Export agroalimentare in calo, Confeuro: “L’Europa ha pagato un approccio troppo accondiscendente verso gli Usa”

Il rallentamento dell’export agroalimentare europeo riaccende il dibattito sulle strategie commerciali dell’Unione europea. Secondo Confeuro, il calo del 3% registrato nei primi cinque mesi del 2026 rappresenta un campanello d’allarme che impone una riflessione sulle politiche adottate durante la fase più intensa della guerra dei dazi con gli Stati Uniti.

A esprimere preoccupazione è il presidente nazionale di Confeuro-Confederazione Agricoltori Europei, Andrea Tiso, che richiama l’attenzione sulle difficoltà incontrate da alcuni dei prodotti più rappresentativi del Made in Italy, in particolare vino e olio, le cui esportazioni verso il mercato statunitense hanno subito una flessione. Gli Usa restano infatti uno dei principali sbocchi commerciali per il settore agroalimentare italiano e qualsiasi rallentamento rischia di ripercuotersi sull’intera filiera.

Secondo Tiso, le istituzioni europee e il Governo italiano avrebbero affrontato la disputa commerciale con Washington con un atteggiamento eccessivamente prudente, senza adottare misure sufficientemente incisive per difendere gli interessi delle produzioni agricole europee. Una strategia che, a giudizio di Confeuro, ha contribuito ad accentuare la dipendenza dell’export dal mercato americano, esponendo le imprese agli effetti delle tensioni commerciali internazionali.

L’organizzazione guarda però con favore al cambio di approccio avviato dalla Commissione europea, orientato verso una maggiore diversificazione dei mercati di destinazione. Una scelta che, secondo Confeuro, dovrà essere accompagnata da accordi commerciali equilibrati e dall’apertura di nuove opportunità per le imprese agricole italiane, così da ridurre la dipendenza da singoli mercati esteri.

Accanto alle politiche commerciali, l’associazione chiede un rafforzamento delle misure di sostegno alle piccole e medie aziende agricole, considerate il pilastro del comparto primario nazionale. Tra le proposte avanzate figurano interventi compensativi per il 2026 e un’intensificazione della lotta alla contraffazione e al fenomeno dell’Italian Sounding, che continua a sottrarre valore alle produzioni autentiche italiane sui mercati internazionali.

Per Confeuro, la tutela del Made in Italy agroalimentare passa quindi attraverso una strategia che unisca sostegno alle imprese, difesa delle produzioni di qualità e apertura verso nuovi mercati, con l’obiettivo di preservare competitività, occupazione e redditività di uno dei comparti più strategici dell’economia italiana.

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