Rauti: «Sicurezza economica, energetica e militare sono un unico sistema»

Le tensioni che attraversano il Mar Rosso, lo Stretto di Hormuz, il Canale di Suez e Bab el-Mandeb confermano come la sicurezza economica, energetica e militare rappresentino oggi un unico sistema strategico. È il messaggio lanciato dal Sottosegretario di Stato alla Difesa, Isabella Rauti, intervenendo al panel “Difesa e sicurezza nei nuovi assetti globali” nell’ambito della rassegna “Sabaudia Incontra – Dialoghi in Corte 2026”.

Nel suo intervento, Rauti ha sottolineato come le crisi che interessano alcune delle principali rotte marittime del pianeta producano effetti ben oltre i confini regionali, incidendo direttamente sulle economie nazionali, sui mercati globali e sulla vita quotidiana di cittadini e imprese. «Le tensioni lungo le rotte marittime – ha osservato – incidono sulle catene di approvvigionamento, sui mercati, sui costi dell’energia e, in definitiva, sulla vita quotidiana delle famiglie e delle imprese».

Il Sottosegretario ha richiamato l’attenzione sulle minacce convenzionali e ibride che gravano sulla libertà di navigazione e sulla sicurezza delle principali rotte commerciali, evidenziando come la crescente instabilità abbia riportato al centro dell’agenda internazionale la necessità di rafforzare la cooperazione tra i Paesi alleati per garantire la protezione delle linee di comunicazione marittime e delle infrastrutture strategiche.

Accanto all’analisi dello scenario geopolitico, Rauti ha affrontato anche il tema del rafforzamento delle capacità di difesa, sottolineando che «la sicurezza richiede strumenti capacitivi adeguati alle minacce». In questo contesto ha illustrato le caratteristiche di SAFE (Security Action for Europe), uno degli strumenti finanziari previsti dal piano europeo Readiness 2030, ricordando che l’Italia ha manifestato interesse ad accedervi senza assumere, allo stato attuale, alcun impegno definitivo.

La decisione sull’eventuale ricorso allo strumento sarà presa entro la fine dell’anno, dopo una valutazione complessiva degli aspetti finanziari e industriali. «La scelta sull’eventuale ricorso allo strumento di finanziamento SAFE sarà fatta valutandone vantaggi e criticità, nell’interesse nazionale», ha affermato il Sottosegretario.

Rauti ha inoltre ricordato che il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo al Vertice NATO di Ankara, ha chiarito come un eventuale utilizzo di SAFE riguarderebbe comunque una quota significativamente inferiore al massimale di 14,9 miliardi di euro potenzialmente disponibile per l’Italia.

Richiamando le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, il Sottosegretario ha ribadito che «SAFE rappresenta uno strumento tecnico di finanziamento e non una scelta politica; una modalità alternativa a Bot e CCT, la cui convenienza viene valutata in relazione ai tassi di interesse, ai tempi di rimborso e ai vincoli connessi ai programmi comuni europei».

Sul fronte degli investimenti, Rauti ha indicato le priorità che guideranno il rafforzamento dello strumento militare italiano: difesa aerea e missilistica, sistemi di contrasto ai droni e tecnologie avanzate per colmare i principali gap capacitivo-operativi e adeguare le Forze armate all’evoluzione delle minacce e alle esigenze della sicurezza nazionale ed euro-atlantica.

L’intervento si è concluso con un richiamo alla necessità di una visione strategica integrata, nella quale sicurezza, difesa, resilienza economica e tutela degli interessi nazionali costituiscono elementi sempre più interdipendenti in un contesto internazionale caratterizzato da crescente competizione geopolitica.

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