A cento anni dalla nascita e a dieci dalla scomparsa di Dario Fo, la figura dell’ultimo italiano insignito del Premio Nobel per la Letteratura continua a occupare un posto centrale nell’immaginario culturale del Paese. Autore, attore, regista, polemista e intellettuale libero, Fo ha attraversato oltre mezzo secolo di storia italiana con una produzione teatrale che ha saputo unire comicità, satira politica e tradizione popolare. Accanto a lui, in un sodalizio artistico e umano durato una vita, Franca Rame ha contribuito a costruire uno dei percorsi più originali e influenti del teatro contemporaneo.
Oggi quella storia torna al centro dell’attenzione grazie alla biografia dedicata al drammaturgo da Matthias Martelli, attore e autore che da anni porta in scena l’eredità artistica di Fo. Il libro ripercorre la vicenda umana e creativa del Premio Nobel attraverso un racconto vivido, capace di restituire la forza teatrale e civile di un artista che ha saputo trasformare il palcoscenico in uno spazio di critica sociale e di libertà espressiva.
Per Martelli, l’incontro con Fo non è soltanto letterario o teatrale: è una vera e propria folgorazione. Aveva appena nove anni quando, guardando in televisione una registrazione di Mistero buffo, scoprì la potenza di quella narrazione capace di mescolare comicità, denuncia e tradizione medievale. Quello spettacolo – considerato uno dei capolavori del teatro europeo del Novecento – diventò per lui una bussola artistica. Negli anni successivi, mentre la sua carriera sul palcoscenico prendeva forma, Martelli sarebbe tornato più volte a confrontarsi con l’opera e la lezione del grande drammaturgo.
La biografia nasce proprio da questa relazione profonda tra maestro e allievo. Con uno sguardo insieme appassionato e rigoroso, Martelli ripercorre l’intera parabola di Fo: dall’infanzia trascorsa sulle rive del Lago Maggiore, tra racconti popolari e tradizioni orali, fino al riconoscimento internazionale culminato con il Nobel per la Letteratura nel 1997. In queste pagine emerge la figura di un artista capace di reinventare la figura del giullare medievale, trasformandola in un potente strumento di critica politica e sociale.
Il teatro di Fo, infatti, non è mai stato soltanto intrattenimento. Attraverso un linguaggio che mescola dialetti, grammelot e improvvisazione, le sue opere hanno raccontato le contraddizioni del potere, denunciato ingiustizie e dato voce alle classi popolari. Una tradizione teatrale che affonda le radici nella cultura orale e nella commedia dell’arte, ma che Fo ha saputo rinnovare con una straordinaria energia inventiva.
In questo percorso, la presenza di Franca Rame è stata determinante. Attrice straordinaria e autrice a sua volta, Rame non è stata soltanto compagna di vita, ma una vera co-protagonista dell’avventura artistica di Fo. Insieme hanno costruito un teatro militante e popolare, capace di parlare al grande pubblico senza rinunciare alla profondità politica e culturale.
Il libro di Martelli restituisce proprio questa dimensione: quella di un teatro colto e popolare allo stesso tempo, capace di divertire e far riflettere. Attraverso aneddoti, testimonianze e ricostruzioni storiche, la biografia racconta l’evoluzione di un artista che ha attraversato decenni di trasformazioni sociali e politiche, restando sempre fedele alla propria vocazione di narratore libero.
A distanza di un secolo dalla nascita, la voce di Dario Fo continua dunque a risuonare con sorprendente attualità. In un’epoca segnata da nuove tensioni politiche e culturali, la figura del “giullare ribelle” appare ancora capace di offrire strumenti di lettura critica della realtà. Ed è proprio questo il senso più profondo della biografia di Matthias Martelli: riaccendere una tradizione teatrale gioiosa, popolare e sovversiva, ricordandoci quanto sia necessario, oggi più che mai, tornare ad ascoltare quella voce.
