GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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Il ruolo della ricerca per lo sviluppo sostenibile dell’economia del mare

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l’ENEA è in prima linea nella ricerca al servizio dello sviluppo sostenibile con progetti specifici e collaborazioni internazionali, ne parliamo con il dottor Christian Chiavetta, ricercatore del dipartimento sostenibilità dell’Ente. Cambiamento climatico e rischi legati economici ed ambientali legati all’innalzamento del mare fino ad arrivare alle competenze specifiche necessarie per lo sviluppo dell’economia del mare, le blu skills sono i  temi affrontati nell’intervista in attesa della partecipazione al Blue Planet Economy European Maritime Forum’, il format internazionale dedicato alla Blue Economy in chiave euromediterranea, progetto organizzato da Fiera Roma e MAR – Marine Activities and Research Association, in collaborazione con Habitat World e Biennale Habitat e con il sostegno di Regione Lazio, Unioncamere Lazio e della Camera di Commercio di Roma che si terrà online il 7 e l’8 ottobre 2021 e che può essere seguito registrandosi a questo link

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Energia dal mare per la Blu Economy

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Seares srl è un’azienda italiana innovativa fondata nel 2018 che produce ormeggi di nuova generazione per il settore nautico, applicabili anche in altri settori industriali. Il nome deriva dall’unione di “Sea” (mare) e “Res” intesa sia come “research” (ricerca) che come “res” (dal latino “cosa, ricchezza”). La ricerca applicata alle “cose di mare”, uno spirito tecnologico abbinato al fascino del mondo marittimo per un’azienda dalla vocazione internazionale.

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Report Libia – Download

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Oltre il neoliberismo: evitare i ‘fenomeni morbosi più svariati’

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Nei suoi Quaderni dal Carcere, Antonio Gramsci descriveva con queste parole il periodo storico che stava vivendo, ossia gli anni ‘30 del XX Secolo, dove – almeno secondo l’intellettuale sardo – la classe borghese stava perdendo il suo ruolo di classe dirigente e si stava trasformando in classe dominante:

‘La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati.’

Le parole di Gramsci descrivono perfettamente qualsiasi periodo di graduale transizione, che può consistere nell’avvicendarsi tra classi sociali, partiti politici, ma soprattutto scuole di pensiero. In effetti, le parole di Gramsci ben delineano l’alternarsi tra teorie diverse (e spesso rivali): un determinato impianto teorico diventa obsoleto, incapace di spiegare la realtà che lo circonda, e tuttavia non si è ancora in presenza di una scuola di pensiero ben articolata che possa soppiantare quella precedente e affermarsi come teoria dominante o mainstream

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Politiche di coesione socio-territoriale: sinergia tra il Presidente del CdR Tzitzikostas ed il Vicepresidente della Regione Siciliana Armao

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Con una nota indirizzata al Vicepresidente ed Assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao, il Presidente del Comitato Europeo delle Regioni (CdR), ​Apostolos Tzitzikostas, esprime la piena condivisione delle politiche di coesione socio-territoriale della Regione Siciliane volte al rilancio economico, attraverso una corretta ripartizione delle risorse del PNR, ed in particolare all’azione di contrasto agli svantaggi economici per i cittadini e le imprese dell’Isola derivanti dalla condizione di insularità. Leggi Tutto

Quando tutto sarà finito. Ancora sulla necessità sociale di rivalutare lo strumento militare.

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Esattamente un anno fa, soffermandomi sulla immane tragedia del coronavirus, che ha impattato su tutto il mondo e – primo tra tutti – sul nostro Paese, avevo analizzato con questo articolo, in maniera volutamente prolissa e polemica, il ruolo sociale dello strumento militare e l’assoluta necessità di rivalutarlo e riconsiderarlo in maniera più benevola al termine della pandemia. Leggi Tutto

Bookreporter, Quarta Mafia di Antonio Laronga

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Bookreporter intervista il Procuratore Aggiunto della Repubblica Antonio Laronga, autore del libro “Quarta Mafia” edito da Paper First con la prefazione di Don Ciotti. Questo libro vuole rendere noti i contorni di una delle potenti organizzazioni criminali italiane, il suo autore in prima linea da 28 anni nella lotta a quella che ormai viene definita a pieno titolo la “Quarta mafia” localizzata nella provincia di Foggia ma ormai con legami consolidati con Ndrangheta, Mafia e Camorra a livello nazionale e internazionale. Organizzazione criminale attiva nel controllo del territorio, nel narco traffico e nel contrabbando in collusione con le organizzazioni Albanesi per il traffico di marijuana e eroina. Il suo libro “Quarta Mafia” edito da Paper First è acquistabile sui più importanti bookstore online.

