Proseguono i lavori sulle principali linee ad alta velocità. Entro il 2030 Pechino punta a una rete complessiva di 180 mila chilometri. La Cina continua a investire sull’espansione della propria rete ferroviaria, considerata da Pechino uno degli strumenti principali per sostenere la crescita economica, collegare le aree interne ai grandi centri produttivi e ridurre le distanze tra le regioni del Paese.
Nei primi sette mesi del 2026 gli investimenti in immobilizzazioni nel settore hanno raggiunto i 440,6 miliardi di yuan, pari a circa 64,9 miliardi di dollari. Il dato, diffuso dalla China State Railway Group, segna un aumento dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le risorse stanno alimentando una serie di progetti strategici distribuiti in diverse aree della Cina. Tra gli interventi più recenti figura l’apertura della stazione di Foshan, lungo la ferrovia ad alta velocità Guangzhou-Zhanjiang, nella provincia meridionale del Guangdong. L’infrastruttura è destinata a rafforzare i collegamenti tra alcuni dei principali poli urbani e industriali della regione.
Nel nord-ovest del Paese sono invece iniziati i test sull’intero tracciato della linea ad alta velocità Xi’an-Ankang. Il collegamento avrà un ruolo rilevante nel migliorare l’accessibilità della provincia dello Shaanxi e nell’integrare maggiormente i territori interni con i corridoi ferroviari nazionali.
La costruzione di nuove linee produce effetti che vanno oltre il settore dei trasporti. Cantieri, stazioni e nodi logistici stimolano la domanda di acciaio, cemento, tecnologie di segnalamento e materiale rotabile. Allo stesso tempo, collegamenti più rapidi possono favorire la mobilità dei lavoratori, il turismo e la distribuzione delle merci, attirando nuovi investimenti nei territori attraversati.
La ferrovia resta quindi una componente centrale della politica infrastrutturale cinese. L’obiettivo non consiste soltanto nell’aumentare il numero dei chilometri disponibili, ma nel realizzare una rete più capillare ed efficiente, capace di sostenere lo sviluppo delle regioni meno connesse e di alleggerire la pressione sui grandi assi urbani costieri.
Alla fine del 2025 la rete ferroviaria operativa cinese aveva raggiunto una lunghezza complessiva di 165 mila chilometri. Oltre 50 mila erano costituiti da linee ad alta velocità, un’estensione che conferma il primato mondiale conquistato dalla Cina in questo settore.
I programmi di Pechino prevedono un’ulteriore crescita nel corso dei prossimi quattro anni. Entro il 2030 la rete nazionale dovrebbe arrivare a 180 mila chilometri, circa 60 mila dei quali ad alta velocità. Rispetto ai livelli registrati alla fine del 2025, il piano implica la realizzazione di altri 15 mila chilometri di ferrovie, compresi circa 10 mila chilometri di nuove linee veloci.
La China State Railway Group ha annunciato che proseguirà con i principali progetti già avviati, concentrandosi anche sulla qualità e sull’efficienza della spesa. Dietro l’espansione ferroviaria emerge una strategia precisa: utilizzare le infrastrutture per sostenere l’attività economica nel breve periodo e, parallelamente, costruire le connessioni necessarie alla trasformazione industriale e territoriale del Paese.
Fonte: Agenzia XinHua
