È arrivato in libreria A Roma non ci sono le montagne, il nuovo libro di Ritanna Armeni, edito da Ponte alle Grazie, che ricostruisce uno degli episodi più drammatici ed emblematici della Resistenza italiana: l’attentato di via Rasella del 23 marzo 1944. Con il suo stile coinvolgente e lucido, Armeni riporta alla luce le storie, i volti e le scelte coraggiose di chi ha lottato per la libertà durante l’occupazione nazista della Capitale.
Il romanzo è un intreccio di vite ordinarie e straordinarie, catturate nell’attimo in cui la Storia irrompe nel quotidiano. Un giovane professore assorto nei suoi pensieri, una ragazza elegante con la borsa della spesa, un netturbino gioviale che spinge il carretto. Poi, improvvisamente, una Mercedes scura, carica di ombre, con un ufficiale tedesco a bordo. Dietro di lui, una compagnia di soldati che marcia cantando. È il 1944 e le strade di Roma vibrano del contrasto tra la normalità apparente e l’incubo della guerra.
Con rigore e umanità, Ritanna Armeni ci trasporta in quei pochi metri di via Rasella, dove si consuma l’attentato che porterà alla morte di 33 soldati tedeschi e innescherà la terribile rappresaglia delle Fosse Ardeatine, costata la vita a 335 italiani innocenti. Ma la sua narrazione va oltre i numeri: Armeni ci conduce dentro la mente e il cuore dei giovani membri dei Gruppi di Azione Patriottica (GAP), ragazzi e ragazze spesso provenienti dalla borghesia e dal mondo universitario, capaci di trasformarsi in combattenti silenziosi contro l’occupante. Persone comuni che si trovano, all’improvviso, di fronte a scelte impossibili tra la vita e la morte, la fuga e il ritorno, la lotta e la resa.
Armeni, giornalista e scrittrice affermata con alle spalle una lunga carriera iniziata sulle pagine di testate storiche come Rinascita, il manifesto e l’Unità, ha costruito un’opera che non è solo un romanzo storico, ma anche una riflessione sulla memoria e sul coraggio civile. Autrice di libri di successo come Di questo amore non si deve sapere (Premio Comisso) e Mara. Una donna del Novecento (Premio Minerva), l’autrice continua a esplorare la complessità delle storie al femminile e i dilemmi etici del Novecento.
Con A Roma non ci sono le montagne, Armeni ci invita a ricordare e comprendere, senza retorica ma con uno sguardo profondo e autentico, un capitolo doloroso della nostra storia, restituendo umanità alle scelte dei protagonisti e alle conseguenze delle loro azioni. Un libro che parla al presente, ricordando che la libertà è una conquista fragile e preziosa.
