Harry e Meghan tornano nel Regno Unito: i limiti del Megxit tra contratti saltati e costi milionari

Archie e Lilibet inizieranno a frequentare una scuola britannica a settembre. È questo il segnale più concreto del riavvicinamento di Harry e Meghan al Regno Unito, sei anni dopo il trasferimento in California e la rottura con la vita di corte. Dietro il ritorno dei duchi del Sussex emergono ragioni familiari, ma anche un progetto economico che non avrebbe prodotto la stabilità sperata.

Quando lasciarono gli incarichi reali nel 2020, Harry e Meghan disponevano di una visibilità globale difficile da eguagliare. L’intervista concessa a Oprah Winfrey nel marzo 2021 raggiunse milioni di spettatori e aprì una stagione di accordi con le principali piattaforme. Spotify firmò con la coppia un contratto stimato in 15 milioni di sterline, circa 17,5 milioni di euro. Netflix offrì condizioni ancora più vantaggiose per documentari, serie e contenuti destinati al pubblico internazionale.

Il successo iniziale non si è trasformato in una produzione continuativa. La collaborazione con Spotify si è interrotta nel 2023 dopo una sola stagione del podcast “Archetypes”, condotto da Meghan. Bill Simmons, dirigente della piattaforma, attaccò pubblicamente i Sussex con parole molto dure. Anche il rapporto con Netflix è stato successivamente ridimensionato, riducendo una delle principali fonti di reddito costruite dalla coppia dopo l’uscita dalla Casa reale.

«Le cose non sono andate come probabilmente speravano», ha osservato Bronte Coy, corrispondente senior per le questioni reali di News.com.au. Secondo la giornalista, la fine dell’accordo con Spotify e il ridimensionamento di quello con Netflix avrebbero indebolito la sicurezza economica cercata dai Sussex negli Stati Uniti.

A pesare sui conti sono soprattutto le spese per la protezione personale. Dopo il trasferimento oltreoceano, Harry e Meghan hanno dovuto affidarsi a un servizio privato, con costi definiti «enormi» da Coy. La sicurezza resta uno dei nodi più delicati nei rapporti tra il principe e le istituzioni britanniche, anche per la diversa tutela garantita durante le visite nel Regno Unito.

Il ritorno non può però essere letto soltanto attraverso i contratti e le spese. La decisione di iscrivere Archie e Lilibet a scuole britanniche riporta al centro il rapporto dei bambini con la famiglia paterna, la cultura del Paese e un sistema educativo al quale Harry è legato per formazione. Archie, nato nel 2019, e Lilibet, nata in California nel 2021, sono cresciuti lontano dalla quotidianità della monarchia e hanno avuto contatti limitati con i parenti britannici.

L’esperta di questioni reali Jennie Bond interpreta la scelta come una possibile concessione di Meghan alle esigenze familiari. «Forse si sta sacrificando per il bene comune, perché non sono sicura che tornare a vivere nel Regno Unito sia davvero quello che vuole», ha dichiarato. Bond invita tuttavia a concedere alla coppia il beneficio del dubbio e a considerare il trasferimento come una possibile occasione di riconciliazione.

Il rientro di Meghan presenta una dimensione personale più complessa. Nell’intervista con Oprah Winfrey, la duchessa raccontò di aver sofferto gravemente durante il periodo trascorso come membro attivo della Famiglia reale e di aver avuto pensieri suicidi. Bond ha richiamato quell’esperienza per mettere in guardia contro una nuova campagna ostile nei suoi confronti. Il ritorno riaprirà inevitabilmente il confronto con una stampa britannica con la quale i Sussex hanno mantenuto rapporti conflittuali.

Meghan non sembra intenzionata ad abbandonare le proprie attività imprenditoriali. Il marchio As Ever, nato attorno a prodotti alimentari e articoli legati allo stile di vita, punta a espandersi oltre il mercato statunitense. La Bbc ha evocato uno scenario dal forte valore simbolico: le marmellate della duchessa sugli stessi scaffali dei prodotti biologici riconducibili al Ducato reale.

Il Megxit aveva promesso indipendenza finanziaria, controllo della propria immagine e libertà dalle regole di Buckingham Palace. Ha prodotto contratti milionari e una nuova esposizione mediatica, senza spezzare il legame dei Sussex con la monarchia. Ogni progetto, intervista o controversia ha continuato a essere valutato attraverso l’appartenenza di Harry alla famiglia reale.

Il ritorno nel Regno Unito non cancella la scelta compiuta nel 2020. Ne mostra piuttosto i limiti. La California ha offerto autonomia, ma a un prezzo economico e personale elevato; Londra può garantire radici e relazioni familiari, senza assicurare una tregua con la stampa o una piena ricomposizione con la Casa reale. A settembre, con l’ingresso di Archie e Lilibet nelle scuole britanniche, inizierà una fase nuova. Saranno i rapporti familiari, più dei contratti televisivi, a stabilire se si tratta di un ritorno stabile o di un altro capitolo provvisorio nella storia dei Sussex.

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