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Mario Draghi alla guida del paese

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Mario Draghi ha sviluppato durante gli anni della sua carriera lavorativa una visione chiara e completa dei problemi dell’economia della società contemporanea e degli strumenti da utilizzare per migliorarla.

Lo dimostra sul campo in quanto uomo d’ azione, sia al tesoro negli anni novanta che a capo della BCE in seguito. Economista dalle scelte coraggiose, convinto che le incertezze non portino altro che al dissipamento delle potenzialità economiche.

La linea politica e umana di Draghi è fortemente condizionata dall’ insegnamento della Chiesa, la dottrina cattolica è  per lui fondamentale, il fatto che l’espulsione dell’ etica dal campo dell’ indagine scientifica sia stata messa in discussione abbia generato un modello incapace di dar conto compiutamente degli atti umani in ambito economico.

Il fine ultimo per Mario Draghi è il bene comune, se per raggiungerlo si è indifferenti all’ etica il profitto rischia di generare povertà.

Propone un modello in cui il trionfo delle disuguaglianze ampiamente sviluppatosi nell’ era della globalizzazione, venga abbattuto aggiornandosi al modello di concentrazione internazionale, non dimenticando i temi dell’uguaglianza e dell’ inclusione.

In questo momento storico afferma che la necessità sia di ricostruire la fiducia delle imprese, delle famiglie, delle persone nella capacità di crescita stabile delle economie.

La sua concentrazione al momento si focalizza sul Recovery Plan, cercando di spianare le incertezze di Bruxelles nei confronti della versione dell’ esecutivo uscente.

In tutto si tratta di 224 miliardi di euro ( circa 209 miliardi dal Recovery and Resilience Facility e 14 miliardi dal fondo Reacteu) che il nostro Paese riceverà entro il 2026.

Le critiche più pesanti sono rivolte alla mancanza di punti specifici in ciascun progetto, e di un crono programma dettagliato. Il recovery Plan così come si presenta nella versione del 12 gennaio rischia di aggravare il deficit di ulteriori 35, 6 miliardi di euro. Anche il piano industriale ha destato molte perplessità dopo le audizioni parlamentari con le principali forze produttive del paese, si dovrà quindi lavorare ad una versione aggiornata del piano anche mediante il confronto con gli steack holder.

Gli obiettivi da raggiungere prefissati sono sicuramente la crescita del PIL di tre punti al 2026, così da generare un impatto positivo su occupazione e su tutti gli indicatori del benessere, selezionando i singoli progetti  d’ investimento che puntano   a concentrare gli interventi su quelli trasformativi a maggiore impatto sull’ economia e sul lavoro.

Si procederà in oltre su un’ altra questione fondamentale,  Si procederà con la scelta di qualcuno che abbia più esperienza nella gestione di situazioni emergenziali? In molti, politici e tecnici, ipotizzano un maggior coinvolgimento della Protezione Civile, fin qui rimasta ai margini

Si vuole accelerare per la vaccinazione di massa, i volontari del sistema – 800mila persone, 300mila dei quali attivi – possono essere l’arma in più. Ma al di là dei nomi, è la linea che Draghi deciderà di seguire quella che conta.

L’altro aspetto importante a cui Draghi potrebbe guardare è quello indicato nelle raccomandazioni della Commissione europea in cui si chiedono due cose all’Italia “rafforzare resilienza e capacità del sistema sanitario per quanto riguarda gli operatori sanitari, i prodotti medici essenziali e le infrastrutture; migliorare il coordinamento tra autorità nazionali e regionali”. 

F.B. Fumarola

Alessandro Conte
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