ogni giorno un incontro. scopri tutte le autrici e gli autori straordinari che una montagna di libri porta nelle fresche dolomiti tra l’8 e il 13 agosto. il premio strega, il genio di boccioni, le favole del comunismo raccontate agli albanesi. e un ricordo di beethoven. succede tutto a cortina!
Dieci anni di Premio Strega a Cortina

un filo diretto unisce da dieci anni il premio strega e una montagna di libri. in un pomeriggio d’estate, a cortina d’ampezzo, si terrà un incontro al vertice della letteratura, con il vincitore del riconoscimento che dal 1947 premia le pagine migliori della narrativa italiana.
quest’anno, l’evento sarà arricchito dalla presenza di donatella di pietrantonio, autrice del nuovo romanzo “l’età fragile”. nelle prime pagine, amanda prende per un soffio uno degli ultimi treni e torna a casa, in quel paese vicino a pescara da cui era scappata di corsa. a sua madre basta uno sguardo per capire che qualcosa in lei si è spento. lucia vorrebbe tenerla al riparo da tutto, ma c’è un segreto che non può nasconderle. a volte il tempo decide di tornare indietro: sotto a quella montagna che lucia ha sempre cercato di dimenticare, tra i pascoli e i boschi della sua età fragile, tutti i fili si tendono.
questa nuova edizione di una montagna di libri promette di essere un’esperienza indimenticabile per tutti gli amanti della letteratura, grazie alla presenza di autori di grande calibro e alla magia delle dolomiti che faranno da cornice agli incontri.
non perdete l’opportunità di immergervi in queste storie, di conoscere gli autori e di partecipare a discussioni stimolanti in uno dei luoghi più suggestivi d’italia. una montagna di libri vi aspetta a cortina d’ampezzo dall’8 al 13 agosto.
Quel sovversivo di Boccioni

“Per raccontare Umberto Boccioni spesso ho usato le sue stesse parole o quelle di chi l’ha conosciuto, in modo da restituire il senso più profondo dell’uomo e dell’artista”. Rachele Ferrario, storica e critica d’arte, ricostruisce la storia burrascosa del grande artista capofila del futurismo. Dall’infanzia tra Morciano di Romagna e Padova, all’apprendistato romano con Balla, l’amicizia con Sironi e Severini, il legame con Marinetti, l’amore con Margherita Sarfatti, i viaggi nella Parigi di Picasso, l’arresto, le risse nella Milano incandescente d’inizio secolo.
Boccioni è un outsider capace di tradurre in immagini la “selvaggeria futurista”, il movimento, la luce elettrica, i treni in corsa, gli stati d’animo di chi parte e di chi resta, l’energia dei primi anni del secolo. Ne sono prova i capolavori La città che sale, Idolo moderno, Forme uniche della continuità nello spazio. Boccioni è un sovversivo. Partecipe della temperie da cui nascerà il fascismo, è un futurista, crede nella guerra, e proprio nelle retrovie della Prima guerra mondiale troverà la morte. Oggi “i suoi colori, le sue immagini, le sue visioni” vibrano di eccezionale contemporaneità.
Appuntamento imperdibile
Non perdete l’occasione di approfondire la figura di Umberto Boccioni attraverso le parole di Rachele Ferrario, che offrirà una prospettiva unica su uno degli artisti più controversi e innovativi del XX secolo. L’incontro si terrà venerdì 9 agosto alle ore 18 presso il Grand Hotel Savoia. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Un evento che si preannuncia affascinante e ricco di spunti, capace di coinvolgere tanto gli appassionati di arte quanto i curiosi desiderosi di scoprire le molteplici sfaccettature di un artista che ha saputo anticipare i tempi con la sua visione rivoluzionaria.
Le favole del comunismo

Le favole del Paese delle Aquile raccontano del paese più felice che ci sia. Anche se non c’è l’acqua corrente, anche se ci sono più bunker che mucche, anche se la mamma di Ari l’ha lasciata dai nonni perché è rimasta incinta troppo giovane per poter lavorare, e anche se quando cade il muro di Berlino altro che fine immediata della dittatura: nel Paese delle Aquile ci sono solo disordine e omicidi e uomini con la faccia coperta. Quando cade il muro molti partono per l’Italia. Ma Ari e i nonni no, loro restano. E Ari aspetta che la madre torni a prenderla.
Due vite, una storia
Ci sono due Ari in questa storia: una è la bambina che vive in Albania tra gli anni Ottanta e Novanta, ed è senza scarpe, perché le scarpe non devono essere consumate e dunque si va scalzi; l’altra è una giovane donna che di scarpe ne ha moltissime e oggi vive nel centro di Milano, in un appartamento elegante. Le due si somigliano, forse perché sono la stessa Ari.
Anita Likmeta, con tenerezza e ironia, con allegria e spietatezza, esordisce nel romanzo e ci racconta un’infanzia dove, certe volte, pisciarsi sotto era l’unico modo per riscaldarsi.
Appuntamento con l’autrice
Non perdete l’occasione di ascoltare Anita Likmeta presentare il suo romanzo, che con maestria narra le sfide e le speranze di un’infanzia vissuta tra due mondi. L’incontro si terrà sabato 10 agosto alle ore 18 presso il Grand Hotel Savoia. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
