l’obiettivo di valorizzare la forma breve della narrazione, spesso considerata marginale rispetto al romanzo ma capace, proprio grazie alla sua sintesi, di intercettare temi sociali, memorie familiari e trasformazioni collettive.

Le opere selezionate attraversano territori narrativi molto diversi. Si passa dalle inchieste alla narrativa storica, dal realismo magico al romance contemporaneo, fino alla sezione dedicata alle storie di emigrazione. Quest’ultima si è rivelata una delle più partecipate, con contributi provenienti anche da italiani residenti all’estero e autori legati alle comunità della diaspora. Un elemento che restituisce una fotografia della mobilità contemporanea e del rapporto, spesso complesso, tra identità, appartenenza e memoria.

La giuria, composta da Anna Mazzone, Silvia Cavalsassi, Alessandro Conte, Cesare Protettì, Fabrizio Borni, Luca Quarin, Marco Macorigh e Venceslav Soriczynski, ha individuato dieci finalisti suddivisi nelle cinque categorie previste dal regolamento.

Per la sezione Inchieste sono stati selezionati Non odiare di Emanuela Lievore e La mia Mamma di Gippo Bignozzi. Nella Narrativa storica concorrono Bartali, Togliatti e il cinema di Garrufo di Silvio Piergallini e Quando anche le lacrime si fermarono di Luca Lombardi. Il Realismo magico vede finalisti Emanuele Tuminelli con La signora del quarto piano e Giuseppe Curcuro con Il giorno in cui il professor Valeri diventò un punto. Per il Romance contemporaneo sono in gara Mirella, Anna e la Spider di Silvio Piergallini e Perfetta troppo… di Emanuela Baldassarri. Completano la selezione le Storie di emigrazione con Foto di famiglia en el campo di Aida Rita Del Missier e L’ultima festa di Anna Tarantello.

Nel corso dell’incontro si è riflettuto sul ruolo della scrittura nell’ecosistema mediatico contemporaneo. La diffusione dei contenuti digitali ha accelerato i tempi della comunicazione, ma ha anche reso più difficile costruire narrazioni articolate e spazi di approfondimento. In questo scenario il racconto breve conserva una funzione particolare: richiede precisione linguistica, capacità di sintesi e densità narrativa.

«La qualità dei racconti ricevuti ha confermato la vitalità della scrittura breve e la capacità degli autori di affrontare temi molto diversi con sensibilità, originalità e profondità», ha dichiarato Alessandro Conte, presidente della giuria e direttore di Bookreporter Magazine. «Con “Orizzonti di parole” abbiamo voluto creare uno spazio aperto al talento e al confronto tra esperienze differenti, valorizzando la forza delle storie come strumento di conoscenza e dialogo».

Anche l’onorevole Nicola Carè ha posto l’accento sul valore culturale delle narrazioni legate all’emigrazione: «Chi lascia il proprio Paese porta con sé memoria, lingua, affetti, sacrifici e speranze. Raccontare queste esperienze significa riconoscere il valore delle comunità italiane nel mondo e il legame profondo che continuano a mantenere con le proprie radici».

L’edizione 2026 del premio si realizza con il sostegno dell’Associazione Eraple, dell’Associazione Roma 3000, dell’Associazione Scrittori Friuli Venezia Giulia e della European Digital Communication Association, realtà impegnate nella promozione della lettura e del patrimonio culturale italiano.

La scelta di presentare i finalisti alla Camera dei Deputati conferisce al concorso una dimensione che supera l’ambito strettamente letterario. Le storie selezionate raccontano migrazioni, relazioni, memoria storica e trasformazioni sociali: temi che attraversano il dibattito pubblico e contribuiscono a definire l’identità di una comunità. Resta ora da vedere quali voci emergeranno a Udine in autunno e se questa prima edizione saprà diventare il punto di partenza di un osservatorio permanente sulla narrativa breve italiana.

Photo Credits: Salvatore Orfino

 

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