Reputation Index: Messina, Orcel e Descalzi guidano la classifica della reputazione manageriale nel trimestre maggio-luglio 2026

Carlo Messina, Andrea Orcel e Claudio Descalzi sono i manager italiani con la reputazione più solida nel periodo compreso tra maggio e luglio 2026. È quanto emerge dalla quarta rilevazione del Reputation Index, l’osservatorio del Gruppo The Skill che monitora l’evoluzione della reputazione di manager e organizzazioni attraverso l’analisi della loro presenza nel racconto mediatico.

Il trimestre conferma come la reputazione si costruisca sempre più sulla capacità di coniugare risultati economici, visione strategica e ruolo nei principali dossier industriali e finanziari del Paese. A guidare la classifica è Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, con 93,5 punti, seguito da Andrea Orcel (UniCredit) con 91,1 e da Claudio Descalzi (Eni), che raggiunge quota 90,3.

Accanto ai leader consolidati emergono nuovi protagonisti. Tra questi Lorenzo Mariani, recentemente nominato amministratore delegato di Leonardo, che beneficia della crescita del gruppo nel settore della difesa e dell’aumento di ordini, ricavi e redditività. Cresce anche Gian Luca Artizzu, amministratore delegato di Sogin, il cui profilo si rafforza parallelamente al ritorno del dibattito nazionale sul nucleare e all’accelerazione delle attività di decommissioning.

Sul fronte opposto, la rilevazione evidenzia una significativa perdita di reputazione per Stefano Antonio Donnarumma, dopo la conclusione anticipata della sua esperienza alla guida di Ferrovie dello Stato. Arretra anche Leonardo Maria Del Vecchio, coinvolto nelle tensioni sulla governance di Delfin e in vicende personali che hanno avuto ampia risonanza mediatica. In flessione anche Giovanni Malagò, penalizzato dalle difficoltà emerse nella gestione della nuova struttura tecnica della Nazionale italiana di calcio.

Economia e finanza: il peso delle grandi operazioni

Nel comparto Economia e Impresa il vertice della graduatoria riflette il momento positivo vissuto dai principali gruppi bancari italiani.

Carlo Messina rafforza la propria leadership grazie all’offerta su Monte dei Paschi di Siena e ai risultati del primo semestre, definiti i migliori nella storia di Intesa Sanpaolo. Andrea Orcel consolida invece il proprio profilo europeo attraverso l’espansione di UniCredit, sostenuta sia dai risultati record dell’istituto sia dall’avanzata strategica su Commerzbank.

Alle loro spalle si collocano Pier Silvio Berlusconi (MFE-MediaForEurope), Carlo Cimbri (Unipol) ed Emanuele Orsini (Confindustria), mentre registrano una contrazione Luigi Lovaglio (Mps), Giovanni Malagò e Leonardo Maria Del Vecchio.

Industria e innovazione, cresce il peso della difesa

L’industria italiana continua a essere trainata dai grandi gruppi della difesa, della cantieristica e delle infrastrutture.

Lorenzo Mariani entra tra i protagonisti del trimestre grazie alla guida di Leonardo, in un momento caratterizzato dall’espansione del settore della difesa a livello internazionale. Mantengono posizioni di rilievo Matteo Del Fante (Poste Italiane), sostenuto dai risultati record del gruppo e dal ruolo assunto nel dossier Tim, e Pierroberto Folgiero (Fincantieri), protagonista del percorso di trasformazione industriale dell’azienda.

Tra le novità figurano Renzo Tosini, amministratore delegato di MBDA Italia, e Cristiano Rufini di Olidata, mentre John Elkann registra un arretramento nel ranking.

Energia: Descalzi resta il punto di riferimento

Nel settore Ambiente ed Energia è Claudio Descalzi a confermarsi il manager con la reputazione più elevata. Il quinto mandato alla guida di Eni, unito a risultati economici superiori rispetto all’anno precedente e a una presenza costante nei principali dossier energetici internazionali, rafforza ulteriormente il suo posizionamento.

Alle sue spalle si confermano Flavio Cattaneo (Enel) e Paolo Gallo (Italgas), mentre Gian Luca Artizzu continua la sua crescita grazie alla centralità acquisita da Sogin nel confronto sul futuro dell’energia nucleare in Italia. Completano la graduatoria Renato Mazzoncini (A2A), Agostino Scornajenchi (Snam) e Pasqualino Monti (Terna). In calo, invece, Giuseppina Di Foggia.

Infrastrutture e trasporti

Nel comparto infrastrutturale Pietro Salini (Webuild) mantiene la leadership grazie alla continuità dei grandi cantieri e all’espansione internazionale del gruppo. Marco Troncone consolida il percorso di crescita di Aeroporti di Roma, mentre Gianpiero Strisciuglio entra per la prima volta nella rilevazione dopo la nomina alla guida di Ferrovie dello Stato.

L’uscita anticipata di Stefano Antonio Donnarumma si riflette invece in un netto ridimensionamento del suo indice reputazionale, influenzato anche dalle criticità emerse nella gestione della rete ferroviaria.

Salute, Menarini in testa

Nel settore Salute e Scienze della Vita il profilo più forte è quello di Lucia Aleotti, vicepresidente del Gruppo Menarini, premiata per la capacità di coniugare competitività internazionale, risultati aziendali e attenzione alle politiche farmaceutiche.

Seguono Marcello Cattani, confermato alla guida di Farmindustria, Diana Bracco, Nicoletta Luppi e Michele Nicchio.

La fotografia offerta dal Reputation Index conferma come la reputazione manageriale sia sempre più legata alla capacità di incidere nei processi economici e industriali del Paese. Le performance finanziarie restano determinanti, ma assumono un peso crescente anche la gestione delle grandi trasformazioni strategiche, il ruolo nei dossier nazionali e la qualità della narrazione pubblica che accompagna le decisioni dei vertici aziendali.

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