Silvio Garattini: “La prevenzione non ha età”.

C’è un’espressione che suona come una resa silenziosa: “Ormai è tardi”. Troppo tardi per cambiare, per smettere di fumare, per rimettersi in forma, per correggere un’alimentazione sbagliata. Con Non è mai troppo tardi, pubblicato da Piemme, Silvio Garattini sceglie di smontare, con la forza dei dati e la chiarezza della divulgazione, una delle convinzioni più radicate e scoraggianti della nostra società: che la prevenzione sia un affare per giovani e che, superata una certa soglia anagrafica, ogni sforzo sia inutile.

Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, non indulge in slogan motivazionali. Il suo è un invito sobrio, scientificamente fondato, a guardare alla salute come a un processo dinamico, che può essere influenzato in ogni fase della vita. Anche quando il tempo sembra aver già scritto il suo verdetto.

Pagina dopo pagina, l’autore passa in rassegna i comportamenti che incidono più profondamente sulla qualità e sulla durata dell’esistenza. Alimentazione, movimento, sonno, uso e abuso di farmaci, dipendenze, informazione corretta: non come capitoli isolati, ma come parti di un unico disegno. È un mosaico che ci riguarda da vicino, perché plasma non solo le persone che siamo oggi, ma anche gli anziani che diventeremo.

La tesi di fondo è semplice e insieme rivoluzionaria: ogni cambiamento, anche introdotto tardi, può produrre benefici concreti e misurabili. Smettere di fumare a sessant’anni non è inutile. Iniziare a camminare ogni giorno dopo una vita sedentaria non è un gesto simbolico. Correggere abitudini alimentari scorrette non è un tentativo tardivo di rincorrere il tempo perduto. È una scelta che modifica traiettorie, riduce rischi, migliora la qualità della vita.

In un’epoca in cui l’informazione sulla salute è spesso deformata, amplificata o distorta, Garattini insiste sull’importanza della consapevolezza. La prevenzione non è solo un fatto privato, ma un atto che incide sulla collettività. Prendersi cura di sé significa anche alleggerire il peso sui sistemi sanitari, contribuire a una società più sana, trasmettere modelli positivi alle generazioni più giovani.

Non è mai troppo tardi non è un manuale punitivo né un elenco di divieti. È un libro che restituisce dignità alla responsabilità individuale. Vivere bene non è questione di fortuna o di genetica favorevole, ma di decisioni quotidiane. Ogni giorno può essere quello giusto per cambiare rotta, per interrompere un’abitudine dannosa, per iniziare un percorso diverso.

Nel tempo dell’ansia e delle scorciatoie, Garattini ricorda che la salute è una costruzione lenta. E che non esiste un’età oltre la quale smettere di provarci.

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