Domani avevo vent’anni, quando la memoria diventa salvezza dal tempo che passa

La memoria come spazio altro, sospeso al di sopra del tempo e dello spazio, capace non solo di custodire il passato ma di restituire senso al presente e aprire uno spiraglio sul futuro. È attorno a questa idea che si costruisce Domani avevo vent’anni, romanzo d’esordio della giornalista e autrice Alessia De Luca, pubblicato da The Wall Edizioni il 31 ottobre 2025. Un libro che si muove tra ricordo e destino, tra ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere, interrogando il lettore sul potere salvifico della memoria e sulla possibilità, sempre dolorosa e necessaria, di fare i conti con se stessi.

La storia si apre con il viaggio di Morgana, protagonista inquieta e irrisolta, che dopo oltre vent’anni torna nei luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza. Non si tratta di un ritorno nostalgico, ma di una discesa nel nucleo più oscuro della propria identità. Morgana ha provato a dimenticare, a lasciarsi alle spalle ferite e decisioni mancate, ma il passato, come accade spesso, non accetta di restare sepolto. È proprio nel confronto con quei luoghi e con ciò che rappresentano che la protagonista è costretta a riattraversare le tappe decisive della propria esistenza.

Il romanzo procede per frammenti, attraverso un’alternanza di presente e flashback che hanno spesso un carattere allucinatorio, vivido, quasi fisico. I ricordi non sono semplici rievocazioni, ma irrompono nella narrazione come presenze autonome, capaci di deformare il tempo lineare e di mescolare ciò che è accaduto con ciò che è rimasto in sospeso. In questo movimento a ritroso, Morgana affronta il dolore, la perdita, le occasioni mancate, fino a trovare la forza di un riscatto personale che passa dall’accettazione e dalla scelta di portare a compimento il proprio destino, questa volta senza sottrarsi.

Domani avevo vent’anni affronta una costellazione di temi complessi e profondamente attuali. Il fine vita e l’accettazione di sé diventano nodi centrali di una riflessione che non cede mai al didascalico, ma si affida alla forza emotiva della narrazione. Il tempo che scorre inesorabile, le seconde possibilità, il senso di sradicamento e il difficile approdo all’età adulta si intrecciano in una trama che riflette sull’imprevedibilità dell’esistenza e sulla tenacia dei sentimenti autentici, capaci di resistere agli anni e alle prove quotidiane. L’amore, l’amicizia e la lealtà appaiono come forze che travalicano i confini dell’esperienza individuale, spingendosi oltre la separazione, oltre la vita e la morte, in uno spazio che sfida l’idea stessa di finitudine.

Sul fondo del racconto si stagliano con forza le ambientazioni e le suggestioni degli anni Novanta, restituite attraverso luoghi, atmosfere e soprattutto musica, che accompagna l’adolescenza dei protagonisti come una colonna sonora emotiva. È un tempo sospeso, quello a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio, quando il futuro sembrava ancora aperto e le promesse non erano state del tutto tradite. In questo contesto, l’adolescenza viene raccontata come una stagione liminale, carica di possibilità e di illusioni, destinata però a scontrarsi con la durezza della realtà adulta.

Il titolo stesso del romanzo racchiude una contraddizione temporale che ne è anche la chiave di lettura più profonda. “Domani avevo vent’anni” suggerisce un tempo che si piega su se stesso, un futuro già passato e un passato che continua a proiettare la sua ombra sul presente. È in questa tensione che la memoria si rivela non come un semplice archivio, ma come uno strumento di salvezza, l’unico in grado di rallentare il trascorrere del tempo e di ricomporre ciò che si è frantumato.

All’uscita del libro, disponibile sul sito di The Wall Edizioni, ha preso avvio un ciclo di presentazioni dal vivo con firmacopie. Il prossimo appuntamento è in programma a Roma, venerdì 30 gennaio alle 18:30, presso Santedicola, in Piazza Imola nel quartiere San Giovanni. Un’occasione per incontrare l’autrice e approfondire un romanzo che, attraverso la forza della memoria, invita a guardare al passato non come a un peso, ma come a un passaggio necessario per continuare a vivere.

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