Baltico, notte di tensione per la NATO: drone abbattuto in Lituania e fregata russa ingaggia un elicottero danese

Due incidenti nel giro di poche ore riaccendono l’allarme sul fianco nord-orientale della NATO. In Lituania due Eurofighter italiani hanno neutralizzato un drone entrato nello spazio aereo del Paese. Al largo della Danimarca una fregata russa ha lanciato due razzi di segnalazione verso un elicottero militare danese, uno dei quali è passato a breve distanza dal velivolo. Episodi distinti, ma inseriti in un quadro di crescente pressione militare nel Baltico.

Il primo allarme è scattato nei cieli della Lituania. Nella notte tra il 14 e il 15 settembre due caccia Eurofighter F-2000 dell’Aeronautica Militare italiana, appartenenti alla Task Force Air “Baltic Thunder III”, sono decollati in modalità scramble dopo la segnalazione di un velivolo senza pilota entrato nello spazio aereo lituano.

I caccia italiani, impegnati nella missione NATO di difesa aerea sul fianco orientale, hanno intercettato e neutralizzato il drone secondo le procedure operative dell’Alleanza. Le autorità stanno ancora lavorando per determinarne con certezza provenienza e caratteristiche. Secondo le prime informazioni, il velivolo sarebbe entrato in Lituania dalla direzione della Bielorussia; l’eventuale origine russa resta invece da confermare attraverso le indagini delle autorità lituane e della NATO.

Per l’Aeronautica italiana si tratta del secondo episodio di questo tipo nell’arco di un mese. Un dato che conferma quanto la missione di sorveglianza aerea nei Paesi baltici sia passata da attività prevalentemente di deterrenza a dispositivo chiamato sempre più spesso a reagire a situazioni operative reali.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, impegnato proprio in queste ore in una missione sul fianco orientale dell’Alleanza, ha collegato direttamente l’incidente alla presenza militare italiana nella regione. «È anche per episodi come questo che la presenza dei nostri militari sul Fianco Est è fondamentale, a garanzia della sicurezza collettiva», ha dichiarato, annunciando la visita ai contingenti italiani dopo la tappa di ieri in Bulgaria e gli incontri previsti in Polonia, Lettonia e Lituania.

Nel Baltico una fregata russa sfiora un elicottero danese con un flare

Quasi contemporaneamente, alcune centinaia di chilometri più a ovest, un secondo episodio ha interessato direttamente un altro Paese della NATO.

Un elicottero Fennec dell’Aeronautica danese stava effettuando una normale missione di documentazione fotografica di una fregata russa che navigava in acque internazionali al largo di Gedser, all’estremità meridionale dell’isola danese di Falster. Secondo il comando delle Forze armate danesi, dalla nave russa sono stati lanciati due flares, dispositivi pirotecnici normalmente utilizzati in mare come segnali di attenzione. Uno dei due è passato a breve distanza dall’elicottero. Non sono stati registrati danni al velivolo né feriti tra l’equipaggio.

La reazione politica di Copenaghen è stata immediata. Il ministro della Difesa Jeppe Bruus ha definito grave l’accaduto, sostenendo che l’episodio dimostra un aumento della propensione russa ad assumere rischi nelle interazioni con le forze occidentali. Il governo danese ha quindi deciso di convocare l’ambasciatore russo Vladimir Barbin.

Mosca ha però respinto la ricostruzione politica danese. L’ambasciatore russo ha accusato a sua volta gli elicotteri militari di Copenaghen di avere compiuto manovre pericolose in prossimità delle unità navali russe e ha presentato una nota di protesta. Il confronto, dunque, si è rapidamente spostato dal piano militare a quello diplomatico.

Due episodi diversi, un unico punto critico

Non ci sono al momento elementi per stabilire un collegamento operativo tra quanto accaduto in Lituania e l’incidente nelle acque al largo della Danimarca. La quasi contemporaneità dei due episodi assume però un significato particolare per la NATO.

Il Baltico è ormai uno dei principali spazi di contatto diretto tra le forze russe e quelle dell’Alleanza. L’adesione di Finlandia e Svezia alla NATO ha modificato profondamente la geografia strategica della regione, mentre Polonia e Stati baltici costituiscono il tratto più esposto del fianco orientale. Navi, caccia, sistemi radar e reparti terrestri operano in un’area relativamente ristretta, nella quale anche un incidente limitato può produrre conseguenze politiche e militari difficili da prevedere.

È questo l’aspetto più delicato della notte appena trascorsa. In Lituania la catena NATO di sorveglianza, identificazione e intercettazione ha portato all’impiego di caccia italiani contro un drone che aveva violato lo spazio aereo di uno Stato membro. Nel Baltico meridionale, invece, un mezzo militare russo e uno danese si sono trovati abbastanza vicini perché un dispositivo pirotecnico lanciato dalla fregata passasse a poca distanza dall’elicottero.

La soglia dello scontro armato non è stata superata. Ma diminuisce lo spazio disponibile per gestire un errore, una valutazione sbagliata o una manovra interpretata come ostile. È proprio su questa zona grigia che si concentra oggi l’attenzione dell’Alleanza: mantenere una presenza militare credibile senza permettere che una sequenza di provocazioni e incidenti trasformi il Baltico nel punto di innesco di una crisi più ampia.

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