Francia, Glucksmann si candida all’Eliseo: «Voglio vincere e risollevare il Paese»

Raphaël Glucksmann rompe gli indugi e annuncia la propria candidatura alle elezioni presidenziali francesi del 2027. Il leader del movimento socialdemocratico Place Publique ha ufficializzato la decisione durante un’intervista all’emittente TF1, confermando anche la partecipazione alle primarie che saranno organizzate in ottobre insieme al Partito socialista.

«Sono candidato per risollevare la Francia», ha dichiarato Glucksmann, descrivendo la preoccupazione suscitata dalla situazione del Paese e dalle possibili conseguenze politiche dei prossimi mesi. Il parlamentare europeo ha assicurato di non voler svolgere un ruolo soltanto simbolico nella competizione: «Mi candido per vincere».

Una decisione che, secondo il leader di Place Publique, sarebbe stata presa «con gravità» e nella convinzione di possedere una visione capace di offrire alla Francia una nuova prospettiva. Glucksmann proverà ora a conquistare la candidatura ufficiale dell’area socialista, contando successivamente sull’organizzazione territoriale e politica del PS per affrontare la campagna elettorale.

Il suo principale avversario alle primarie potrebbe essere Olivier Faure. Il segretario del Partito socialista non ha ancora annunciato ufficialmente la candidatura, ma continua a sostenere una strategia fondata sull’unità delle diverse componenti della sinistra francese.

Glucksmann ha invece escluso categoricamente nuovi accordi con La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon, formazione che accusa, tra l’altro, di ambiguità sull’antisemitismo. La scelta rende più profonda la frattura interna alla gauche e delinea due progetti alternativi: da una parte l’alleanza più ampia sostenuta da Faure, dall’altra una proposta socialdemocratica, europeista ed ecologista autonoma dalla sinistra radicale.

Alle ultime elezioni europee Glucksmann era risultato il candidato più votato della gauche, raggiungendo il 13,8%. Secondo i sondaggi citati, si attesterebbe attualmente tra il 10 e l’11%, mentre Mélenchon sarebbe intorno al 15%. Numeri che confermano la frammentazione dello schieramento progressista e rendono le primarie decisive per definire leadership e strategia.

Noto per le sue posizioni fermamente contrarie alla politica del presidente russo Vladimir Putin e per il convinto sostegno all’integrazione europea, Glucksmann ha aperto al dialogo con gli Ecologisti, ancora divisi sulla linea da seguire verso le presidenziali. «Hanno avuto ragione prima di tutti sulla catastrofe climatica», ha affermato, invitandoli a costruire insieme una «Repubblica ecologica».

Tra i primi punti programmatici annunciati figurano l’aumento delle retribuzioni nette dei lavoratori attraverso una riduzione degli oneri sociali sugli stipendi e una maggiore tassazione dei grandi patrimoni ereditari. Glucksmann ha inoltre promesso un piano di salvataggio della scuola pubblica.

L’annuncio della candidatura ha avuto anche una conseguenza immediata nel panorama televisivo francese. France Télévisions ha deciso di sospendere Léa Salamé, compagna di Glucksmann e conduttrice del telegiornale delle 20 su France 2, per evitare possibili conflitti d’interesse durante la campagna elettorale.

Con la discesa in campo del leader di Place Publique comincia così la lunga corsa della sinistra francese verso l’Eliseo. Prima di sfidare gli avversari degli altri schieramenti, Glucksmann dovrà però vincere il confronto interno e dimostrare di poter riunire socialisti ed ecologisti attorno a una candidatura competitiva.

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