Il sisma più violento dell’ultimo decennio ha distrutto abitazioni e danneggiato scuole e ospedali. Oltre cento le vittime secondo le prime stime. L’Organizzazione si prepara a intervenire nelle comunità più colpite.
Il violento terremoto che ha colpito la Colombia occidentale ha lasciato migliaia di bambini e famiglie in una condizione di paura e profonda incertezza. Abitazioni distrutte, scuole danneggiate, ospedali evacuati e servizi essenziali interrotti stanno aggravando le conseguenze di una catastrofe il cui impatto complessivo non è ancora possibile valutare.
A lanciare l’allarme è Save the Children, che definisce il sisma il più forte registrato in Colombia nell’ultimo decennio. L’Organizzazione, presente nel Paese da quarant’anni, sta monitorando la situazione ed è pronta a sostenere le comunità maggiormente colpite.
Il terremoto si è verificato nella mattinata del 10 agosto, mentre molte famiglie si trovavano ancora nelle proprie case o stavano iniziando le attività quotidiane. La scossa ha provocato distruzioni diffuse nella regione del Pacifico ed è stata avvertita anche in Venezuela.
Il bilancio resta provvisorio. Secondo le prime stime riferite da Save the Children, oltre cento persone avrebbero perso la vita, tra loro anche alcuni bambini. Numerosi i feriti, mentre si teme che altre persone possano essere ancora intrappolate sotto le macerie degli edifici crollati.
Scuole e ospedali danneggiati
Le operazioni di ricognizione procedono con difficoltà. Le infrastrutture danneggiate, le interruzioni dell’energia elettrica e i problemi alle reti di comunicazione impediscono alle autorità e alle organizzazioni umanitarie di raggiungere alcune delle aree maggiormente colpite.
Le segnalazioni raccolte finora indicano il crollo di diversi edifici e gravi danni alle strutture pubbliche. Scuole e ospedali sono stati evacuati e, in molti casi, non risultano più pienamente utilizzabili. Una situazione che rischia di privare i bambini dell’accesso all’istruzione, alle cure mediche e a luoghi protetti proprio nella fase più critica dell’emergenza.
La distruzione o l’inagibilità delle scuole non rappresenta soltanto un’interruzione delle attività didattiche. Dopo una catastrofe naturale, questi edifici possono diventare punti di riferimento per l’accoglienza degli sfollati, la distribuzione degli aiuti e la creazione di spazi sicuri nei quali assistere i minori.
Anche i danni alle strutture sanitarie destano particolare preoccupazione. Oltre ai feriti provocati direttamente dal sisma, nei prossimi giorni sarà necessario garantire la continuità delle cure ai bambini, alle donne incinte, agli anziani e alle persone affette da patologie croniche.
I rischi per i minori
«Un terremoto può sconvolgere la vita di un bambino in un istante», ha dichiarato Maria Mercedes Liévano, direttrice di Save the Children Colombia. «Dopo un evento catastrofico come questo, i più piccoli devono affrontare gravi rischi per la loro sicurezza, il loro benessere e l’accesso ai servizi essenziali».
Secondo l’Organizzazione, i bambini sono tra le persone più vulnerabili nelle emergenze sismiche. Il pericolo non è limitato alle conseguenze immediate dei crolli. L’allontanamento dalle abitazioni, la separazione dai familiari, la perdita dei consueti punti di riferimento e la permanenza in strutture temporanee possono esporli a ulteriori rischi per la salute e la protezione.
A questi fattori si aggiunge l’impatto psicologico. Paura, insonnia, ansia e difficoltà a separarsi dagli adulti di riferimento sono reazioni frequenti dopo un’esperienza traumatica. La possibilità di tornare a una quotidianità riconoscibile, frequentare ambienti protetti e ricevere un sostegno adeguato diventa quindi parte integrante della risposta umanitaria.
Particolare attenzione dovrà essere riservata ai minori rimasti soli o separati dalle famiglie durante le evacuazioni. La loro identificazione e il ricongiungimento con i genitori o con altri adulti responsabili rappresentano una priorità nelle prime fasi dell’emergenza.
Necessari aiuti immediati e assistenza a lungo termine
Mentre le squadre di soccorso continuano a cercare eventuali sopravvissuti, cresce la necessità di fornire acqua potabile, alimenti, ripari temporanei, assistenza sanitaria e beni di prima necessità.
Nei giorni e nelle settimane successive sarà indispensabile affiancare agli interventi salvavita un sistema di protezione per i bambini e le famiglie. La risposta dovrà comprendere anche il sostegno psicologico, la riattivazione delle attività educative e la predisposizione di spazi sicuri per i minori.
Save the Children ha annunciato di essere pronta a intervenire a sostegno delle comunità colpite, concentrando le risorse nelle zone in cui emergeranno le necessità più urgenti. L’Organizzazione opera in Colombia da quarant’anni e possiede esperienza nelle regioni segnate da calamità naturali, conflitti armati, violenza, povertà, cambiamenti climatici e flussi migratori.
L’effettiva portata dell’emergenza potrà essere definita soltanto quando sarà possibile raggiungere anche le località più isolate. Nel frattempo, l’obiettivo resta duplice: salvare chi si trova ancora sotto le macerie e impedire che le conseguenze del terremoto compromettano ulteriormente la sicurezza e il futuro dei bambini colombiani.
Per contribuire agli interventi di emergenza è possibile consultare la pagina di Save the Children.
