GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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SOCIETA’ - page 7

20 aprile 2020 riaprono le librerie: la nuova festa della liberazione

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Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, proclamò l’insurrezione per liberare i territori ancora occupati dai nazifascisti. Bologna era stata liberato il 21 aprile, Genova il 23, Venezia il 28. Roma lo era già dal giugno del 1944 e Napoli il 30 settembre dell’anno prima. Il 25 aprile è la data simbolo che ancora oggi viene festeggiata e non certo il giorno in cui venne realizzata in un colpo solo la liberazione. Forse anche per questo viene contestata, distorta, manipolata e strumentalizzata.

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La morte corre in rete, tra Haters e cyberbullismo aumentano i suicidi

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Non è il titolo di un film dell’orrore o di un giallo, purtroppo, ma è drammatica realtà. La rete è, né più né meno, una piazza, un luogo dove incontrare persone, parlare e tenere molti degli stessi comportamenti che si possono tenere anche nel reale. In rete non sono possibili i contatti fisici, ma ciò non toglie che ai possa vivere nel virtuale la maggior parte di ciò che ci offre il reale, specialmente nel male. Continue reading “La morte corre in rete, tra Haters e cyberbullismo aumentano i suicidi” »

Roma Misteri e Segreti, la storia della Banda della Magliana

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Roma, fine anni 70, un gruppo di malviventi cambia la storia della città. diverse “batterie” di ladruncoli si uniscono e fanno il salto di qualità mettendosi così in evidenza che la mafia e la camorra li contattano per fare business sulla città. La loro crescita è cosi evidente che inquadrano del periodo difficile della storia d’Italia anche una parte dei servizi segreti si tiene d’occhio , li usa, li protegge. Questa è la storia della più famigerata organizzazione criminale che da anni ha tenuto la capitale sotto la sua minaccia, e ancora oggi non siamo sicuri che sia finita. Ascolta la puntata di Roma Misteri e Segreti nel podcast.

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La criminalità organizzata in America Latina, azioni e reazioni ai tempi del Covid-19.

L’attuale crisi provocata dal coronavirus in ogni angolo del mondo ha effetti sociali, economici e politici che sono riscontrabili anche negli affari delle organizzazioni criminali.

In Italia come negli altri paesi per frenare il contagio da Covid-19 si fermano imprese e industrie, e anche le mafie rallentano in alcuni settori criminali come la prostituzione, la tratta dei migranti o lo spaccio di droga. Tuttavia, come ha ben sottolineato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, le “Mafie sono presenti dove c’è da gestire denaro e potere. E le élite delle mafie fanno molte operazioni non per arricchirsi, ma per avere consenso, potere…”

Ora, se per un’istante pensiamo di far valere questo monito non solo per le organizzazioni criminali italiane, possiamo pensare che tutta la criminalità organizzata mondiale oggi patisce e reagisce agli effetti del Covid-19. Le parole del procuratore di Catanzaro hanno una grande rilevanza universale e riassumono benissimo le intenzioni delle organizzazioni criminali di tutto il mondo.

La crescente minaccia rappresentata dal coronavirus ha portato in superficie le già presenti disuguaglianze sociali sottostanti e ciò vale anche per le lacune della presenza statale e il ruolo dei gruppi criminali nel colmare tale vuoto.

Basta guardare al Brasile per vedere come i trafficanti di droga del Comando rosso (Comando Vermelho – CV) nella favela Ciudade de Deus di Rio de Janeiro, scalcando il governo centrale, soffocano l’espansione del virus imponendo il coprifuoco ai residenti.

Al contempo, l’esercito nazionale di liberazione in Colombia (Ejército de Liberación Nacional – ELN) ha annunciato il 30 marzo un cessate il fuoco di un mese, che è arrivato in seguito all’appello dell’ex leader ribelle Francisco Galá, il quale ha dichiarato “di cessare il fuoco… e di liberare il paese dalla paura della guerra, almeno per questi tempi di emergenza”, secondo El Tiempo.

