Il Parlamento ha autorizzato il governo a chiedere l’attivazione della clausola di salvaguardia europea per finanziare investimenti aggiuntivi nella sicurezza energetica e nella difesa. La richiesta italiana corrisponderà complessivamente all’1,5% del Pil nel triennio: lo 0,6% per l’energia, pari a circa 14,4 miliardi di euro, e lo 0,9% per la difesa, vicino ai 22 miliardi.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha definito il ricorso al deficit una scelta «difficile e impopolare», motivata dalla necessità di rafforzare l’autonomia energetica e la sicurezza nazionale. Le risorse seguiranno calendari differenti. Gli interventi energetici saranno concentrati nel 2027 e nel 2028, con un limite annuale dello 0,3% del Pil, mentre la maggior parte delle spese militari dovrebbe ricadere sul 2028.
Una prima quota dei progetti energetici potrebbe essere anticipata al 2026. Il governo intende infatti presentare a Bruxelles i primi programmi entro metà agosto. Potranno essere finanziate esclusivamente misure aggiuntive decise dopo il 28 febbraio 2026, destinate a migliorare la sicurezza del sistema, favorire la transizione verde e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e dalle forniture estere.
Per la difesa saranno ammesse sia spese correnti sia investimenti. Il governo potrà inoltre rimodulare risorse già stanziate, modificando i tempi di consegna dei materiali e liberando possibili margini per la prossima legge di bilancio.
Sul quadro pesa però l’incognita del deficit 2025. Se il disavanzo non sarà rivisto al ribasso rispetto al 3,1%, l’Italia potrebbe restare nella procedura europea per deficit eccessivo fino al 2030. Dati più aggiornati saranno disponibili soltanto alla fine di settembre.
Nel frattempo, la maggioranza prepara una manovra autunnale segnata dall’avvicinarsi delle elezioni. Sul tavolo figurano pensioni, riduzioni fiscali, bollo auto e tredicesime, ma le clausole europee potranno finanziare soltanto energia e difesa. Le altre misure dovranno quindi trovare coperture autonome, rendendo ancora incerta l’ipotesi di una legge di bilancio da 30 miliardi.
