Meta, Zuckerberg lancia il manifesto per un’intelligenza artificiale aperta

Mark Zuckerberg rilancia la sfida di Meta nel settore dell’intelligenza artificiale, proponendo un modello di sviluppo più aperto e meno concentrato nelle mani di poche aziende. Nel manifesto “The Future is for Everyone”, il fondatore del gruppo sostiene che l’accesso alla futura superintelligenza rappresenterà una delle questioni decisive dei prossimi anni.

La strategia punta sull’open source come strumento per favorire innovazione, crescita economica e diffusione delle tecnologie avanzate. Una posizione che assume anche un significato geopolitico, mentre la Cina guadagna terreno attraverso aziende e modelli come DeepSeek e Kimi.

Meta risponde con Muse Glimmer, un modello da 30 miliardi di parametri progettato per funzionare direttamente sui dispositivi degli utenti, e con l’apertura dei pesi di Muse Spark 1.2. Secondo Zuckerberg, le democrazie occidentali devono guidare lo sviluppo di un ecosistema aperto per non lasciare spazio alle tecnologie prodotte dai Paesi rivali.

Il numero uno di Meta chiede inoltre agli Stati Uniti di alleggerire i vincoli sull’utilizzo dei dati per l’addestramento e di tutelare la “distillazione”, il procedimento attraverso il quale un modello apprende osservando i risultati prodotti da altri sistemi. Limitare la diffusione dei modelli statunitensi, avverte, potrebbe indebolire la leadership tecnologica americana.

Sul fronte della sicurezza, Meta propone una collaborazione preventiva con le istituzioni, attraverso la condivisione dei risultati intermedi dell’addestramento. Le agenzie governative potrebbero così individuare eventuali vulnerabilità prima della pubblicazione dei nuovi modelli.

Zuckerberg intende anche ridurre la concentrazione delle decisioni all’interno della stessa azienda, affidando al consiglio di amministrazione l’approvazione dei criteri di sicurezza. A questa impostazione si aggiunge il “Future Is For Everyone Fund”, dotato di un miliardo di dollari e destinato alle comunità che ospitano i data center di Meta.

L’obiettivo finale è sviluppare una “superintelligenza personale” accessibile a miliardi di persone: agenti digitali capaci di assistere gli utenti e dotati di modalità private non accessibili neppure ai fornitori del servizio. Zuckerberg respinge infine l’idea di un’intelligenza artificiale destinata a cancellare gran parte del lavoro umano e critica l’ipotesi che una ristretta élite possa controllarne da sola lo sviluppo. Una posizione destinata ad alimentare un confronto che ormai coinvolge non soltanto la Silicon Valley, ma anche governi e istituzioni internazionali.

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