Con la nuova edizione proposta nella collana Gramma, La Feltrinelli riporta in libreria Nostalgia, il romanzo che nel 2004 ha fatto conoscere al pubblico internazionale la voce narrativa di Eshkol Nevo. Un’opera intensa e corale, capace di restituire con delicatezza e profondità le atmosfere, le contraddizioni e le fragilità di una società sospesa tra quotidianità e conflitto. Questa nuova edizione arriva arricchita da una postfazione dello stesso autore, che invita a rileggere il libro alla luce del suo percorso letterario e degli anni trascorsi da quella prima, sorprendente pubblicazione.
La storia ruota attorno a una giovane coppia, Amir e Noa. Lui studia psicologia a Tel Aviv, lei fotografia a Gerusalemme. Decidono di prendere casa al Castel, un quartiere che si colloca fisicamente e simbolicamente tra due città, tra ordine e trascuratezza, tra sogni e inquietudini. Il loro bilocale è minuscolo, con un vano doccia che tende ad allagarsi e una spatola sempre pronta a rimediare al disordine dell’acqua. Eppure, per Amir e Noa quella casa rappresenta libertà, futuro, intimità finalmente possibile dopo anni di convivenze forzate con amici e coinquilini invadenti. È il luogo in cui possono amarsi senza paura di essere interrotti, in cui possono immaginare un progetto di vita condivisa.
Intorno a loro si muove un microcosmo di personaggi che dà al romanzo la sua struttura più affascinante. Accanto al bilocale vive Moshe, il padrone di casa tuttofare, insieme alla moglie Sima e ai loro figli. Davanti abita il piccolo Yotam, un bambino che porta dentro di sé un dolore troppo grande per la sua età: la perdita del fratello, caduto come soldato in Libano. La madre di Yotam è immersa in un lutto che le riempie le giornate di lacrime e assenze, e il bambino si trova a crescere in un vuoto affettivo che nessuno sembra riuscire a colmare.
Tra le figure più enigmatiche e toccanti c’è Saddiq, il muratore arabo che si aggira per il quartiere pur non vivendo ufficialmente al Castel. La sua famiglia, prima dell’arrivo dei coloni ebrei, abitava proprio nella casa sopra quella di Amir e Noa. Sotto un mattone dell’ingresso, sua madre aveva nascosto un oggetto prezioso, un ricordo che per Saddiq rappresenta identità, appartenenza, memoria. Recuperarlo e restituirglielo è per lui più di un gesto: è la possibilità di riconciliare passato e presente, di dare voce a una storia personale intrecciata a una vicenda collettiva fatta di spostamenti forzati e perdita.
Questo intreccio di vite procede con un ritmo delicato, fatto di gesti quotidiani, sogni condivisi e fragilità silenziose. Ma su tutto incombe un evento che segna profondamente la storia israeliana contemporanea: l’assassinio di Itzhak Rabin, avvenuto nel 1995. La violenza che travolge il Paese si riflette sulle esistenze dei personaggi, obbligandoli a misurarsi con un clima di insicurezza che entra nelle case, nei legami, nel modo stesso di pensare il futuro. Il desiderio di amare, crescere, trovare un posto nel mondo si scontra con una realtà che sembra spingere verso divisioni sempre più profonde.
Nevo costruisce un romanzo vibrante, capace di seguire il filo invisibile che unisce gli spazi privati delle relazioni e le tensioni più ampie di un contesto politico lacerato. La sua scrittura attraversa con grazia la nostalgia che dà il titolo al libro: una nostalgia che non è solo rimpianto, ma anche bisogno di radici, di comprensione, di legami che resistano al tempo e alle fratture della storia.
Con Nostalgia, la collana Gramma Feltrinelli restituisce ai lettori un romanzo che conserva intatta la sua forza emotiva e la sua attualità. È una storia fatta di intimità e di tragedia, di quotidiano e di shock storico, che mostra come ogni vita individuale sia sempre, inevitabilmente, parte di un mondo più vasto, in cui le speranze e le paure dei singoli finiscono per riflettere quelle di un intero Paese.
