Con L’Anima nera della Silicon Valley. La vera storia di Peter Thiel, pubblicato da Fuoriscena, il giornalista Luca Ciarrocca firma un’inchiesta densa e documentata su una delle figure più influenti – e meno esposte – del capitalismo tecnologico globale. Peter Thiel non è un imprenditore come gli altri: è un costruttore di potere che agisce lontano dai riflettori, intrecciando capitale, tecnologia e politica in una visione coerente e radicale.
Il libro ricostruisce l’ascesa di Thiel a partire dagli anni universitari a Stanford, quando prende forma un’idea di potere nuova, fondata sulle reti più che sulla visibilità, sull’influenza culturale più che sul consenso pubblico. Filosofo e giurista, Thiel cofonda PayPal e diventa uno dei primi grandi investitori di Facebook e Airbnb, intuendo prima di molti altri la natura “tentacolare” delle piattaforme digitali e la loro capacità di ridisegnare i rapporti sociali, economici e politici.
Il cuore oscuro di questa traiettoria è Palantir, l’azienda con cui Thiel trasforma i dati in infrastruttura strategica del nostro tempo. Dalla sanità alla sicurezza nazionale, dalla sorveglianza predittiva – che richiama esplicitamente l’immaginario di Minority Report – fino ai teatri di guerra come Gaza, Palantir diventa il simbolo di un potere algoritmico che promette efficienza e prevenzione, ma solleva interrogativi profondi su libertà, controllo e responsabilità democratica.
Ciarrocca non si limita a tracciare il profilo dell’imprenditore visionario. Il suo è un ritratto politico. Thiel è il primo grande nome della Silicon Valley a sostenere apertamente Donald Trump, rompendo il fronte progressista dell’élite tecnologica americana. Ma soprattutto è l’artefice silenzioso dell’ascesa di J.D. Vance, accompagnato da sconosciuto di provincia fino ai vertici del potere a Washington. Un’operazione che il libro descrive come un vero e proprio “capolavoro politico”.
Anticonformista, giocatore di scacchi, ossessionato dal rapporto tra libertà e potere e dal sogno di superare i limiti biologici dell’essere umano, Thiel utilizza la politica come strumento per cambiare regole ed élite. Attorno a lui si muove una cerchia ristretta di imprenditori, finanziatori e figure chiave dell’establishment che, lontano dai riflettori, contribuisce a decidere il futuro del capitalismo tecnologico e della destra americana nel dopo-Trump.
Nel raccontare questa costellazione di potere, L’Anima nera della Silicon Valley si inserisce nel percorso di inchiesta che Ciarrocca porta avanti da anni sui meccanismi e sugli squilibri del potere globale. Dall’esperienza come corrispondente da New York fino alla direzione di Wall Street Italia e ai suoi precedenti libri d’inchiesta, l’autore mette a frutto una competenza rara nel collegare finanza, tecnologia e geopolitica.
Il risultato è un saggio che va oltre la biografia. È un’indagine sul lato meno raccontato dell’innovazione, quello in cui il mito libertario della Silicon Valley lascia spazio a un progetto politico preciso, capace di incidere sulle istituzioni, sulle guerre e sulle democrazie. Un libro essenziale per comprendere chi sta davvero ridisegnando la mappa del potere globale nell’era dei dati.
