La Brigata “Pozzuolo del Friuli” ha assunto il comando del Settore Ovest della missione UNIFIL nel Libano meridionale, raccogliendo il testimone della Brigata “Sassari” al termine di un mandato caratterizzato da un progressivo deterioramento del quadro di sicurezza.
La cerimonia di avvicendamento si è svolta nella base “Millevoi” di Shama alla presenza del Comandante della missione UNIFIL, generale di Divisione Diodato Abagnara, dell’ambasciatore d’Italia in Libano Fabrizio Marcelli e del Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci.
Il passaggio di consegne tra il generale di Brigata Andrea Fraticelli, comandante uscente, e il generale di Brigata Andrea Bertazzo, nuovo comandante del contingente italiano, segna l’inizio dell’ottava missione della Brigata “Pozzuolo del Friuli” sotto la bandiera delle Nazioni Unite. Il reparto avrà la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL, un’area in cui operano circa 2.800 caschi blu provenienti da quindici Paesi, con il compito di garantire l’attuazione della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
La Brigata “Sassari” conclude il proprio mandato dopo mesi segnati dall’intensificarsi delle ostilità nel Libano meridionale. In un contesto operativo particolarmente complesso, il contingente italiano ha mantenuto il presidio del territorio, adeguando costantemente il dispositivo militare e le misure di protezione all’evoluzione della situazione sul terreno.
Oltre al monitoraggio della cessazione delle ostilità, i militari italiani hanno proseguito le attività di collegamento con le Lebanese Armed Forces (LAF), mantenendo un dialogo costante con le autorità locali e con le comunità civili. Parallelamente sono stati realizzati numerosi interventi di cooperazione civile-militare, con il sostegno alle fasce più vulnerabili della popolazione, alle strutture sanitarie, alle scuole e alle amministrazioni locali.
Un contributo rilevante è arrivato anche dalle capacità specialistiche del Settore Ovest, impiegate nella bonifica degli ordigni inesplosi e nel ripristino della viabilità. Attività che hanno consentito di riaprire collegamenti essenziali e migliorare le condizioni di sicurezza per le comunità del Libano meridionale.
Nel corso della cerimonia, il generale Giovanni Maria Iannucci ha evidenziato il valore del lavoro svolto dalla Brigata “Sassari” in una fase caratterizzata da crescenti rischi operativi.
«La Brigata “Sassari” ha operato in un periodo segnato da rischi e minacce crescenti, garantendo continuità all’azione del contingente e adeguando il dispositivo ai cambiamenti sul terreno», ha dichiarato il comandante del COVI. Rivolgendosi ai militari ha aggiunto che il contingente italiano ha continuato «a pattugliare, osservare, dialogare e sostenere la popolazione anche nei momenti di maggiore tensione», dimostrando come la presenza italiana rappresenti «un impegno quotidiano fatto di responsabilità, equilibrio e capacità di intervenire concretamente dove necessario».
Parole di apprezzamento sono arrivate anche dal comandante di UNIFIL, generale Diodato Abagnara, che ha sottolineato il ruolo della cooperazione con le Forze Armate libanesi e il rapporto costruito con la popolazione locale quali elementi decisivi per garantire la continuità operativa del Settore Ovest e l’efficace attuazione del mandato delle Nazioni Unite.
Nel suo intervento di commiato, il generale Andrea Fraticelli ha ricordato le difficoltà affrontate durante il mandato, evidenziando la capacità del personale italiano e multinazionale di operare con imparzialità, flessibilità e senso di responsabilità anche nelle fasi più critiche del conflitto, mantenendo costante il dialogo con le istituzioni libanesi e con le comunità locali.
La cerimonia di Shama ha concluso la visita istituzionale del generale Iannucci in Libano, iniziata il giorno precedente a Beirut con l’incontro con il comandante delle Lebanese Armed Forces, generale Rodolph Haykal. Il colloquio è stato dedicato all’analisi dell’attuale quadro di sicurezza, al ruolo delle LAF e alle prospettive della cooperazione militare tra Italia e Libano, con particolare attenzione al rafforzamento delle capacità operative delle forze armate libanesi, considerato un elemento chiave per il consolidamento dell’autorità dello Stato sul territorio nazionale.
Nel corso della missione, il comandante del COVI ha inoltre visitato la base di Aamchit, sede della Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL), dove ha incontrato il personale impegnato nelle attività di formazione e addestramento delle Lebanese Armed Forces e delle Internal Security Forces. Le iniziative di cooperazione, proseguite anche durante le fasi più intense del conflitto, rappresentano uno dei pilastri dell’impegno italiano nel Paese e mirano a rafforzare nel lungo periodo le capacità delle istituzioni di sicurezza libanesi, in stretta sinergia con l’azione svolta da UNIFIL nel Libano meridionale.
