L’Europa comincia a interrogarsi concretamente sul proprio futuro nella bassa orbita terrestre. L’ESA ha affidato a due consorzi industriali studi preliminari per valutare la fattibilità di un futuro avamposto orbitale europeo, guardando allo scenario che si aprirà con il progressivo pensionamento della Stazione Spaziale Internazionale.
Non significa che Bruxelles abbia già deciso di costruire una nuova stazione spaziale. Gli studi rappresentano però un passaggio importante perché affrontano una questione destinata a diventare centrale nel prossimo decennio: come garantire all’Europa un accesso autonomo alle infrastrutture umane in orbita.
La partita riguarda ricerca scientifica e astronauti, ma anche industria. Microgravità, biotecnologie, nuovi materiali, manutenzione orbitale e produzione nello spazio potrebbero diventare segmenti commerciali sempre più importanti.
L’Europa sta contemporaneamente investendo nello sviluppo di capacità autonome per il trasporto cargo. La combinazione tra trasporto e infrastrutture orbitali potrebbe costituire il primo nucleo di un ecosistema europeo post-ISS, riducendo la dipendenza dalle future piattaforme commerciali statunitensi.
