Premio Giuseppe Berto 2026, al via il bando per gli esordi di narrativa: finale il 5 settembre a Capo Vaticano

C’è un momento, nella vita di uno scrittore, in cui tutto è ancora possibile. Il primo libro è una soglia, una promessa, un rischio. È a quella soglia che guarda da oltre trent’anni il Premio Letterario Giuseppe Berto, che apre ufficialmente il bando della sua 33ª edizione, dedicata alle opere prime di narrativa.

Nato nel 1988 per volontà di Cesare De Michelis, il riconoscimento continua a essere uno dei punti di riferimento più autorevoli per chi debutta in narrativa in Italia. Un premio che non cerca conferme, ma scoperte. Che non celebra carriere consolidate, ma scommette su voci nuove, su romanzi e raccolte di racconti pubblicati per la prima volta in lingua italiana.

Il Premio viene assegnato ad anni alterni tra Mogliano, città natale di Giuseppe Berto, e Capo Vaticano, in Calabria, dove lo scrittore visse e compose alcuni dei suoi capolavori. L’edizione 2026 si concluderà proprio a Capo Vaticano, con la proclamazione del vincitore sabato 5 settembre nel giardino di Casa Berto, luogo simbolico che custodisce la memoria e l’eredità letteraria dell’autore.

A guidare la giuria è ancora una volta Emanuele Trevi, Premio Strega 2021, affiancato da Silvia Avallone, Luigi Mascheroni, Elena Stancanelli, vincitrice del Premio Berto nel 1998, ed Emanuele Zinato, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Padova. Saranno loro a selezionare entro luglio 2026 la cinquina finalista e a decretare l’opera vincitrice.

Possono concorrere romanzi d’esordio o raccolte di racconti interamente inediti pubblicati per la prima volta tra il 16 maggio 2025 e il 15 maggio 2026. Le opere dovranno essere inviate esclusivamente dalle case editrici, in formato cartaceo e digitale, entro il 31 maggio 2026. All’autore o all’autrice dell’opera vincitrice andrà un premio di 5.000 euro, mentre agli altri quattro finalisti sarà riconosciuto un gettone di presenza di 500 euro.

Nel panorama dei premi letterari italiani, il Premio Giuseppe Berto mantiene una vocazione precisa: intercettare la narrativa che nasce, offrire visibilità e autorevolezza a chi muove i primi passi, valorizzare storie che altrimenti rischierebbero di restare ai margini. È un osservatorio privilegiato sul futuro della narrativa italiana, uno spazio in cui si misurano ambizione, talento e capacità di visione.

In un tempo in cui pubblicare è più semplice ma emergere è sempre più complesso, il Berto continua a rappresentare una porta aperta. Una possibilità concreta per chi ha appena iniziato a raccontare il mondo, e ora attende di essere ascoltato.

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