Umberto Eco raccontato da vicino: Roberto Cotroneo firma il ritratto intimo in Umberto

Chi era davvero Umberto Eco? Si può raccontare un intellettuale che ha attraversato il Novecento e l’inizio del nuovo millennio partendo da dettagli minimi, da mail rapide, da telefonate improvvise, da silenzi più eloquenti di mille dichiarazioni? È la domanda che attraversa Umberto, il libro con cui Roberto Cotroneo prova a restituire un ritratto inedito del suo maestro, pubblicato da La Nave di Teseo.

Cotroneo non sceglie la biografia tradizionale né l’agiografia. Sceglie i frammenti. Un mosaico fatto di episodi minuti, di scambi apparentemente secondari, di lettere che sviano e di conversazioni che aprono mondi. È come se per entrare nella mente vulcanica di Eco fosse necessario seguire fili sottili, quasi invisibili, e lasciare che siano loro a disegnare il profilo.

Tra Cotroneo ed Eco il legame è stato evidente e insieme complesso. Entrambi di Alessandria, entrambi editorialisti de “L’Espresso”, uno maestro e l’altro allievo, hanno condiviso un dialogo continuo, fatto di ammirazione e distanza, di prossimità e rispetto. Questo libro nasce da quella relazione, ma non si limita a celebrarla. Ne indaga le sfumature, i vuoti, le asimmetrie.

In queste pagine Eco non è il monumento internazionale, l’autore de Il nome della rosa, il semiologo tradotto in tutto il mondo. È semplicemente Umberto. Una scelta che è già dichiarazione d’intenti. Spogliare l’icona, restituire l’uomo, senza tradirne la grandezza. Il risultato è un testo che sfugge alle categorie, che si muove tra memoir, saggio, ritratto letterario, e che finisce per raccontare non solo una figura centrale della cultura italiana, ma un’intera stagione intellettuale.

Cotroneo mantiene un equilibrio raro. Dice molto, ma non tutto. Si avvicina, ma non invade. Custodisce un riserbo che è forma di rispetto. È forse questo che rende Umberto un libro singolare: non pretende di spiegare Eco, ma di avvicinarlo. Di mostrare come il pensiero si costruisca anche attraverso minuzie, ironie, deviazioni.

“L’unico libro possibile su di te, Umberto, è un libro di frammenti”, scrive Cotroneo. Ed è in quella dichiarazione che si comprende il senso profondo del progetto. Raccontare Eco non significa racchiuderlo in una narrazione lineare, ma accettarne la complessità, l’ironia, la capacità di sfuggire alle definizioni definitive.

Umberto è insieme un atto di stima, un gesto di amicizia e una riflessione sul mestiere di scrivere e di pensare. È il tentativo di restituire un maestro senza trasformarlo in statua. E, forse, è proprio per questo che sarebbe piaciuto a Eco.

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