Serbia e Nepal: l’UE attiva Copernicus e il Meccanismo di protezione civile

“Strade spazzate via. Villaggi stroncati. Famiglie alla ricerca di persone scomparse. Le inondazioni improvvise in Nepal hanno distrutto le comunità che si stavano già ricostruendo dai disastri del passato. L’UE è al loro fianco, stanziando 2 milioni di euro per fornire assistenza sanitaria urgente, cibo, acqua e alloggi”, ha dichiarato Hadja Lahbib, la Commissaria per la preparazione e la gestione delle crisi, due giorni dopo l’evento.

Questi fondi, sommati ai quasi 3 milioni di euro di aiuti umanitari stanziati all’inizio dell’anno per la preparazione alle emergenze, servono a fornire l’assistenza necessaria immediatamente successiva alla devastante alluvione, costruendo rifugi preposizionati e distribuendo beni di prima necessità.  

Ma la situazione in Nepal, segnata dalle devastanti inondazioni del 26 agosto, non è l’unica ad aver messo in ginocchio una popolazione e ad aver necessitato di aiuti dall’esterno: il 21 dello stesso mese, a causa della vastità degli incendi che hanno colpito la Riserva Naturale Speciale delle Sabbie di Deliblato e altre aree, la Serbia ha richiesto assistenza attraverso il Meccanismo di protezione civile dell’UE.

“Questi incendi stanno mettendo a dura prova i vigili del fuoco e le comunità serbe. In questo momento difficile, l’Europa è fermamente al fianco della Serbia e del suo popolo: le nostre squadre e i nostri aerei continuano a lavorare fianco a fianco con i soccorritori serbi per domare gli incendi. Questa è la solidarietà europea in azione e continueremo a fornire supporto man mano che la situazione si evolve”, ha dichiarato Lahbib. 

Due emergenze in due angoli diversi del mondo, ma la stessa risposta europea: un intervento rapido basato sulla fornitura di aiuti umanitari e mezzi di soccorso. In entrambi i casi, inoltre, è stato utilizzato il servizio di gestione delle emergenze Copernicus, un sistema che impiega immagini satellitari e altri dati geospaziali per fornire servizi di mappatura gratuiti in caso di rischi naturali e disastri di origine antropica in tutto il mondo. Le tempistiche sono state però differenti: per quanto riguarda la Serbia, infatti, il sistema Copernicus era già stato attivato l’8 agosto, quindi prima della richiesta serba di assistenza.

Le mappe delle aree colpite consentono di coordinare le attività sul campo tra le autorità nazionali e le squadre europee, e di monitorare l’evoluzione dell’emergenza. Secondo gli ultimi dati Copernicus, aggiornati al 26 agosto, gli incendi hanno interessato circa 13.920 ettari, minacciando una delle aree naturali più importanti della Serbia e mettendo a dura prova le capacità di intervento locali che, proprio per tale ragione, si sono rivolte al meccanismo di protezione civile dell’UE. Quest’ultimo, in meno di 24 ore dalla richiesta, ha esteso il supporto al Paese fino al 5 settembre e messo a disposizione quattro elicotteri forniti dalla riserva strategica di rescEU. Si tratta di un sistema di capacità e scorte europee, interamente finanziato dall’Unione e finalizzato a rispondere alle catastrofi, che comprende mezzi aerei antincendio, squadre di specialisti medici e prodotti per l’energia e l’alloggio. 

Seppur diverse per natura e dimensione, le emergenze in Nepal e in Serbia mostrano come la capacità dell’Unione europea di rispondere alle catastrofi si basi sempre più sull’integrazione tra tecnologia, coordinamento e risorse operative: dalle immagini satellitari di Copernicus, che consentono di mappare velocemente le aree colpite, alle capacità messe a disposizione dal Meccanismo di protezione civile dell’UE e dalla riserva strategica rescEU, la risposta europea punta a trasformare tempestivamente i dati raccolti in interventi concreti.

In un contesto caratterizzato da eventi estremi sempre più complessi e difficili da prevedere, disporre di strumenti comuni e immediatamente attivabili diventa quindi essenziale. 

La preparazione alle emergenze e il finanziamento di capacità condivise permettono all’Unione di non limitarsi a intervenire quando una crisi è già in corso, ma di costruire in anticipo gli strumenti necessari per affrontarla. Copernicus e il sistema europeo di protezione civile rappresentano, in questo senso, due componenti complementari di una stessa strategia: conoscere tempestivamente la portata di un’emergenza per poter coordinare, nel minor tempo possibile, una risposta efficace.


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