«L’uomo del Tanganyka» di Attilio Micheluzzi: il fumetto della Grande Guerra in Africa orientale

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Edizioni NPE prosegue, attraverso edizioni cartonate di grande formato delle sue opere, la collana dedicata al fumettista italiano Attilio Micheluzzi. La settima uscita, in libreria dal 2 settembre, è «L’uomo del Tanganyka».  

Il maestro Micheluzzi racconta gli orrori della Grande Guerra partendo da riferimenti storici e lasciando che il corso degli eventi emerga chiaramente attraverso le storie di uomini comuni.

Realizzato all’età di quarantotto anni e pubblicato da principio per la collana della Bonelli nell’ottobre 1978, «L’uomo del Tanganyka» descrive l’Africa orientale ai tempi del primo conflitto mondiale. Il Tanganyka, territorio governato dall’impero tedesco, si trova a sole 30 miglia di distanza da Zanzibar e dalle truppe inglesi: le operazioni belliche qui sembrano differenti da quelle che si stanno svolgendo in Europa. Lo spionaggio, in terre così impervie, diventa un’arma indispensabile per la sopravvivenza dei belligeranti ma soprattutto per l’esito delle ostilità.

Dal versante tedesco, il Reverendo Philips, spia del Kaiser sotto copertura. Dal lato opposto, a bordo di un idrovolante che sarà abbattuto, Ian Fermanagh, pilota e ingegnere minerario americano di origini irlandesi salvato proprio dall’aiuto tempestivo di Philips. Contraddistinti per la correttezza e l’onestà dell’uno verso l’altro, i due uomini saranno i protagonisti di affascinanti e suggestivi colpi di scena tra storia e avventura.

Attilio Micheluzzi inserisce inoltre una firma d’autore nelle didascalie, un commento ironico ai fatti illustrati, nel quale i personaggi sembrano sganciarsi momentaneamente dall’ambiente in cui vivono.

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