Mentre nel vicino Venezuela diversi video testimoniano che gruppi di “colectivos” o gruppi armati filo-governativi impongono ai residenti nel quartiere 23 di Enero di Caracas e nel quartiere di Petare vicino a Caracas di rispettare i protocolli di igiene e di quarantena. Inoltre, secondo i media locali lo stesso regime di Nicolás Maduro ha invitato i civili armati ad affiancare i membri delle forze armate per imporre le restrizioni di quarantena.

In Guatemala, l’emergenza dichiarata dal governo ha spinto i membri della banda del Barrio 18 a concedere la sospensione del pizzo da parte dei venditori locali. Tuttavia, bande come la Unión de Tepito a Città del Messico, hanno mantenuto il racket nonostante la pandemia. In El Salvador, membri della banda della MS13 ed entrambe le fazioni del Barrio 18, i Rivoluzionari e Sureños, minacciano la popolazione locale con violenza a restare in quarantena.

Angélica Durán-Martínez, criminologa dell’Università di Chicago e Benjamin Lessing professore all’Università del Massachusetts, studioso di violenza criminale e governance in America Latina, hanno sostenuto a InSight Crime, che le ragioni delle bande per esercitare questo tipo di governance vanno ben oltre il semplice garantire il loro potere e controllo. Il loro tentativo è indirizzato a ottenere più capitale sociale, per favorire le loro operazioni criminali. Benjamin Lessing sostiene che, quando lo Stato non agisce, spesso gli attori criminali si assumono la responsabilità nel prendersi cura delle loro comunità.

“Riflette il loro interesse a mantenere il supporto sociale”, ha dichiarato Durán-Martínez. “Questi gruppi vedono sul territorio i chiari rischi che la comunità deve affrontare come il mancato accesso ad acqua pulita, sapone o disinfettante e nel momento in cui lo stato non adotta misure concrete per la tutela della salute pubblica, la responsabilità di quest’ultima finisce per essere nelle loro mani.”

Il paradosso del modus operandi delle organizzazioni criminali sta nel non essere sempre contraria o antagonista a come lo stato vuole governare. L’attuale crisi sanitaria, sociale ed economica riflette in realtà un caso in cui sia gli interessi statali e quelli criminali sembrano essere abbastanza convergenti. Proprio per questo è da considerare che l’altro virus che punta a rafforzarsi, sfruttando l’emergenza della pandemia, sono le varie organizzazioni. D’altronde quando lo stato è assente o come nel caso brasiliano sopraffatto dalla superficialità, la criminalità organizzata trova terreno fertile per proliferare e rafforzarsi.

Covid-19: Privacy o lotta al contagio? Cosa fare?

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In questi giorni per combattere l’epidemia si preannuncia la possibilità di tracciare le persone positive al Covid-19 ed i loro contatti. Il tracciamento verrebbe effettuato attraverso l’utilizzo di big data forniti dagli operatori di telefonia mobile in un ambito, e con finalità, attualmente non previsti in materia di privacy .

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Roma misteri e segreti, il delitto di via Poma un caso mai risolto – Podcast

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In una calda giornata d’estate roma viene sconvolta da un fatto di sangue, una giovane segretaria viene uccisa brutalmente nell’ufficio dive lavorava in via Poma, nel quartiere Prati della capitale. Un assimilo efferato sul quale si è indagato per mesi, anni con indiziati e presunti colpevoli, assolti poi in giudizio. Un caso che ancora oggi non ha un colpevole certo e non può considerarsi chiuso.

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Il virus blocca l’Italia, il PIL decresce e le mafie festeggiano

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Il contagio, la quarantena, il blocco delle attività imprenditoriali, strade deserte e morti di malasanità per mancanza di letti e respiratori. L’eccezionalità dell’evento fa puntare tutti gli occhi sui disagi,lo jogging traditore e le passeggiate assassine mentre l’Italia del volontariato si rimbocca le maniche e fa quello che lo stato dovrebbe garantire.

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Alessandro Conte
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